Al mare con un neonato o un bambino piccolo

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Microba ha fatto la prima vacanza al mare a 3 mesi e ½. E non proprio dietro l’angolo: ci siamo fatti ben 800 km per recarci nel Gargano. Non mi sono posta nessun problema (perché a volte è meglio un po’ di sana incoscienza) soprattutto perché come ho più volte detto, microba fino all’anno era una bambola, finta, dove la si metteva stava.  Incoscienza a parte (che poi si fa per dire) in vacanza al mare con un neonato si può andare usando sempre il buon senso.
Nei primi 6 mesi un neonato senza patologie può veramente beneficiare del clima marino e del sole; bisogna però andare in spiaggia al mattino presto intorno alle 8.30, andare via prima delle 11 e tornare a pomeriggio inoltrato dopo le 17. Infatti è nelle ore più calde che si ha la maggiore concentrazione di raggi ultravioletti.

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I primi movimenti fetali

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Ricordo ancora adesso con grande emozione il primo calcetto di supernano nella mia pancia: 16 settimane. Papàchef era stato via a lungo per lavoro, al suo ritorno il nanetto ha iniziato a muoversi. E da allora non si è più fermato. Era però un gran dormiglione ed io con lui. E quando al mattino alle 11 passate ancora non aveva dato se
gno della sua presenza iniziavo a colpire la pancia per svegliarlo. A posteriori penso “poverino”, ma i movimenti fetali sono indice di benessere e pertanto nella fobia di una primipara non ero tranquilla fino a che non li percepivo.
Ma quando si inizia generalmente a sentir muovere il feto?
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Dove andare in vacanza con un neonato?

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Nel post precedente ho parlato di mezzi di trasporto per la vacanza, ma dove è meglio andare in vacanza con un neonato?
Si può scegliere indifferentemente di andare al mare, in montagna, in campagna o al lago. L’importante è che al neonato vengano garantite le condizioni climatiche adatte.
Al mare uscire nelle ore più fresche. Il bambino non va mai esposto direttamente ai raggi solari sopratutto nelle ore più calde della giornata (che sono indicativamente tra le 11 e le 16-17). Il neonato è a rischio di disidratazione quando le temperature sono alte. Ne ho già trattato qui.
Nella scelta della località  sarebbero da evitare  sia posti troppo isolati che posti troppo frequentati e sarebbe utile che siano serviti da un pediatra, senza farsi prendere dall’ansia e correre costantemente per consulti. Ci sono tante spiagge a misura di bambino che rappresentano la scelta migliore per una vacanza al mare.
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Come viaggiare con un neonato di poche settimane?

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Intorno a me è tutta una presenza di neonati. Spesso terzogeniti. No, non mi è neppure sfiorata l’idea di ampliare la famiglia, perché poi, nonostante il detto “gli ultimi crescono da soli”, ci sono fra l’altro, una serie di problemi gestionali che ormai non voglio più affrontare. Uno fra questi è come far viaggiare il piccolo. Fino a quando in macchina c’è un solo bambino o al massimo due, tutto sembra più semplice perché la navicella della carrozzina adeguatamente sistemata e con le apposite cinture di sicurezza può trasportare il neonato. Ma quando ci sono già altri seggiolini o alzatine dove si posiziona un neonatino? Per non parlare dei bagagli che aumentano a dismisura.
Ovvia dunque la domanda su come e quale mezzo di trasporto usare e per quale destinazione quando ci si appresta a partire per le vacanze con un neonato.
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Clima caldo e disidratazione del neonato

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Il neonato  è maggiormente a rischio disidratazione sia per via della sua anatomia ovvero della pelle più sottile rispetto a bambini più grandi e adulti e di una maggiore superficie della testa (da cui si disperde maggiormente sudore) rispetto al resto del corpo sia perché non è in grado di esprimere la sete se non con un senso di irrequietezza generale.
Ci si preoccupa della disidratazione quando il piccolo è affetto da vomito o gastroenterite, ma non dobbiamo dimenticarci che i bambini possono disidratarsi anche per il caldo. E  le temperature equatoriali di questi giorni potrebbero essere responsabili di ciò.
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