Nasce una nuova app: iDoc

iDoc la App della Salute

Ho scritto nel post precedente che gli ultimi mesi del 2017 sono stati ricchi di cose e di impegni lavorativi e non. Uno fra questi è una consulenza in un nuovo ospedale. Si tratterà di un periodo limitato, fino alla fine di giugno ma è comunque un’opportunità per ampliare le mie conoscenze e soprattutto confrontarmi con colleghi diversi. Insomma un motivo di crescita professionale oltre che economica. Che non guasta mai. Eh eh…
Sempre in ambito lavorativo (e non) questa fine dell’anno ha visto la nascita di una nuova app legata a “mammamedico” e alla precedente, ma completamente nuova.
Il suo nome è iDoc (qui trovi il link per scaricarla).
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Dal 2017 al 2018

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In 7 anni di blog non sono mai stata così tanto assente volontariamente dal web. È capitato un mese, due, quindici giorni ma mai per oltre 4 mesi. Esattamente l’ultimo post è del 28 agosto.
Mesi molto intensi e impegnativi, mesi di fatti, mesi di nuove strade, nuovi progetti, nuove scelte. Racconterò tutto. Prima o poi. Perché il blog è il mio diario. Il diario per i ricordi dei miei figli.
Ed è per questo che non ho mai pensato di chiuderlo anche se in realtà il mio essere “mammamedico” è oggi molto diverso da 7 o anche 3 anni fa.
Per aggiornarmi, per prendere spunti, monitoro altri blog, gruppi fb, forum di mamme, ma ormai non mi riconosco più. E quando non ti riconosci perdi entusiasmo e tutto viene “a noia”.
Non ne posso più di cacche e  “vomitini”, di macchie cutanee e febbri. Ma soprattutto non ne posso più di nuove e vecchie ansie materne. Perché passi per le malattie, ma agitarsi perché in vacanza il piccolo non dorme, perché non si trova la pappetta preferita, perché la nonna regala un giocattolo di plastica invece che uno montessoriano, ecco, non lo tollero più. 
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ll bruxismo nei bambini

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Il termine “bruxismo” deriva dal greco “βρύχω” che significa “digrignare”.
Il bruxismo notturno è l’abitudine a digrignare i denti durante il sonno ed è definito un “disturbo del movimento nel sonno”. Questo disturbo è piuttosto frequente, interessa circa tre bambini su dieci soprattutto prima dell’età scolare, in due momenti specifici: il primo è quando iniziano a spuntare i primi dentini da latte, il secondo quando mettono i denti permanenti.
Le cause del bruxismo notturno non sono del tutto chiare e non è mai stata individuata un’unica causa cui attribuire la comparsa del bruxismo.
Alcuni esperti lo collegano ad un allineamento scorretto tra l’arcata superiore e quella inferiore, altri invece, a stati di ansia, tensione nervosa e paura che spesso colpiscono i bambini quando si trovano a dover affrontare dei cambiamenti.

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Pensieri estivi…

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Siamo ormai verso la fine di questa calda e lunga estate. E’ proprio vero che quando le cose le progetti a lungo ti sembra di averle già vissute, ma ogni anno è inevitabile dover studiare mesi prima almeno le ferie dei miei bambini. Che quest’anno erano 9 settimane per due. Ma loro, pur divertendosi fra centri estivi e campus vari, aspettano con ansia il periodo al lago.
Soliti amici, soliti giri, solite nuotate, partite a tennis, a calcio, a ping pong. E tanta libertà. Di giri in bicicletta, di cene tipo pic nic, di chiacchiere fino a tardi alla sera.
Io osservo da lontano. Un anno è già passato. Bambine che diventano ragazzine; ragazzine che diventano donne. Primi amori. La musica sempre presente. E chissà perchè la crescita la vedo solo nel sesso femminile. O mi fa più paura nel sesso femminile. Forse perchè guardo microba, penso a microba. Con il suo costume a due pezzi e i suoi discorsi da “grande”. “Perchè, mamma è molto meglio essere ragazzina che bambina”. Non commento. In alcuni casi è meglio stare zitti. Mezz’ora dopo è in giro spingendo un passeggino con le bambole. C’é tempo per diventare ragazzina…
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Farmaci e esposizione al sole: un binomio da non sottovalutare

 

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Da pneumologa prescrivo spesso il cortisone nelle forme bronchiali severe, con grande rammarico delle mie pazienti soprattutto nel periodo estivo in cui hanno intenzione di esporsi al sole. È noto ormai a tutti che molti farmaci, fra cui appunto il cortisone, possono interagire con il sole e dar luogo a reazioni visibili sulla pelle. Le reazioni di fotosensibilizzazione in genere avvengono a livello cutaneo nelle zone fotoesposte  e si presentano come eritemi, edemi, arrossamenti con possibile comparsa di vesciche, orticaria e prurito a livello di viso, collo, mani e avambracci, ma, in alcuni casi, anche a livello di altre parti del corpo, anche se coperte dai vestiti.
Se l’eruzione è diffusa a diverse zone del corpo è molto probabile che sia causata da sostanze fotosensibili assunte per bocca ovvero farmaci fotosensibili. Se invece, l’eruzione è localizzata, si tratta presumibilmente di una reazione di un fotosensibilizzante per uso topico.

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