Quando il bambino si ammala troppo spesso

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È un argomento “trito e ritrito”, ma praticamente sempre attuale ogni anno. Non sono pochi infatti i bambini che nel periodo invernale presentano numerosi episodi di infezioni respiratorie talora anche a distanza molto ravvicinata.  Il bambino sta sempre male e la febbre si può presentare anche ogni 2 o 3 settimane e con essa il raffreddore e la tosse. Questa situazione si verifica più facilmente nei bambini che frequentano l’ Asilo Nido o la Scuola dell’Infanzia, mentre diventa via via meno frequente nei bambini più grandi che hanno ormai sviluppato un elevato numero di anticorpi utile a proteggerli contro numerosi germi. La maggior parte delle infezioni respiratorie del bambino piccolo è dovuta ai virus e contro questi, è ormai noto, non vi sono terapie efficaci. L’unica soluzione è aspettare che passino da sole. Banale? Forse. Ma comunque un bel problema e per i genitori che lavorano e che non possono contare sull’aiuto dei nonni nella gestione del piccolo costretto a casa.

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Criptorchidismo

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Il criptorchidismo  è la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli all’interno della borsa scrotale, poiché ritenuti nel canale inguinale o all’interno della cavità addominale (caso più raro), già prima dello sviluppo. E’ la notizia che possono apprendono, con ansia, i genitori alla dimissione dal nido, dopo la nascita del loro bambino o dal pediatra durante le prime viste. Ma di cosa si tratta e cosa fare?
Il criptorchidismo rappresenta l’anomalia più frequente dell’apparato urogenitale in età pediatrica e colpisce il 3-5% dei nati a termine ed il 9-30% dei pretermine. Un fattore di rischio importante è rappresentato dal peso alla nascita: piu’ basso è il peso piú alta è l’incidenza di criptorchidismo. In seguito il 75% dei testicoli criptorchidi di nati a termine ed il 95% dei testicoli criptorchidi di nati prematuri discende nello scroto entro il primo anno di vita e la maggior parte dei testicoli discesi entro il primo anno completa questo processo nei primi 3 mesi di vita. Dopo tale periodo una discesa completa è eccezionale. La sua incidenza sembra essere aumentata in questi ultimi 30 anni, verosimilmente a causa di anomale esposizioni ambientali, soprattutto agli estrogeni.

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Febbre nei bambini: quando l’origine è sconosciuta

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Qualche tempo fa su un gruppo fb una mamma, stufa delle continue febbri della sua bimba, chiedeva informazioni su pediatri che si occupassero di febbri periodiche e affini. Io avevo già parlato di pfapa e anche del fatto che secondo i pediatri per i bambini in età prescolare un numero di episodi febbrili/infettivi fino a 6-8 all’anno, è normale. Normale forse, scocciante sicuramente.
La febbre nei bambini oltre ad essere spesso un motivo di allarme per la salute  è anche un motivo di preoccupazione per l’organizzazione famigliare che salta.  In età pediatrica nella maggior parte delle volte ha una causa facilmente riconoscibile, come le infezioni respiratorie o intestinali, altre volte la causa è meno comune ma riconoscibile con dei comuni esami del sangue (è il caso della mononucleosi, che spesso-quando sintomatica- si manifesta con febbre inspiegabile).  Esistono però casi in cui l’aumento della temperatura resta senza apparente spiegazione anche dopo un’accurata anamnesi e un’attenta visita.

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Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?

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Per la prima volta dopo anni mi sono ammalata in maniera seria e proprio nei giorni di Natale. Ciò ha comportato che io stessi completamente a letto 3 giorni (tanto per gradire, vigilia, Natale e Santo Stefano, con tanto di parentado a casa), senza avere la forza di muovere neppure un dito del piede. La febbre non mi ha abbandonato neppure nei 2-3 giorni successivi, pertanto dovendo lavorare e poi salvare le ferie, ho deciso di prendermi un antibiotico. Risultato: il giorno dopo sfebbrata. Ovviamente non so se è stato il decorso normale di una virosi o una sovrainfezione batterica debellata. E non so neppure come mi sarei comportata se fosse capitato ai miei figli, a parte il fatto che i bambini possono rallentare i ritmi e “riposarsi”.  Continua a leggere: Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?…

Calo ponderale fisiologico del neonato: a cosa è dovuto?

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Con il termine “Calo ponderale fisiologico del neonato” si intende la conseguente e inevitabile diminuzione del peso di un neonato alla nascita.
La perdita di peso inizia nelle prime 24 ore di vita e il valore minimo si registra dopo 3-4 giorni; dopo questa fase, il peso inizia di nuovo a salire, raggiungendo valori tra 160 e 50 g la settimana. Il peso della nascita indicativamente viene recuperato al decimo giorno e da questo momento in poi avrà una crescita costante.
Il calo ponderale è fisiologico se non supera  il 10% del peso alla nascita nel neonato a termine mentre nel neonato pretermine la riduzione può arrivare fino al 15-20% del peso alla nascita.
Il calo fisiologico dipende da diversi fattori, che si sommano tra di loro nei primissimi giorni di vita. 

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