Febbre nei bambini: quando l’origine è sconosciuta

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Qualche tempo fa su un gruppo fb una mamma, stufa delle continue febbri della sua bimba, chiedeva informazioni su pediatri che si occupassero di febbri periodiche e affini. Io avevo già parlato di pfapa e anche del fatto che secondo i pediatri per i bambini in età prescolare un numero di episodi febbrili/infettivi fino a 6-8 all’anno, è normale. Normale forse, scocciante sicuramente.
La febbre nei bambini oltre ad essere spesso un motivo di allarme per la salute  è anche un motivo di preoccupazione per l’organizzazione famigliare che salta.  In età pediatrica nella maggior parte delle volte ha una causa facilmente riconoscibile, come le infezioni respiratorie o intestinali, altre volte la causa è meno comune ma riconoscibile con dei comuni esami del sangue (è il caso della mononucleosi, che spesso-quando sintomatica- si manifesta con febbre inspiegabile).  Esistono però casi in cui l’aumento della temperatura resta senza apparente spiegazione anche dopo un’accurata anamnesi e un’attenta visita.

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Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?

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Per la prima volta dopo anni mi sono ammalata in maniera seria e proprio nei giorni di Natale. Ciò ha comportato che io stessi completamente a letto 3 giorni (tanto per gradire, vigilia, Natale e Santo Stefano, con tanto di parentado a casa), senza avere la forza di muovere neppure un dito del piede. La febbre non mi ha abbandonato neppure nei 2-3 giorni successivi, pertanto dovendo lavorare e poi salvare le ferie, ho deciso di prendermi un antibiotico. Risultato: il giorno dopo sfebbrata. Ovviamente non so se è stato il decorso normale di una virosi o una sovrainfezione batterica debellata. E non so neppure come mi sarei comportata se fosse capitato ai miei figli, a parte il fatto che i bambini possono rallentare i ritmi e “riposarsi”.  Continua a leggere: Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?…

Calo ponderale fisiologico del neonato: a cosa è dovuto?

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Con il termine “Calo ponderale fisiologico del neonato” si intende la conseguente e inevitabile diminuzione del peso di un neonato alla nascita.
La perdita di peso inizia nelle prime 24 ore di vita e il valore minimo si registra dopo 3-4 giorni; dopo questa fase, il peso inizia di nuovo a salire, raggiungendo valori tra 160 e 50 g la settimana. Il peso della nascita indicativamente viene recuperato al decimo giorno e da questo momento in poi avrà una crescita costante.
Il calo ponderale è fisiologico se non supera  il 10% del peso alla nascita nel neonato a termine mentre nel neonato pretermine la riduzione può arrivare fino al 15-20% del peso alla nascita.
Il calo fisiologico dipende da diversi fattori, che si sommano tra di loro nei primissimi giorni di vita. 

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La scelta della scuola primaria

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A settembre microba comincerà la I elementare. E a giorni dovrò fare l’iscrizione.
Scusate, io sono vecchia, sig sig, in realtà si chiama scuola primaria.
Indipendentemente dal nome mi dovrete sopportare a lungo con questa storia.
E si, perché per me è un vero colpo. Microba è microba, la mia cucciola, che proprio cucciola ormai non è più, ma non riesco ad immaginarmela con lo zaino.
Sono riuscita a scamparla lo scorso anno, ma questo, giustamente, proprio no.
Microba è nata in aprile, avrebbe potuto essere un’anticipataria e sono dovuta andare a firmare per rinunciarci. Perché nonostante lei abbia una voglia matta di andare alla scuola di suo fratello, io ho preferito farle percorrere le giuste tappe.
Ovviamente per dimostrarmi che avevo sbagliato tutto microba si è ostinata a voler scrivere, un mese fa, da sola, ha iniziato a leggere e per ora ha accantonato la matematica (“mamma, dai, fammi fare i conti”- diceva-), altrimenti saremmo arrivati alle tabelline.
Comunque, dicevo, ormai ci siamo.

Sui gruppi di mamme di facebook è un continuo domandare di queste “benedette” date; scriviamole una volta per tutte: a partire dal 22 gennaio e fino al 22 febbraio saranno aperte le iscrizioni per gli alunni che iniziano il primo ciclo di studi. Se si tratta di scuola privata c’è molto poco da dire: ci si informa in sede, si iscrive il bambino, si paga la retta e il gioco è fatto.
Per la scuola pubblica invece,  come gli anni scorsi, le procedure di iscrizione della scuola primaria, secondaria di I e II grado si effettuano on-line accedendo al sito del ministero dell’istruzione ove è possibile trovare tutte le informazioni utili.
L’iscrizione alla scuola dell’infanzia, invece, resta cartacea.

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Arriva il bebè. Cosa mettere nella valigia per l’ospedale

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Non sono certo la persona adatta a dare consigli sulla valigia per l’ospedale quando si va a partorire, sia perché con supernano ho preparato le ultime cose proprio pochi secondi prima di uscire, fra una contrazione e l’altra, sia perché ormai i miei ricordi dell’ultimo parto risalgono a oltre 5 anni fa. Non che nel frattempo sia cambiato molto, i neonati si vestono sempre nello stesso modo e anche alla mamma servono le stesse cose.
In genere, durante i corsi preparto, alle gestanti viene fornita una lista di elementi, oggetti e indumenti utili per il ricovero in ospedale, sia per il bebè sia per la futura mamma. Questa lista è variabile a seconda della struttura: per esempio in alcuni ospedali i pannolini sono forniti dall’ospedale stesso, in altri no.  Per una corretta organizzazione, si consiglia di cominciare i preparativi almeno a partire dal settimo mese di gravidanza, e di prediligere un borsone morbido, più adatto agli spazi degli armadi di un ospedale.
Ma cosa mettere in valigia? È bene preparare una lista distinta per la mamma e per il bebè.

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