Esercizio fisico in gravidanza può ridurre del 20% il parto cesareo

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Quando aspettavo supernano ero stata molto costante nell’andare in piscina 2 volte alla settimana. Era ovvio, a parte andare a lavorare non avevo altro (si fa per dire, ma alla luce degli impegni odierni, è nulla) da fare. Lo facevo principalmente per rimanere in forma. Con microba sono stata molto meno brava e andava bene se riuscivo ad andare una volta alla settimana. Però sono andata in bicicletta fin quasi alla fine. Pazza? Forse. Ma questa è un’altra storia…

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8-9 maggio mammacheblog

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Finalmente sono riuscita a mettermi al pc per scrivere di questa fantastica impresa. Premetto che io non ho potuto partecipare alla giornata di venerdi per problemi di lavoro, ma sabato fin troppo presto ero al palazzo delle stelline. Quest’anno cambio di location per un’iniziativa che dura da anni ma a cui io raramente sono riuscita ad essere presente: il periodo è sempre quello full per recite a scuola, feste o saggi di fine anno. Inoltre io sono una mamma blogger solo perché ho appunto un blog che per altro spesso trascuro, molte ne hanno fatto una sorta di lavoro oppure sono più assidue di me scrivendo di notte. No, non ce la posso fare…
Da non dimenticare che sotto un certo aspetto sono una mamma “navigata” e non solo perché ho passato i 40 ma perché sono da un pezzo fuori dal tunnel delle mamme, inteso gli argomenti più comuni: nanna, pappe, cacche, vaccini, scelta nido/baby sitter. Che poi una mamma fuori dal tunnel non c’è mai, ma spesso ci vuole anche entrare a capofitto da sola…

eeee

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Mamma che latte! Parte la campagna di promozione dell’allattamento al seno

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Mi sono sempre fatta promotrice  dell’allattamento al seno, ne ho scritto in diversi post e non mi sono mai tirata indietro nel raccontare la mia esperienza, di quanto all’inizio, con il primo figlio sia stata dura, di quanto spesso mi sia trovata sola, di quanto sarebbe stato molto più facile cedere al biberon.  Ma  ho sempre creduto nel valore aggiunto del latte materno, non tanto per le varie dicerie sulla maggiore intelligenza dei bimbi allattati al seno rispetto ai bimbi allattati artificialmente o sulla protezione dall’autismo (per citare alcuni esempi di articoli usciti in questi anni)  ma in quanto è il solo alimento che si adatta perfettamente (per digeribilità, apporto nutritivo, garanzie igieniche) alla fisiologia del neonato  durante tutta la crescita perché il suo contenuto varia durante il giorno e nei primi mesi. Contiene inoltre anticorpi e altri fattori protettivi che aiutano il bambino a combattere le infezioni.

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Bambini al Pronto Soccorso: le regole per un accesso corretto

ambulanza

Ho già scritto in passato degli accessi in pronto soccorso di nostri bimbi. Lavorando anche in un pronto soccorso con accesso pediatrico sono chiaramente di parte e talora ho un pò il dente avvelenato perché  ho spesso dovuto visitare bambini che oltre a non avere motivo per ricevere una visita medica con urgenza non avevano proprio motivo per essere sottoposti ad una visita.
Ogni anno circa 5 milioni di bambini vengono visitati nei Pronto soccorso italiani. Solo nel 10% dei casi si tratta di codici gialli e rossi, ovvero casi di reale emergenza e urgenza, mentre i codici verdi (le urgenze considerate minori al triage) sono invece il 60-70% degli accessi. Solo la metà di questi  può essere considerato un accesso appropriato per la necessità di escludere gravi complicanze o evoluzioni della malattia mentre la restante metà di questi accessi è inappropriato e può creare disservizi che possono ostacolare l’assistenza a chi ne ha veramente bisogno.
Il Pronto Soccorso non è  un ambulatorio pediatrico e non sostituisce il Pediatra di base; non è nemmeno un ambulatorio poli-specialistico dove effettuare visite richieste con urgenza e da prenotare al CUP o il luogo dove approfondire situazioni non urgenti o croniche.
In pronto soccorso non si deve neppure accedere per la compilazione di ricette, certificati o prestazioni ambulatoriali.
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Il dolore al testicolo

