La prima vacanza da sola

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Cara microba, mi manchi da morire.
Ecco l’ho scritto.
E con le lacrime agli occhi.
Si lo so non dovrei. Mi prendete sempre in giro per la mia lacrima facile, ma stavolta le devo far scendere ne ho bisogno come di una purificazione.
Vorrei averti dato un telefono, vorrei mandarti  amorevoli messaggi,  stupide faccine e disegnini, vorrei sentirti tutti i giorni invece che quei 5 minuti a giorni alterni in cui mi sgridi  perché ti ho telefonato tardi. Come se il telefono fosse libero solo per noi. Ma hai 7 anni e forse non sarebbe educativo dotarti di un congegno elettronico solo per le mie malinconie. O forse si. O forse chissenefrega di cosa sia educativo e di cosa no.
Microba mi manchi. Mi manca la tua presenza, il tuo parlare in continuazione, il tuo discutere su tutto e tutti, i tuoi complimenti e i tuoi abbracci. Le tue manine che mi accarezzano anche se poi quando fa caldo non lo sopporto.
Guardo le bambine per strada e mi chiedo se siano una delle tue numerose amiche. Una delle tante che non conosco perché tu, microba parli pure con i sassi. E non importa se siano italiane, straniere, extraterrestri. Tu diventi amica di tutti.
Guardo il tuo lettino vuoto, per una volta in ordine, con i pupazzi in fila e mi chiedo come tu abbia dormito da sola, per tutte queste notti, abbracciata solo al tuo inseparabile Hallo Kitty, tu che quando vado al lavoro devi prendere il mio pigiama per sentire il mio odore. Per pensare di avermi accanto.

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Scuole aperte dʼestate: le solite proposte

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Ci risiamo. Puntuale come ogni anno il solito tormentone di inizio giugno: tenere le scuole aperte anche in estate.
Che dire? Le solite cose trite e ritrite: 13 settimane consecutive di vacanza sono troppe, gli insegnanti hanno un numero tale di giorni di ferie che qualsiasi altro lavoratore si sogna, i tempi sono cambiati, le mamme lavorano, i nonni non sempre sono a disposizione, i centri estivi privati costosi. E quest’anno (parlo per Milano) anche quelli comunali.
E alla luce di tutto ciò, pare ci sia  la volontà da parte del ministro dell’istruzione Valeria Fedeli, di soddisfare le richieste di centinaia (centinaia???) di genitori.
I tecnici del ministero sono già al lavoro e una prima bozza del piano potrebbe essere pronta dopo l’estate in modo da essere annunciata ufficialmente con l’inizio del prossimo anno scolastico. Anche contro lo scoglio principale rappresentato dai professori probabilmente per nulla contenti di un eventuale rimodellamento del loro orario di servizio. In realtà esiste già una direttiva del ministero dell’Istruzione datata 1997 con la quale si dice che le scuole devono restare aperte anche d’estate. Ma di fatto la direttiva è rimasta sulla carta, tranne in alcuni istituti dove sono in corso progetti specifici. Nel 2013 l’allora premier Mario Monti presentò una bozza che prevedeva la chiusura degli istituti per un solo mese;  progetto che rimase anch’esso inattuato.  Nel 2015 fu la volta del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti che fu travolto dalle critiche.

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La fine della scuola elementare

 

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8 giugno. E le elementari  finite.
5 anni fa ho consegnato agli insegnati un bambino, mi hanno restituito un ragazzino.  
Un ragazzino attento, sensibile, acuto e arguto. Un ragazzino che per fortuna è ancora un po’ bambino, che mi abbraccia e mi bacia forse più di prima, un ragazzino con cui rido, che mi fa ridere, un ragazzino che prendo in giro e che mi prende in giro, un ragazzino  di cui sono orgogliosa ma che spesso strozzerei, un ragazzino per cui vorrei fermare il tempo, tenere così,  ma che io stessa spingo verso il suo futuro, come un aquilone in alto verso il cielo.
Con tutto l’amore e la malinconia che solo una mamma può provare.

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