Antibiotici: uso inappropriato una volta su due

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Ho recentemente tenuto un corso ai medici di famiglia. Si parlava di bronchiti e riacutizzazioni bronchiali nelle forme polmonari croniche; ho detto loro che la maggior parte di queste forme flogistiche è di origine virale, per cui l’antibiotico non serve. E anche nei casi di sovrainfezione batterica ritardare di 5 giorni (in modo da capirne l’evoluzione) la somministrazione di detto farmaco, nulla cambia in termini di prognosi. Sul momento silenzio dalla platea, ma al termine dell’incontro mi si avvicina un collega commentando:
“ dici bene tu. Ma in linea teorica. Se io non prescrivo subito un antibiotico e la tosse perdura, chi lo sente il mio paziente? E se per caso decide di recarsi impropriamente in ps il medico di turno lo prescriverà sicuramente. Perché male non fa. E nell’immaginario del mio paziente quel medico sarà sicuramente più bravo di me. E se invece malauguratamente dovesse poi sviluppare una polmonite, secondo lui sarò stato io la causa con la mia titubanza nel prescrivere i farmaci. Detto questo ad ogni bronchite corrisponde la prescrizione di un antibiotico”.
Che dire? Mi ha lasciato a bocca aperta anche se so che succede così. Ho lavorato anni in pronto soccorso e so  che nessun medico si esenterà dall’effettuare prescrizioni antibiotiche ad una persona che non vedrà più. Eccetto la sottoscritta che però spesso discuteva con i pazienti.

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Bambini e PC

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Papachef a Natale mi ha regalato un nuovo pc. A suo dire (anche se forse non ha tutti i torti) il mio è ormai obsoleto e potrebbe lasciarmi a piedi da un momento all’altro. Sarebbe in effetti una tragedia. “ poi sul tuo potrebbe imparare a “smanettare” supernano” – disse allora.  Mai parole furono prese così tanto alla lettera e non passa giorno che il ligio ragazzino non me le ricordi, insistendo perché io faccia il trasbordo da un computer all’altro.
Che noi siamo una famiglia tecnologica è noto (io un po’ meno ma mi adeguo per non rimanere indietro…); non ho mai demonizzato tablet e smartphone tant’è che, seppure per questioni pratiche, ne ho messo in mano uno a supernano già in IV elementare. Ovviamente dandogli delle regole. Alcune dettate dal buon senso, altre apprese documentandomi. Perché noi genitori dobbiamo imparare a gestire tutta questa informatizzazione e abbiamo assolutamente bisogno di colmare le numerose lacune.
Un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi infatti si avvicinano con passione all’informatica e passano sempre più tempo davanti al monitor di un computer.

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Pronazione dolorosa

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La “pronazione dolorosa” è un trauma molto frequente nei bambini al di sotto dei cinque anni di età. Si tratta di una sublussazione del radio provocata da una improvvisa trazione del braccio del bambino.  In pratica l’avambraccio scivola fuori dalla sua posizione nel gomito a causa di un  improvviso ‘strattone’  nel tentativo di tirare su un bambino afferrandolo per un braccio (tipico il caso del bambino che non vuol salire le scale o che si butta a terra per capriccio o ancor più frequentemente quando sta imparando a camminare e lo si tira per il braccino per evitare che cada).  Raramente  una pronazione dolorosa si verifica quando un bambino cade sul suo stesso braccio.

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