Preparazione al travaglio: massaggi per ridurre il dolore

Preparazione al travaglioLa notizia è di quelle che ormai non mi riguarda più, ma devo ammettere che se l’avessi letta ai tempi un tentativo magari l’avrei fatto. Secondo uno studio dell’università di Teheran il massaggio può costituire un trattamento alternativo efficace per ridurre dolore e ansia durante il travaglio. La ricerca è stata svolta su 120 future mamme al loro primo parto divise in 3 gruppi; le donne del  primo gruppo sono state sottoposte ad un programma di massaggi, le donne del secondo gruppo  hanno avuto il supporto continuativo di un assistente, mentre le mamme del terzo gruppo costituivano il controllo. I massaggi, della durata di circa mezz’ora, sono stati effettuati nella fase latente (dilatazione cervicale di 3-4 cm), nella fase attiva (5-7 cm) e nella fase di decelerazione (8-10 cm).

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Le pulizie di casa senza problemi

Pulizie di casa in sicurezzaMicroba mi segue sempre per casa quando faccio le pulizie: ha un suo carrellino dotato di tutto il necessario, ma è molto più attratta dalle mie spazzole o spugne. Ovviamente quello che farei in mezz’ora con lei lo faccio in un’ora e soprattutto quando era più piccola dovevo avere mille occhi per controllare che non mettesse in bocca nulla. Per fortuna, a parte qualche vecchio spazzolino che tengo per pulire, non si è mai messa in bocca nulla di pericoloso, ma ogni anno sono moltissimi i bimbi portati nei pronto soccorsi per aver ingerito detersivi e affini e altrettante sono le telefonate ai centri antiveleni.

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Virus parainfluenzali

Virus parainfluenzaliPrimi freddi ed ecco che ritornano le tanto odiate sindromi influenzali. Non si tratta di influenza stagionale, attesa non prima della seconda metà di dicembre, ma di un’ondata di virus parainfluenzali. L’alternanza di freddo, caldo, pioggia e umidità fa sì che siano circolanti 272 virus parainfluenzali molto simili fra loro, responsabili dei tipici malanni da raffreddamento caratterizzati da tosse, raffreddore, mal di gola, dolori muscolari,  febbreI sintomi  sono quindi molto simili a quelli di un’influenza, anche se, in genere, sono meno severi. Più raramente si ha una sovrapposizione batterica e queste formi lievi evolvono, soprattutto nei bambini piccoli,  in bronchite, bronchiolite o polmonite.

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Antibiotici, picco delle prescrizioni nella prima infanzia

antibiotico e prescrizioneCommenti fuori dalla scuola: “Io a mio figlio do solo farmaci omeopatici, neppure la tachipirina”, altra mamma “anche io sto il più lontano possibile dagli antibiotici. Quando il pediatra li prescrive aspetto sempre qualche giorno, a volte i miei bambini guariscono da soli”. E così via tutte le mamme sullo steso tono. Io non sono intervenuta nella discussione. Poche volte quando faccio la mamma parlo anche da medico e poi sono dell’idea che “quando ci vuole ci vuole”. Ma  allora se comunque questo è apparentemente il pensiero comune, perché secondo  la Società Italiana di Pediatria in un anno, 58 bambini su 100 assumono  almeno un farmaco nella maggior parte dei casi antibiotici,  soprattutto nel primo anno di vita?

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Uso di cocaina e aumentato rischio di infarto

Cocaina e rischio infartoQuando ho iniziato a lavorare in pronto soccorso tanti, ma non tantissimi, anni fa, nel caso si fosse presentato un ventenne con un dolore toracico il protocollo non prevedeva certamente accertamenti cardiologici approfonditi. Di fronte ad un elettrocardiogramma negativo il ragazzo veniva “rispedito” tranquillamente a casa. Da un po’ di tempo a questa parte invece anche al quindicenne vengono fatti gli accertamenti che un tempo toccavano solo agli ultra quarantenni. E in un periodo di spending review non si fanno certo per sperperare. Gli esami si sono resi necessari  perché c’è stato un aumento di casi di infarto fra i più giovani causa uso di cocaina che si è pertanto  guadagnata il titolo “droga da infarto“.

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