MammacheBlog autunno 2016

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Sono una piccola blogger amatoriale, ma nonostante curi il blog nei ritagli di tempo e non abbia grandi aspirazioni (bè, no, dai, qualcosina si, tipo far decollare la app SOS MEDICO…) ci tengo “ad esserci”. Dove? Ovviamente al mammacheblog. Il più grande raduno di mamme blogger organizzato da fattore mamma. C’è ogni anno, in autunno e primavera. E oggi io c’ero.

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E c’ero fin dalla primissima mattinata. Non potevo mancare per nessun motivo infatti alla “colazione con Claudia de lillo”, la mitica mamma di nonsolomamma. È sempre un piacere incontrarla, sentirla e ancor più piacevole è sapere che si ricordava del nostro precedente incontro. Quando l’ho raccontato a mia figlia, sua piccola fan, mi ha risposto semplicemente “wow”. Che di semplice non aveva nulla.

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Sopravvivere all’essere una mamma che lavora…

stormoms11

Per una volta partecipo anche io al tema del mese (mi sono autoinvitata leggendo i numerosi post sugli altri blog). Nonostante sia latitante da tempo e faccia fatica ad impostare nuovi post, mi impegno per un argomento che mi sta veramente a cuore: il binomio lavoro – maternità. E inizio con un episodio il cui pensiero a distanza di oltre 6 anni mi fa ancora incz…

Quando aspettavo microba mi era capitato di sostituire  un medico di base. Ebbene, una sera ero in studio alle 9 di sera stanca con il mio bel pancione. Entra un uomo chiedendo un certificato di malattia di un mese per la moglie. Alla mia domanda sul motivo e sul perché non ci fosse la diretta interessata mi fu risposto che aveva mal di schiena, aveva partorito da poco, stava allattando e non poteva assumere farmaci, ma non poteva neppure andare a lavorare. Apro la sua scheda e vedo che il medico aveva già prescritto un mese di malattia:  fatti due conti la signora finita la maternità obbligatoria voleva continuare a stare a casa in malattia. Litigando con il marito e con la moglie al telefono mi rifiutai di fare la prescrizione, obbligai la paziente a venire in studio il giorno dopo, e le prescrissi una visita ortopedica. Che fece, probabilmente da un medico compiacente, che mise 30 giorni di prognosi. Basati su un niente. O comunque su nessun accertamento praticato o consigliato. Chiamai l’ordine dei medici per sapere se fossi obbligata a rispettare quella prognosi e mi fu fatto capire che sarebbe stato meglio. Furiosa compilai il certificato accarezzando il mio pancione e pensando alla mia “non” maternità. Continua a leggere: Sopravvivere all’essere una mamma che lavora……

Massaggio neonatale: attenzione agli olii

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Non ho mai fatto il massaggio neonatale ai miei bimbi, né ho avuto il tempo di partecipare ai vari corsi, non avendo potuto disporre della maternità. Sig sig…
Non so pertanto se sarebbero stati più rilassati. E francamente non ho idea di quanto possa cambiare l’approccio mamma-bimbo.
Ma al di là del benessere o meno, qualsiasi tipo di massaggio ai neonati non deve essere fatto con oli perché anche quelli apparentemente più innocui come ad esempio l’olio d’oliva, possono far aumentare il rischio di eczema e altri problemi dermatologici. 
Nonostante capita che le ostetriche raccomandino l’olio di oliva o di girasole per la pelle secca, finora su questi oli le ricerche effettuate sono pochissime.

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Pennarelli ritirati dal mercato

giotto
Perché le notizie importanti ottengono sempre l’ultimo trafiletto, quando lo ottengono? Perché anche su “nobili” siti di notizie online troviamo “culi e tette” del grande fratello (e perdonatemi la liceità del linguaggio…), foto di principi e principesse, liti per l’eredità fra gente che con l’illustre deceduto non hanno nulla a che fare, ma quello che serve sapere non viene minimamente considerato?
Ho letto per caso la notizia e allora da mamma ho pensato sia giusto parlarne.
Giotto ha ritirato dal mercato francese i pennarelli Turbo Scent, pennarelli  multi offattivi  con cui i bambini possono fare disegni colorati e profumatissimi,  ma potenzialmente dannosi per la  salute in quanto le sostanze contenute nelle loro profumazioni sono in grado di scatenare allergie soprattutto nei più piccoli.
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Lo sport nei bimbi asmatici

aaaa
Ho sempre sostenuto l’importanza dell’attività sportiva, fin da piccolissimi, la caldeggio a tutte le età, anche nel soggetto anziano. I benefici sono fisici e psichici. E quando pongo la diagnosi di asma, soprattutto ad un paziente giovane tengo a precisare che un asmatico ben curato può condurre una vita normale, anche praticando attività sportiva agonistica.

E nel caso dei bambini?
Secondo la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (Siaip), l’asma non è una controindicazione all’attività sportiva, anche a livello agonistico, sempre che i sintomi siano sotto controllo.  Il vero rischio per la salute è al contrario la sedentarietà, prima causa di sovrappeso e obesità di cui si registrano percentuali importanti tra i bambini asmatici.

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