Allarme bulimia già a 10 anni, soprattutto fra maschi

bulimia nei bambini

Ecco, ci risiamo con i problemi alimentari. Sembra di aver appena smesso di lottare con i nostri cuccioli durante lo svezzamento che già sono alle porta altri problemi.

I ricercatori della National Yang-Ming University di Taiwan hanno condotto uno studio, poi pubblicato online sul Journal of Clinical Nursing, su quasi 16.000 studenti sull’abitudine di provocarsi il vomito per perdere peso. Il problema è riconducibile alla bulimia e colpisce sempre più giovani e persino bambini, soprattutto maschi, di 10 anni. I risultati molto preoccupanti hanno spinto gli studiosi a mettere in guardia le famiglie: il vomito auto-indotto è il primo segnale che i bambini potrebbero sviluppare disturbi alimentari e gravi problemi psicologici.

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Meno morti in culla grazie a prevenzione e ricerca

SIDS come prevenirla

Oggi e domani si tiene presso la Badia della Castagna di Genova Quarto il Corso nazionale intitolato: “SIDS ed ALTE: certezze…poche, criticità…. molte, progetti….il nostro futuro!!” organizzato dal Centro Internazionale di Studio e Formazione (CISEF) insieme al Centro Regionale SIDS-ALTE della UO di PS-Medicina d’Urgenza e Osservazione dell’Istituto G. Gaslini.

Il corso prevede due giornate dedicate a due argomenti peculiari della pediatria ma tuttavia poco conosciuti: SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) e ALTE (Apparent life-Threatening events). Non sono patologie ma sintomi che vengono spesso per vecchi retaggi culturali, associati.

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I mucolitici: sconsigliati sotto i 2 anni di età

Sciroppi e mucolitici

Non è raro sentire amiche mamme dirmi: “il mio bambino ha la tosse e il pediatra non ha prescritto neppure uno sciroppo, intendendo in genere i mucolitici. Spesso faccio fatica spiegare che i pediatri hanno ragione. Per i bambini più piccoli meglio evitare i mucolitici.

I pediatri mettono in guardia dall’uso dei mucolitici al di sotto dei due anni. La raccomandazione emerge dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), la quale suggerisce appunto di “evitare l’uso di farmaci mucolitici nei bambini al di sotto dei due anni d’età, in presenza di sintomi di raffreddore e tosse”.
I pediatri hanno pubblicato la nota sulla base di un’analisi condotta dall’Agenzia del farmaco che ha preso in esame una serie di dati, di carattere nazionale e internazionale, su casi di ostruzione respiratoria nei bambini a cui sono stati somministrati mucolitici. Questi farmaci aumentano le secrezioni bronchiali per eliminare il muco e liberare così le vie respiratorie, ma nei bambini al di sotto dei 2 anni il meccanismo si inceppa perché i piccoli hanno difficoltà a eliminare le secrezioni tossendo.

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Campi estivi: attenti ai piccoli traumi

Campi estivi e piccoli traumi

È finita la scuola ed è tempo di campus estivi, ma attenzione: sono in “agguato” piccoli traumi per un ragazzino su due.

Secondo gli ortopedici un ragazzino su due nei campus estivi dove si fa sport finisce per farsi male, procurandosi almeno una distorsione. Questo succede perché, nella maggior parte dei casi, i piccoli atleti non sono preparati. I campi estivi sono un sistema utile per impegnare i bambini in modo costruttivo, per evitare che finiscono per trascorrere le giornate davanti alla televisione o su Internet, ma per fare sport fin da piccoli è fondamentale preparazione e riscaldamento. Buttandosi “a freddo” senza queste particolari accortezze, i pericoli di stiramenti, distorsioni della caviglia e altri piccoli problemi rischiano di moltiplicarsi. E sebbene gli incidenti più gravi sono per fortuna rari, spesso anche i piccoli traumi si potrebbero prevenire iniziando per esempio con attività che non stressino il fisico, come il nuoto o la corsa in scioltezza dedicando sempre qualche minuto al riscaldamento muscolare. Fra le attività più a rischio di piccoli traumi ci sono le partite a calcio o le sfide a pallavolo e a basket, attività molto amate dai ragazzini.

Cosa valutare quando si sceglie un centro estivo ad indirizzo sportivo?

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MENINGITE B: entro dicembre il primo vaccino

MENINGITE B: entro dicembre il primo vaccino

Lo annuncia l’European Society for Paediatric Infectious Diseases.

Quando ho cominciato l’iter delle vaccinazioni a supernano, ormai ben 5 anni fa, fra le tante mi era stato proposto il vaccino contro il meningococco. Ai tempi rientrava fra i vaccini a pagamento e se ne consigliava un’unica dose dopo l’anno per i bimbi che non avevano ancora cominciato a frequentare il nido (quindi meno esposti ad infezioni, altrimenti il calendario vaccinale era diverso). Come al solito chiesi consiglio alla mia superamica pediatra perché ero molto dubbiosa. Il vaccino proteggeva solo per il ceppo C, il meno frequente e comune in Italia. Dunque? Il consiglio fu di farlo ugualmente. I nostri bambini viaggiano e sono a contatto sia in Italia che all’estero con altri bimbi, che a loro volta viaggiano, di etnie diverse. Chiaramente non mi sono posta lo stesso problema con microba. A luglio è già attesa al consultorio di zona per la sua puntura.

Ma ora leggo la notizia che entro la fine dell’anno potrebbe arrivare il primo vaccino contro la meningite B, il ceppo piu’ pericoloso contro cui finora non ci sono armi.

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