dolore

Un dolore al testicolo è un’evenienza relativamente comune anche fra i bambini e può dipendere da diverse cause, alcune delle quali possono essere una vera e propria urgenza medica. È quindi una situazione da non sottovalutare soprattutto se il dolore insorge all’improvviso e violentemente.
Le cause più comuni di dolore al testicolo possono essere:
– Traumi: un colpo in sede testicolare produce spesso un dolore estremamente forte che solitamente si risolve in poco tempo senza conseguenze. Nei casi di traumi particolarmente violenti, però, si può avere  una contusione e, occasionalmente, ferite più significative o ematocele (una raccolta di sangue che circonda il testicolo) che richiedono la chirurgia d’urgenza.
– la torsione del funicolo spermatico:  è certamente la condizione più urgente da valutare e risolvere in quanto è stato stabilito che quando il testicolo si torce all’interno dello scroto già dopo 6 ore di mancato deflusso/apporto di sangue va incontro a sofferenza irreversibile. La torsione può accadere a qualsiasi età, ma è più comune nei primissimi mesi di vita e nei ragazzi tra i 12 e 18 anni
– torsione dell’appendice del testicolo:  chiamata Idatide di Morgagni, questa è un piccolo residuo embrionale che può localizzarsi tra il polo superiore del testicolo e l’epididimo. Generalmente, la terapia antinfiammatoria riesce a risolvere il quadro in pochi giorni ma se al dolore si associa un’importante infiammazione con versamento liquido, può essere utile ricorrere all’asportazione chirurgica dell’appendice torta
– orchite/epididimite: è un problema infettivo tipico della prima infanzia che si cura con antibiotici e può essere talvolta associato a malformazioni delle vie urinarie. Spesso oltre al dolore si ha febbre. L’infiammazione può insorgere a carico dell’epididimo (epididimite), oppure di uno o entrambi i testicoli (orchite), in genere a causa di un’infezione. Nei soggetti sessualmente attivi, l’epididimite è spesso dovuta a malattie sessualmente trasmesse, soprattutto chlamydia o gonorrea, ma è possibile che derivi anche da un’infezione delle vie urinarie. L’orchite, invece, è la causa più comune di dolore al testicolo nei ragazzi dopo i 18 anni e nella maggior parte dei casi è dovuta al virus della parotite (orecchioni), benché possano causarla anche altri virus e batteri.
– l’ernia inguinale strozzata:   richiede solitamente un intervento chirurgico in urgenza.
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Riflessioni di una mamma … non solo mamma

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Un’amica che legge silenziosa il blog mi ha recentemente sottolineato che non sono sempre costante nello scrivere. Io ho farfugliato delle scuse e sono stata assolta. Le solite cose ovviamente: lavoro, casa, bambini, i viaggi di papàchef che concorrono a incasinare la già incasinata vita famigliare, etc etc…
La realtà è però un’altra e non c’entra con la pigrizia.
Nell’ultimo periodo ero un po’…come dire … demotivata.
Stanca di pensare e fare solo cose da “mamma”, cose che riguardano i bambini.
E se è  vero che il blog è principalmente legato alla mia professione di medico, è anche imprescindibile dal mio essere una mamma medico.
Ho provato una strana sensazione di saturazione, una voglia di evadere.
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5 anni

2015-04-17 22.31.04 (1)

5 anni. 5 anni di te, di noi. 5 anni di mamma di figlia femmina non è una cosa semplice. Ci sono tante, tantissime, parole, tanti tantissimi discorsi,anche seri, molto seri, tanti tantissimi perché. Ci sono i racconti fra amiche perché a 5 anni ci si raccontano i segreti, i progetti, qualche fantasia; a 5 anni si parla di scarpe e di smalti, di principi e mariti.
E poi ci sono i momenti di fuoco e fiamme quelli in cui l’amore è alle stelle e quelli in cui il fuoco di un drago incenerisce di meno. Perchè gli ormoni delle femmine iniziano a lavorare fin da piccolissime. Perché la preadolescenza sembra già stra cominciata. E allora basta una parola a far piangere un’amica, il fratello, il cuore della mamma. Ma poi tutto passa e un abbraccio un bacio, un disegno risolvono anche la peggiore delle situazioni.
Perché a 5 anni inizi a essere grande ma sei ancora piccola, vuoi andare a scuola ma poi solo portare l’ombrello quando piove pesa, vuoi invitare i compagni di asilo, progetti grandi pigiama party ma poi mettere a posto i giochi è un impresa titanica.
Sono 5 anni, sembra ieri che eri una piccola microba con tutine invisibili mentre ora il tuo piede cresce vertiginosamente, le tue gambe corrono velocemente con vestiti ormai sempre di una taglia in più, le tue mani tagliano, dipingono, creano capolavori che anche gli amici di tuo fratello ammirano. I tuoi occhietti vispi memorizzano, la tua mente è una spugna e apprende l’inglese e la matematica per il puro piacere di sapere. La tua volontà, il tuo entusiasmo, la tua socialità continuano a stupirmi ogni giorno.

