ll bruxismo nei bambini

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Il termine “bruxismo” deriva dal greco “βρύχω” che significa “digrignare”.
Il bruxismo notturno è l’abitudine a digrignare i denti durante il sonno ed è definito un “disturbo del movimento nel sonno”. Questo disturbo è piuttosto frequente, interessa circa tre bambini su dieci soprattutto prima dell’età scolare, in due momenti specifici: il primo è quando iniziano a spuntare i primi dentini da latte, il secondo quando mettono i denti permanenti.
Le cause del bruxismo notturno non sono del tutto chiare e non è mai stata individuata un’unica causa cui attribuire la comparsa del bruxismo.
Alcuni esperti lo collegano ad un allineamento scorretto tra l’arcata superiore e quella inferiore, altri invece, a stati di ansia, tensione nervosa e paura che spesso colpiscono i bambini quando si trovano a dover affrontare dei cambiamenti.

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Pensieri estivi…

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Siamo ormai verso la fine di questa calda e lunga estate. E’ proprio vero che quando le cose le progetti a lungo ti sembra di averle già vissute, ma ogni anno è inevitabile dover studiare mesi prima almeno le ferie dei miei bambini. Che quest’anno erano 9 settimane per due. Ma loro, pur divertendosi fra centri estivi e campus vari, aspettano con ansia il periodo al lago.
Soliti amici, soliti giri, solite nuotate, partite a tennis, a calcio, a ping pong. E tanta libertà. Di giri in bicicletta, di cene tipo pic nic, di chiacchiere fino a tardi alla sera.
Io osservo da lontano. Un anno è già passato. Bambine che diventano ragazzine; ragazzine che diventano donne. Primi amori. La musica sempre presente. E chissà perchè la crescita la vedo solo nel sesso femminile. O mi fa più paura nel sesso femminile. Forse perchè guardo microba, penso a microba. Con il suo costume a due pezzi e i suoi discorsi da “grande”. “Perchè, mamma è molto meglio essere ragazzina che bambina”. Non commento. In alcuni casi è meglio stare zitti. Mezz’ora dopo è in giro spingendo un passeggino con le bambole. C’é tempo per diventare ragazzina…
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Farmaci e esposizione al sole: un binomio da non sottovalutare

 

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Da pneumologa prescrivo spesso il cortisone nelle forme bronchiali severe, con grande rammarico delle mie pazienti soprattutto nel periodo estivo in cui hanno intenzione di esporsi al sole. È noto ormai a tutti che molti farmaci, fra cui appunto il cortisone, possono interagire con il sole e dar luogo a reazioni visibili sulla pelle. Le reazioni di fotosensibilizzazione in genere avvengono a livello cutaneo nelle zone fotoesposte  e si presentano come eritemi, edemi, arrossamenti con possibile comparsa di vesciche, orticaria e prurito a livello di viso, collo, mani e avambracci, ma, in alcuni casi, anche a livello di altre parti del corpo, anche se coperte dai vestiti.
Se l’eruzione è diffusa a diverse zone del corpo è molto probabile che sia causata da sostanze fotosensibili assunte per bocca ovvero farmaci fotosensibili. Se invece, l’eruzione è localizzata, si tratta presumibilmente di una reazione di un fotosensibilizzante per uso topico.

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Haemophilus influenzae: cos’è, come si manifesta, come si previene

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L’Haemophilus influenzae è un batterio dotato di capsula. Si descrivono 6 diversi tipi di haemophilus in base alla composizione della capsula, denominati dalla a alla f. L’Hi di tipo B è il responsabile del 95% dei casi di tutte le forme invasive da haemophilus. Abitualmente, l’Hib è causa di una malattia simil-influenzale, che si risolve nel giro di qualche giorno, mentre la forma invasiva è più frequente nei bambini con meno di 5 anni e nei soggetti affetti da malattie di base come anemia a cellule falciformi, assenza della milza o deficit immunitario congenito.
La trasmissione avviene attraverso contatto diretto, con inalazione di goccioline emesse con le secrezioni naso-faringee da parte di malati e/o portatori;

Le malattie invasive causate da Hib possono interessare diversi organi ed essere responsabili di diverse malattie: Continua a leggere: Haemophilus influenzae: cos’è, come si manifesta, come si previene…

Nuova legge sulle vaccinazioni:  il calendario per mettersi in regola

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Sono state ridotte a dieci le vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori tra 0 e 16 anni: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella, da somministrare secondo il Calendario Nazionale Vaccinale relativo a ciascun anno di nascita. Le vaccinazioni per le quali non si è immunizzati verranno somministrate in formulazioni monocomponenti o in formulazioni combinate, senza ovviamente l’antigene cui si è immuni, mentre per i non vaccinati  non saranno necessarie dieci diverse punture: sei vaccini possono essere somministrati contestualmente (vaccinazione esavalente: anti-poliomielite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b). Gli altri quattro vaccini possono essere somministrati con la cosiddetta quadrivalente (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella).  Continua a leggere: Nuova legge sulle vaccinazioni:  il calendario per mettersi in regola…