Un piercing su tre provoca un’infezione

piercing e tatuaggi

Il post d el Blog Viva la mamma”: Bambini? I primi super tamarri sono loro, di qualche giorno fa, oltre a farmi riflettere e temere per il futuro dei nostri figli, mi ha ricordato un altro argomento affine di cui avevo letto qualche tempo fa e che avevo in cantiere di trattare: piercing e tatuaggi.

Nel corso del 67° Congresso della SIP (Società Italiana di Pediatria) tenutosi a Milano a inizio giugno è emerso un dato sconfortante: un piercing su tre provoca un’ infezione ai nostri ragazzi ed uno su 100 finisce addirittura al pronto soccorso. Sono stati infatti presentati i risultati di uno studio condotto su oltre 9000 studenti italiani, nel corso del quale è stato evidenziato anche che un ragazzo su 4 ha un tatuaggio. La legge italiana stabilisce il divieto di effettuare piercing e tatuaggi ai minori di 14 anni senza il consenso dei genitori.

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Viaggiare durante la gravidanza: alcuni consigli per le mamme in attesa

Viaggiare durante la gravidanza: alcuni consigli per le mamme in attesa

Estate, tempo di vacanze e di viaggi, ma come si deve comportare una mamma in attesa?

Le donne incinte che hanno in programma un viaggio solitamente si rivolgono al proprio medico per avere consigli e se la gravidanza procede bene, non c’è motivo per vietare la vacanza anche se con le dovute precauzioni. Ma le informazioni fornite sono sempre soggettive perché in realtà mancano delle linee guida. Innanzitutto devono essere valutate l’epoca gestazionale e la presenza di eventuali fattori di rischio. Dopo i primi tre mesi generalmente ci si sente meglio: il fisico comincia ad adattarsi alla nuova situazione, la nausea è oramai diminuita, il vomito è scomparso, la sonnolenza non e’ più un problema; il secondo trimestre (IV, V e VI mese) è pertanto il momento migliore per affrontare un viaggio.
Problemi possono invece presentarsi negli ultimi mesi: è quindi più prudente evitare lunghi spostamenti e per troppo tempo con l’avvicinarsi della data del parto.

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La depressione post partum nelle mamme aumenta il rischio di depressione nei bambini

La depressione post partum nelle mamme aumenta il rischio di depressione nei bambini

Di depressione post partum si parla poco, eppure colpisce molte più neomamme di quanto si potrebbe credere. Oggi vi cito un motivo in più per parlarne. Secondo uno studio pubblicato dal Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry i figli di mamme che hanno sofferto di depressione post partum sono quattro volte piu’ a rischio di avere essi stessi episodi di depressione durante l’adolescenza.
I ricercatori dell’Universita’ di Reading hanno studiato 100 neomamme, di queste 58 avevano avuto la depressione post parto. Hanno poi valutato la salute del bambino a 18 mesi e a 5, 8, 13 e 16 anni. Dallo studio e’ emerso che i figli delle mamme depresse avevano una probabilita’ del 41,5 per cento di esserlo anche loro, mentre per gli altri il rischio era del 12,5 per cento. Il rischio aumentato – hanno scritto gli autori dello studio – mette in luce la necessita’ di screening post natali per intervenire precocemente. Dalla ricerca e’ emerso anche che un rapporto conflittuale con il partner e ulteriori episodi di depressione anche lontano dalla nascita possono scatenare la depressione nei bambini.

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Il Web come prima fonte di informazioni sulla salute

web, internet e salute

Ahimè, sono stata un po’ latitante in questi giorni. A mia discolpa potrei citare l’assenza di Papà Chef per lavoro, per cui oltre ad avere avuto poco tempo per occuparmi dei post, mi è mancata la mia “metà tecnica”.

Ma ho continuato a leggere ed informarmi. Credo che chi si occupa di salute sul web abbia una grossa responsabilità e a confermare quanto già pensavo è arrivata un’indagine illustrata durante il convegno “La comunicazione verso i cittadini in sanità”, organizzato qualche giorno fa nella Capitale da Business International.

Secondo tale studio il 30% degli italiani sceglie il web come prima fonte di informazioni sulla salute.

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Le 7 regole d’oro dei pediatri per affrontare l’estate in sicurezza con i nostri bambini

bambini in sicurezza in estate

L’estate è la stagione più amata dai bambini ma anche più a rischio di piccoli problemi legati proprio al maggior tempo passato fuori casa. Per questo la Federazione pediatri italiani ha messo a punto alcuni consigli, sette regole d’oro per affrontare in sicurezza la bella stagione.

1) Sole in sicurezza: proteggere i bambini dall’esposizione ai raggi solari utilizzando creme con fattore di protezione superiore a 15 SPF. La crema deve essere applicata almeno ogni due ore, soprattutto se il bambino suda molto. Inoltre l’esposizione deve essere evitata tra le 12 e le 16.

2) Prima di fare giocare i bambini all’aperto quando fa più caldo assicurare un’adeguata idratazione con acqua e se l’attività fisica si prolunga oltre un’ora, è opportuno somministrare bevande contenenti zuccheri e sali minerali.

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