Le uova di Pasqua

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Pasqua alle porte e il solito dilemma soprattutto per i più piccoli: cioccolato si o no? Le nonne minimizzano e regalano uova giganti perché la gioia di strappare un sorriso ai nipoti supera qualsiasi divieto. Ma al di là delle diatribe famigliari come ci si deve comportare?
La maggior parte dei pediatri è d’accordo sul fatto che il cioccolato faccia bene a tutti e di conseguenza anche ai più piccini. Ma per ogni cosa c’è un’età, ed anche il cioccolato rientra in questa regola. Gli specialisti affermano che si può iniziare a far assaggiare il cacao dopo il primo anno, quando lo svezzamento dovrebbe essere già concluso.
E sfatiamo qualche falso mito.
Non è vero che fa male ai denti perché la polvere di cacao ha azione anticariogena contenendo tannini, che inibiscono lo sviluppo di batteri, riducono il processo di demineralizzazione alla base della carie e riducono la formazione della placca, fluoro e fosfati.
Non è vero che fa aumentare il colesterolo: non vi è traccia di colesterolo in quello fondente, mentre in 100 gr di quello al latte ne contengono 16 mg, la stessa quantità contenuta in 200  gr di yogurt naturale parzialmente scremato.

Cacao e cioccolato contengono anche teobromina, una sostanza che può essere utilizzata come rimedio naturale per ridurre i sintomi della tosse, addirittura  più efficace della codeina (senza avere inoltre i suoi effetti collaterali) nel sedare la tosse stizzosa post-influenzale. Ma attenzione: se la tosse è dovuta al reflusso esofageo, il cioccolato non è per niente indicato.
Per la sua ricchezza in potassio, fosforo, ferro e magnesio sinergico con le vitamine del gruppo B, D ed E, il cacao svolge un’azione tonica generale e propria del sistema nervoso. La quantità di magnesio (80mg/100g di cioccolato fondente) risulta adatta a chi soffre di pressione bassa ma anche agli sportivi, soprattutto se hanno la tendenza a soffrire di crampi muscolari.
La ricchezza in ferro (2mg/100g di cioccolato fondente) invece, suggerisce che il cioccolato sia adatto ai soggetti anemici e alle donne che hanno un flusso mestruale abbondante.
Il cioccolato contiene inoltre flavonoidi sostanze dotate di un elevato potere antiossidante, capaci di impedire l’ossidazione del colesterolo cattivo (LDL) da parte dei radicali liberi e utili nell’impedire che le piastrine formino dei coaguli responsabili della formazione dei trombi, svolgendo quindi un’azione simile a quella dell’aspirina; contiene inoltre serotonina che ha azione antidepressiva naturale e ha la capacità di infondere calma e tranquillità, e di migliorare l’umore.

È noto tuttavia che il cioccolato sia un alimento particolarmente ricco di calorie e, poiché viene spesso mangiato al di fuori dei pasti canonici, rischia di indurre un eccessivo apporto energetico soprattutto nei bambini. 100 grammi di cioccolato fondente contengono 530 kcal, di cioccolato al latte 540 kcal, di cioccolato al latte con nocciole 535 kcal.
In conclusione il cioccolato è un alimento che non provoca problemi di digestione o appesantimento e può tranquillamente essere inserito nella dieta dei bambini, senza esagerare, soprattutto se il bambino non ha ancora compiuto i 2/3 anni di vita.
In ogni caso è sempre preferibile scegliere cioccolato di buona qualità.
Quello fondente è considerato migliore in quanto contiene una più alta percentuale di cacao. Ma alcune qualità, come un maggiore contenuto di vitamina A e di calcio, si trovano solo nelle varietà al latte, proprio quella preferita dai bambini.
Un discorso a parte merita il cioccolato bianco il quale non contiene in realtà cacao, ma solo burro di cacao e pertanto ricco di grassi e zuccheri.
Meglio non proporre, infine, i prodotti più elaborati, come quelli che contengono nocciole, mandorle o noci.

 

 

 

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