Le bugie sono “contagiose”

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Turno di notte in ospedale: verso mattina quando ormai contavo i minuti per andare a casa il 118 porta 4 ragazze che avevano avuto un incidente in autostrada. Per fortuna nulla di infausto ma poiché una di queste era minorenne la telefonata ai genitori fu d’obbligo. Scopriamo pertanto che hanno raccontato una bugia coprendosi l’un l’altra mentre in realtà si erano recate in discoteca a circa 200km da casa. La mamma di una di queste mi avrà ripetuto migliaia di volte che era più scioccata della bugia che dell’incidente, che la figlia le aveva anche mandato dei finti sms per tranquillizzarla mentre in realtà era da tutt’altra parte.
Perché ho raccontato questo aneddoto? Un po’ per condividere le mie ansie pensando alla futura adolescenza di mia figlia, un po’ perché mi è tornato alla mente un articolo di qualche giorno fa in cui si diceva che le bugie sono contagiose per i piccoli, ovvero che i bambini a cui si mente sono più portati a mentire a loro volta. Nel testo era citato uno studio pubblicato su ‘Developmental Science’ , di ricercatori dell’università di San Diego realizzato su 187 bimbi tra i 3 e i 7 anni.

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Nelle bronchiti gli antibiotici spesso sono inutili:

tosse

Negli ultimi mesi ho avuto modo di visitare pazienti di qualsiasi età e sesso con tosse persistente nonostante diversi cicli di antibiotici. Antibiotici spesso a largo spettro (pertanto non mirati su germi identificati). A conferma del mio pensiero e cioè che in molti casi, soprattutto nelle virosi, l’antibiotico terapia non serve, c’è uno studio pubblicato sul British Medical Journal da parte di un professore di cure primarie all’Università di Southampton nel  Regno Unito. Poichè le infezioni respiratorie sono le più comuni patologie acute gestite dai medici di medicina generale, e il controllo dei sintomi è la principale preoccupazione di pazienti e genitori, si tende spesso ad aumentare le prescrizioni di antibiotici la cui eccessiva somministrazione accresce la resistenza dei germi in modo da rendere le infezioni difficili da curare.

I probiotici prevengono la diarrea nei bambini in età prescolare

male

Le gastroenterite sono fra  le patologie più temute sia per la virulenza e contagiosità, sia per il fatto che non hanno stagione; ho scritto diversi post sull’argomento e più volte ho ammesso di cercare di stare alla larga da chi ne è affetto come se fosse “un appestato”: non passa anno infatti senza che io ne sia colpita in uno-due episodi.
Oggi non parlo di cause o terapia, bensì di prevenzione. Continua a leggere: I probiotici prevengono la diarrea nei bambini in età prescolare…

Le Grotte di Sale: sono davvero utili?

