L’acetone nei bambini: cause, sintomi e terapia

Acetonemia o acetone

L’acetonemia (nota comunemente anche come acetone) o chetosi è un’ alterazione metabolica molto frequente in età pediatrica che si verifica quando l’organismo del bambino, dopo aver bruciato tutti gli zuccheri a disposizione, inizia a bruciare anche i grassi per far fronte alle necessità energetiche. Accade pertanto quando vengono meno le scorte di zuccheri. L’acetone è dunque una risposta del corpo ai valori bassi di glucosio e non è una malattia

Si manifesta prevalentemente nella prima e seconda infanzia, quando le richieste energetiche sono maggiori, riducendosi progressivamente fino ai 12 anni e scomparendo con la pubertà. Esiste una certa predisposizione all’acetonemia, legata all’età e alla costituzione, per cui ci sono bambini più soggetti all’acetone di altri.

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La Faringite nei bambini

La faringite nei bambini

La faringite, una delle patologie più comuni nei bambini, è una infiammazione della faringe, la parte posteriore della gola, tra le tonsille e la laringe. La faringite si verifica prevalentemente in inverno e primavera anche se esistono forme che possono insorgere tutto l’anno.

CAUSE
sono numerose, ma le più comuni sono batteri:

  • Streptococchi ß- emolitici
  • Streptococcus pyogenes
  • Mycoplasma
  • Chlamydia

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24 marzo: Giornata mondiale per la lotta alla Tubercolosi

Tubercolosi TBC

La tubercolosi (TBC), è ancora una malattia che ricorda il passato, una malattia che in molti casi è un tabù nominare, una malattia di cui vergognarsi. Se durante la visita medica chiedo ad un mio paziente anziano se in giovane età ha avuto la TBC, è frequente sentirmi rispondere scandalizzato: “Noooo. Ho avuto la pleura”. (per la cronaca la pleura è una parte del polmone, al massimo si può parlare di pleurite, ovvero dell’infezione della pleura). In realtà è ancora ben presente e minacciosa anche nel nostro paese interessando ogni fascia d’età e ceto sociale.

È recente fatto di cronaca la vicenda di una scuola elementare di Milano dove 12 bambini hanno sviluppato la malattia e 155 sono risultati positivi al test di Mantoux, test che rileva la presenza del batterio. Deve rimanere alta, quindi, l’attenzione verso questa malattia in occasione della Giornata Mondiale per la lotta alla Tubercolosi del 24 Marzo. Il tema di quest’anno riprende quello che ha avuto grande successo lo scorso anno, organizzato dall’associazione Stop TB Italia: «Le suoniamo alla tubercolosi».

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I bambini e la sicurezza in casa

Sicurezza in casa per i bambini

Tacciatemi di superficialità, ma non avevo mai preso più di tanto in considerazione il problema della sicurezza in casa. Non per lodare Supernano, ma non ha mai avuto velleità di acrobata sul davanzale della finestra e a mia memoria dopo il primo secco “NO”, non ha più toccato le prese elettriche, i fili della corrente o i detersivi. Microba è una “simpatica canaglia”. Sa cosa deve o non deve fare, ma colta sul fatto ti guarda e ride. Con il suo sorriso disarmante. Nel suo caso “PREVENIRE è MEGLIO CHE CURARE”, pertanto nell’immediato futuro devo prendere provvedimenti per la sicurezza della casa.

Da una recente indagine ISTAT è emerso che in Italia ogni anno gli incidenti domestici coinvolgono più di 3 milioni di persone. Circa 68.000 sono bambini. Molti di questi incidenti potrebbero essere evitati, se venissero seguite alcune regole base.

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Acido folico in gravidanza

acido folico in gravidanza

L’acido folico è una vitamina del gruppo B, la B9, non sintetizzata dall’organismo. Per coprire il fabbisogno giornaliero di circa 2 mg, bisogna assumerlo con gli alimenti. Sono particolarmente ricche di acido folico le verdure a foglia verde (es. insalata, spinaci, broccoli, ecc.), i legumi, il fegato, alcuni tipi di frutta, il lievito, il latte e i cereali. E’ consigliabile consumare frutta e verdure fresche in quanto la cottura dei cibi distrugge circa il 90% di acido folico perchè è termo e fotosensibile. Addirittura le verdure fresche conservate a temperatura ambiente possono perdere in tre giorni fino al 70% del contenuto di acido folico. Durante la gravidanza il nascituro lo attinge dall’organismo materno per il suo sviluppo, per cui il fabbisogno della mamma sale a 4 mg al giorno e la dieta, per quanto sana e bilanciata, non è in grado di garantire un apporto adeguato e costante.

Nella donna in attesa l’acido folico svolge un ruolo fondamentale:

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