Buon compleanno bambina mia.
Buon compleanno per questi tuoi pochi/tanti 5 anni

La tua mamma 

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Infezione da Cytomegalovirus: cosa succede in gravidanza?

bambini

Il citomegalovirus(CMV) è un virus molto comune, appartenente alla famiglia degli Herpesvirus, tanto che il 60-80% degli adulti presenta anticorpi per il CMV. Una volta contratta l’infezione, il virus rimane latente all’interno dell’organismo per tutta la vita, ma può riattivarsi in caso di indebolimento del sistema immunitario.
Il Cytomegalovirus è responsabile di un’infezione generalmente asintomatica (cioè senza sintomi), che può essere invece più seria se congenita, cioè acquisita prima della nascita, e molto grave nei pazienti immunocompromessi. incubazione
L’uomo è l’unico serbatoio di infezione di questo virus, la cui trasmissione avviene da persona a persona tramite i fluidi del corpo: sangue, saliva, urina, liquidi seminali, secrezioni vaginali e latte. Il contagio può avvenire per contatto persona-persona, per trasmissione madre-feto durante la gravidanza o madre-figlio durante l’allattamento, per trasfusioni e trapianti di organi infetti.
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Buona Pasqua!

pasqua

Dall’uovo di Pasqua 
(di Gianni Rodari)

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”. 

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Disturbi in gravidanza:

gravidanza

Una delle cose meno simpatiche che una donna in gravidanza possa sentirsi dire è asetticamente “hai disturbi?”. È ovvio che se ne abbiano. Chi più chi meno qualche acciacchetto lo presenta. Vediamo i più comuni e gli eventuali rimedi.
Facile affaticamento e ipotensione:
soprattutto ad inizio gravidanza è frequente avere la pressione bassa (ipotensione arteriosa) e conseguente tachicardia che associati all’ anemia e all’ aumento di alcuni valori ormonali,  determinano sonnolenza, astenia, minore resistenza alla fatica ed episodi di lipotimia (tendenza a svenire). In  questo caso è fondamentale il riposo riducendo i vari impegni e il lavoro e concedendosi lunghe soste ed un sonnellino pomeridiano. Inutile dire che tutto questo è fattibile alla prima gravidanza. Sfido chiunque a fare un sonnellino pomeridiano con altri figli da gestire.
I  luoghi caldi e affollati, soprattutto se si deve stare in piedi (mezzi pubblici, uffici postali, grandi magazzini nelle ore di punta) e i digiuni prolungati sono da evitare. Per quanto riguarda l’alimentazione si devono fare pasti leggeri ma completi di frutta, verdura bevendo tanta acqua non gasata anche durante la giornata quando non si sente lo stimolo della sete.
Varici:
in gravidanza è possibile che compaiano varici agli arti inferiori o che peggiorino quelle già esistenti.  In questo periodo è sconsigliato il trattamento chirurgico e quello sclerosante.
Si consiglia:
–         riposo con gli arti inferiori alzati evitando la stazione eretta prolungata
–         effettuare frequenti  passeggiate con scarpe comode con tacco di 3 cm
–         se possibile, praticare nuoto due volte alla settimana
–         usare calze elastiche contenitive evitando quelle autoreggenti o cinture strette o abiti attillati.
–         Ridurre il più possibile l’aumento di peso
–         Evitare bagni caldi e saune
–         evitare la depilazione con cerette calde o fredde.
Gonfiore e senso di pesantezza agli arti inferiori:
e’ quasi fisiologico che nelle ultime settimane di gravidanza le caviglie si gonfino a fine giornata mentre le mani si gonfiano al mattino appena svegli. Se però  tali gonfiori persistono anche durante il giorno è utile farlo presente al ginecologo.   Anche in questo caso valgono i consigli di chi è affetto da varici ovvero:
–         evitare di sostare molto tempo in posizione eretta
–         evitare di accavallare le gambe stando sedute
–         evitare di portare pesi eccessivi o bambini in braccio
–         utilizzare calze elastiche a compressione graduata
–         dormire con un cuscino sotto i polpacci
–         nuotare
–         evitare prolungate esposizioni al sole
–         usate scarpe comode, a pianta larga e con tacco di 3 cm
–         riposate durante il giorno
–         effettuare docce fredde localizzate agli arti inferiori
–         bere almeno 2 litri di acqua al giorno e lontano dai pasti

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