sale

È da tempo che periodicamente mi vengono chieste informazioni sulle grotte di sale; occupandomi di patologie delle vie respiratorie i primi sono stati ovviamente i miei pazienti adulti, ma ultimamente le domande arrivano anche dalle mamme stanche ogni inverno di avere a che fare con bronchiti, raffreddori e tutta la terapia del caso dei loro piccoli.
Le grotte di sale funzionano? Sono davvero così utili?
Ho sempre risposto stando sul vago, ma tendenzialmente più scettica che convinta perché non mi ero mai occupata seriamente del problema. Oggi mi sono imposta di studiare l’argomento e… non ho trovato alcun testo che mi aiutasse a parlarne in maniera scientifica.
Digitando la parola su google le prime pagine sono tutte dedicate alle varie strutture, pubblicità insomma, ma non mi sono data per vinta e ho proseguito la ricerca.
Il termine scientifico è Haloterapia (terapia con il sale), attività praticata in “grotte/cabine di sale” che ad oggi non sono ancora collocate in un preciso ambito sanitario, estetico o di altra natura; pertanto chiunque attualmente può aprire, senza alcuna autorizzazione, strutture dove si può praticare l’Haloterapia.
La “grotta/cabina di sale” è un locale dove le pareti, il soffitto e il pavimento sono completamente rivestiti di sale (di varia provenienza) e per la Haloterapia è utilizzato un nebulizzatore che può saturare l’ambiente di aerosol (con particelle di dimensione da 1 a 5 micron). La persona con i normali atti del respiro inala gli elementi contenuti nei sali la cui composizione è variabile per caratteristiche chimiche e provenienza.
Poiché la permanenza nelle cave o in grotte di sale naturali o al mare può produrre effetti benefici in alcuni individui affetti da disturbi respiratori, secondo le ditte che commercializzano queste “cabine”, la permanenza in questi locali per una seduta equivale a circa 3 giorni di soggiorno in località marina.
Il sodio inalato sarebbe  in grado di far funzionare meglio le piccole ciglia delle nostre vie respiratorie che, con i loro movimenti, frenano l’ingresso di germi e inquinanti atmosferici e trasportano il muco dal naso verso il cavo orale, detergendo l’intero albero respiratorio. Pertanto dopo il trattamento le persone sarebbero meno soggette ad ammalarsi di patologie virali e infettive e diventerebbero meno sensibili all’azione di allergeni, tossine e inquinanti.
Le sedute durano dai 30 ai 45 minuti per un totale di 10 sedute da svolgere due volte a settimana e da ripetere almeno due volte l’anno.
Ho usato il condizionale perché da un punto di vista scientifico non si trovano di fatto pubblicazioni sugli effetti delle “grotte/cabine di sale”.
Il fatto di inalare in un tempo molto ristretto (15-30 minuti) sostanze che “forse” naturalmente potemmo respirare in 72 ore non è esattamente la stessa cosa in quanto la loro concentrazione nel tempo potrebbe essere causa di qualche problema. Uno su tutti gli adulti con patologie misconosciute della tiroide.
Se è pur vero che alcuni effetti del sale sono da tempo conosciuti  (bagni al mare, bagni di acqua e sale in caso di infezioni cutanee o di piccoli traumi, ecc.), va detto che tali pratiche nulla hanno a che vedere con le “grotte/cabine di sale” nelle quali il microclima, artificialmente modificato, non è assolutamente paragonabile a quello marino per il tipo di microelementi presenti, per la loro concentrazione e per la durata della esposizione.
Detto questo non bisogno dimenticare che
–          l’haloterapia non sostituisce le cure tradizionali, piuttosto è un trattamento complementare che potrebbe alleviare i sintomi dei vari disturbi, soprattutto se cronici
–          non bisogna accedere alle “grotte/cabine di sale” senza avere prima consultato il proprio medico di fiducia sia per le indicazioni che, soprattutto, per eventuali controindicazioni. L’haloterapia è infatti sconsigliata a chi soffre di grave ipertensione, perché le microparticelle di cloruro di sodio potrebbero peggiorare la situazione, di ipertensione arteriosa, insufficienza coronarica cronica, tubercolosi polmonare attiva, insufficienza renale o nel caso si abbia un tumore.
–           prima di concordare un ciclo di sedute all’interno delle “grotte/cabine di sale”, è indispensabile informarsi sul tipo di sali usati e chiedere almeno la loro composizione e la provenienza e se questa non è nota e documentata, bisogna rifiutarsi di utilizzare la grotta/cabina

 

 

Quando vanno tolte le tonsille?

tonsillectomia

Nel post di qualche giorno fa sulle tonsilliti non ho volutamente parlato della terapia chirurgica della tonsillite, ovvero dell’intervento di tonsillectomia, proprio per l’obiettivo che avevo di scrivere un post specifico sull’argomento. L’intervento di rimozione delle tonsille si chiama appunto tonsillectomia, ed è uno degli interventi chirurgici più frequenti in età pediatrica. In Italia se ne effettuano circa 50.000 all’anno.
Pur essendo un intervento semplice e di routine, la rimozione delle tonsille e non è esente da rischi per lo più legati all’assistenza anestesiologica e al decorso post-operatorio; la mortalità postoperatoria invece per fortuna è rarissima (1 caso ogni 10.000-35.000). Continua a leggere: Quando vanno tolte le tonsille?…