Idee regalo per la nascita di un bebè

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Quando nasce un bambino, amici, parenti e conoscenti  in genere festeggiano il nuovo nato con un regalo più o meno importante. Ma mentre per la nascita del primo figlio la scelta in genere è abbastanza facile in quanto manca tutto e anche i genitori hanno idee da suggerire, per le neomamme alla seconda o addirittura terza gravidanza la scelta è più difficile in quanto al contrario non manca proprio nulla.
Quando si decide autonomamente  l’acquisto, l’idea “tutina” viene scartata; il pensiero comune è infatti che già se ne abbia un numero elevato. E al massimo ci si porta avanti regalandone di misure più grandi. Ma questo è lo stesso ragionamento che fa la mamma. Non compra tutine piccole ma solo il minimo indispensabile per l’ospedale pensando di riceverne un esagerato numero in regalo. E così appena tornate a casa si deve correre a fare shopping per il neonato rendendosi conto che il piccolo “cagone” ha sporcato l’inverosimile. A me è successo entrambe le volte.
Il mio consiglio quindi è se siete in confidenza prima di fare acquisti 6-9 mesi (magari sbagliando anche la stagione…) chiedete se serve l’1-3.
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La festa dei remigini

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Ed è arrivato anche questo momento, la fine della scuola materna di microba. Banale dire che sembra ieri, l’inserimento, le “discussioni “ con la maestra per accelerare i tempi,  le amiche nuove, i lavoretti, la passione per l’arte e i colori; i libri e le nuove canzoni. E poi le parole. Tante parole, lette e scritte. Anche il menù giornaliero che le commesse trascrivono sulla lavagna all’ingresso. Perché ormai ci siamo. Stiamo per attraversare la strada. E il momento di passaggio è proprio segnato dalla festa dei remigini.

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Il primo raffreddore del neonato

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Avere un bimbo nato dopo l’inverno è apparentemente una fortuna.
Le giornate sono belle.
Si come no, quest’anno a Milano l’acqua non è certo mancata.
Si può uscire sempre. Si sotto l’acqua, appunto.
Si rimandano i piccoli malanni ai mesi autunnali/invernali in cui sarà più grandino. Non è sempre così….
Ecco, infatti grazie al  tempo pazzo di questi giorni c’è un proliferare di virus e paravirus che nemmeno a gennaio.
E così è un via vai di nasi che colano, nelle migliori situazioni, di tossi o febbre, nei casi più seri.
Ma cosa si fa nel caso del raffreddore di un lattante? Spesso soprattutto le mamme al primo figlio si fanno letteralmente prendere dal panico. Devono imparare a occuparsi di un bambino irritabile, a volte febbricitante, a stappare il naso, a frazionare i pasti e, soprattutto, a essere pazienti. Il  raffreddore guarisce nel giro di 7-10 giorni, a volte ne servono anche 14!
Ma cosa bisogna fare?
Innanzitutto pretendere la visita del pediatra. Io sono dell’idea che nel caso di un piccolo di pochissimi mesi, soprattutto se ha febbre o tosse, non debba valere la “famosa” regola dei tre giorni. E neppure la terapia detta al telefono. Un neonato va visitato. E non me ne vogliano i pediatri, ma io la penso così. L’alternativa è intasare i pronto soccorso con rischi ben peggiori per la salute del piccolo.
Se invece si tratta solo di un banale raffreddore è sufficiente il lavaggio nasale.
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Lo zaino per la scuola primaria

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Microba che come al solito precorre i tempi, ha insistito perché le comprassi lo zaino per la scuola. Un giorno la sua madrina le ha detto , così per parlare, che aveva comprato lo zaino di suo figlio nella cartoleria in montagna. E microba cosa ha fatto? Ha memorizzato l’informazione e la prima volta che siamo saliti ha menzionato la cosa sostenendo che anche lei dovesse comprarlo lì.
Ovviamente subito.
E mentre entravamo nel negozio pensavo a quanto sono diversi i miei figli.
Microba un’entusiasta con le idee chiare, sa quello che vuole, persevera nelle sue idee e una volta scelto è fiera della sua decisione; supernano è cauto, riflessivo; quando ai tempi si trattò di comprare il suo, di zaino, rimandava sempre, non sapeva che modello scegliere. Andammo in un grande negozio con una vastissima scelta di articoli e non so per quanto tempo rimanemmo dentro; alla fine scelse, era contento, ma non lo dava a vedere neppure sotto tortura. Inutile dire che microba è uscita dopo 5 minuti tanto contenta che tutto il paese sapeva che sarebbe andata in I elementare…

Ma com’è lo zaino di microba e come dovrebbe essere uno zaino?
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Mammacheblog: io c’ero

Ormai sono una veterana del mammacheblog. Ogni anno aspetto con trepidazione la pubblicazione della data in modo da essere libera da impegni lavorativi. Poi sistematicamente riesco a partecipare solo alla giornata del sabato, ma meglio di nulla. Quest’anno poi avevo un’attiva accompagnatrice: Microba.

ceciRicordandosi di quanto si fosse divertita l’anno prima, ha voluto partecipare fin dall’inizio della giornata rinunciando al suo amato corso di nuoto. Mi ha salutato senza le solite smancerie e fin da subito si è trovata in sintonia con le altre bimbe e con le bravissime ragazze dell’animazione. Ha partecipato con passione al laboratorio organizzato grazie a fabbri sulla preparazione dei ghiaccioli (unico neo non essere poi riuscita a mangiarli) e si è rammaricata che non l’avessi iscritta al laboratorio di cucina. Ma mi sono svegliata troppo tardi e non c’erano più posti. Continua a leggere: Mammacheblog: io c’ero…