A proposito di figli unici…

Figli unici

Quando ormai quasi 2 anni fa Papà Chef ed io abbiamo iniziato a valutare se dare o meno un fratellino o sorellina a Supernano, io ero molto dubbiosa. Ero convinta che Supernano sarebbe stato privato di qualcosa. In realtà tutti quelli a cui esponevo i miei dubbi mi dicevano il contrario: non lo privi di niente, anzi gli regali un “compagno” per la vita. E così, prontamente convinta, è arrivata microba. Ora posso dire che Supernano è molto felice della sua sorellina e forse è microba, sotto un certo aspetto, ad avere qualcosa di meno rispetto al fratello. Ma lei al momento è contenta così: è una bimba molto solare in adorazione di Supernano e della tribù di maschiacci che lo circondano. Ma questa è un’altra storia.

A proposito di figli unici ho letto una notizia di una ricerca dell’ Economic Social Research Council pubblicata dal Time, secondo la quale “essere figli unici è bello e fa bene”. Sono rimasta perplessa. Nonostante i miei precedenti timori sul secondo figlio.

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Eritema o dermatite da pannolino: trattamento e prevenzione

eritema o dermatite da pannolino

L’eritema da pannolino e’ un problema che interessa la maggior parte delle mamme perchè è molto frequente nel neonato e può accompagnare il bambino fino all’età di 2 anni circa.

Con “eritema da pannolino” o “dermatite da pannolino” si intende un arrossamento della pelle nella zona genitale e anale del neonato. È causata dalle urine e dalle feci che ristagnano a contatto con la pelle, soprattutto a causa dei pannolini, mantenendo la pelle umida. La pelle del neonato è molto delicata e, anche se i pannolini in commercio hanno un alto potere assorbente e garantiscono un’elevata igienicità, non possono combattere gli arrossamenti: non sono fatti di materiali come cotone e spugne, ma contengono materiale plastificato, che irrita facilmente la delicata pelle del neonato. Inoltre l’umidità causata dalle urine, non riuscendo a fuoriuscire, impedisce all’epidermide di traspirare. A ciò si deve aggiungere l’irritazione chimica causata dall’ammoniaca, prodotta dagli enzimi batterici urinari e dagli enzimi fecali.

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Quale nome dare al bambino? Ecco i più comuni

Quale nome dare al bambino? Ecco i nomi più comuni

Ho alcune amiche in dolce attesa, chi del primo, chi del secondo bimbo. Al momento nessuna aspetta il terzo anche se la cicogna è nell’aria. Ho notato che l’atteggiamento riguardo il nome da dare al nascituro è comune: la scelta cade su nomi classici ma inusuali e per chi è al secondo figlio, il nome è scelto dal primogenito. Anche per noi è stato così. Senza possibilità di appello Supernano ha scelto il noma per microba, sostenendo che è il più bello di tutti. Speriamo che anche lei da grande sia d’accordo.

Ho riflettuto sui nomi da dare ai neonati oggi, appena una mia paziente mi ha comunicato che suo figlio si chiamerà Raul. Come Raul Bova. E mi sono tornati alla mente alcuni dati Istat. Una delle ultime analisi dell’Istat ha evidenziato che nella scelta dei nomi da dare ai neonati in Italia vanno alla grande Francesco e Giulia (al primo posto), seguiti da Alessandro e Sofia, Andrea e Martina, Matteo e Sara, Lorenzo e Chiara (rispondi al sondaggio nella Home page su qual’è il tuo nome preferito). Fra i primi 20 nomi preferiti spunta perfino Antonio, che 10 anni fa era considerato un nome “vecchieggiante”. Insomma dopo le stranezze Hollywoodiane tornano i nomi “normali” e la scelta è fra un nome corto e un nome lungo. Il consiglio è quello di valutare bene la combinazione con il cognome, perché la scelta che facciamo per i nostri figli, si sa, dura tutta la vita.

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Sterilizzazione e sterilizzatori: come e cosa si sterilizza e per quanto tempo

Sterilizzatore e sterilizzazione

Una delle differenze di comportamento fra la mamma al primo figlio e la mamma più “esperta” è eclatante nel campo della sterilizzazione. Mi ricordo che con Supernano avevo l’accortezza (o la fobia) della sterilizzazione. Amici mi avevano regalato (su mia richiesta) un bellissimo sterilizzatore a vapore che mi ha accompagnato ovunque per molti mesi. Con microba non l’ho neppure tirato fuori. A mia discolpa devo dire che per fortuna lei ha avuto meno bisogno del biberon e per i ciucci utilizzavo la sterilizzazione a freddo.

Ma cos’ la sterilizzazione? Come si sterilizza e soprattutto cosa e per quanto tempo?

La sterilizzazione è una pratica che, sfruttando diverse metodiche, permette di eliminare microbi e batteri dalla superficie di ciucci, tettarelle, posate, bicchierini, giochi, tazzine e tutto ciò che entra a contatto con la bocca del bambino. Le opinioni dei pediatri in proposito sono più disparate: si va dallo spartano “non è necessario sterilizzare, basta lavare bene“, al “è necessario farlo nei primi 3-4 mesi di vita” oppure “finchè il bimbo non tocca e porta alla bocca oggetti vari” al “finché assumerà latte col biberon, esso va sterilizzato tassativamente“. In questo ginepraio è necessario tentare di fare un po’ di chiarezza.

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Traumi della bocca nei bambini:cosa fare?

Trauma della bocca nei bambini

Il pomeriggio odierno è stato “allietato” dalla caduta con conseguente trauma della bocca del bimbo più piccolo di una cara amica. Prontamente chiamata a risolvere la situazione mi sono ricordata di come la scorsa estate sono sopravvissuta, dopo aver perso 10 anni di vita, a una caduta di Supernano con conseguente labbrone alla Nina Moric. Supernano, causa stazza da torello è sempre stato considerato grande da Mamma Medico, per tale motivo, dopo i primi mesi di ovvia totale dipendenza, è sempre stato molto autonomo. Fiero lui della cosa e fiera io.

Ma Mamma Medico dovrebbe talora ricordarsi che il nano ha pur sempre 4 anni e pertanto cade e piange come tutti i 4enni. Quella mattina, alle prime ore dell’alba, dopo una notte costellata da risvegli: “mamma ho sete”, “mamma tetta” (beh, non proprio, ma era il concetto espresso dalle grida di microba), Mamma Medico pipì (tutti quei liquidi ingurgitati per fare il latte stanno facendo impazzire la mia vescica), Supernano si è alzato per andare in bagno.

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