Aspettando Natale…

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Lunghi pomeriggi invernali. Come evitare insulti da parte dei condomini causa  Supernano e la sua palla o microba e le sue scarpette con il tacco della scatola dei travestimenti? Ci aiuta qualche “silenzioso” lavoretto. Che poi si fa per dire perchè i litigi su chi incolla o chi taglia sono all’ordine del secondo. Ma si sa…

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Lavoretti con le capsule del caffè e con abbassalingua. Peccato che le foto non rendano

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Bambini che zoppicano: la sinovite reattiva dell’anca

gamba Bambini che zoppicano: la sinovite reattiva dell’anca

L’argomento di oggi è uno di quelli di cui, ammetto l’ignoranza, non sapevo assolutamente nulla, uno di quelli che non ricordo neppure aver studiato sui libri di pediatria. Ma ne parlo poiché conoscerlo potrebbe essere molto utile in quanto possibile causa di forte spavento al suo verificarsi: la sinovite reattiva dell’anca detta anche “raffreddore dell’anca”. Come mi è venuto in mente? Perché il mio nipotino ne è affetto in questi giorni e sembra che possano esserci in giro forme virali che scatenino tali sintomi.
Accade spesso che un bambino, soprattutto dopo un attacco febbrile, un raffreddore, ma anche senza apparente motivo, si svegli la mattina con un dolore acuto ad una gamba, soprattutto all’interno della coscia verso il ginocchio. Il piccolo non appoggia l’arto a terra, o se lo fa, cammina zoppicando. E ‘evidente che questa situazione allarmi molto i genitori. In realtà nella maggior parte dei casi si tratta di una semplice sinovite reattiva dell’anca, cioè di un’infiammazione di probabile origine 
virale, che causa un versamento nell’articolazione dell’anca : è la prima causa di zoppia nella prima infanzia (12 mesi-4 anni) anche se non sono infrequenti sconfinamenti verso età maggiori.
La sede è in genere monolaterale, raramente bilaterale. I maschi sono colpiti più frequentemente delle femmine. La causa è comunque sconosciuta. Non sempre l’agente patogeno è 
individuato anche nei casi in cui é stato eseguita un’artrocentesi e quindi analizzato il liquido articolare; l’ipotesi più accreditata è però che si verifichi a distanza di 10-15 giorni da un episodio febbrile o di infezione delle alte vie aeree.
Attraverso il sangue una colonia batterica o virale può arrivare a localizzarsi a livello dell’articolazione coxo-femorale (dell’anca) e dar luogo ad una infiammazione con versamento articolare, dolore e mancato uso dell’arto.
La comparsa della sintomatologia e’ rapida, cosi’ come un raffreddore da qui il nome “raffreddore dell’anca” che spiega inoltre come l’affezione sia assolutamente benigna, senza che ci siano poi esiti invalidanti.
La diagnosi di sinovite transitoria è una diagnosi di esclusione in considerazione dell’eta’, della modalita’ di comparsa e della sintomatologia e della positività della manovra di “Thomas” una semplice manovra per identificare la presenza di una infiammazione dell’ anca che deve essere eseguita dal pediatra. Continua a leggere: Bambini che zoppicano: la sinovite reattiva dell’anca…

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Il caffè protegge dal rischio di Alzheimer e diabete

caffe Il caffè protegge dal rischio di Alzheimer e diabete

Una notizia “leggera”, quasi fatta per me: bere da 3 a 5 tazze di caffè al giorno contribuirebbe a ridurre fino al 20% il rischio di ammalarsi di Alzheimer, e del 25% di sviluppare diabete di tipo 2.
I dati sono emersi da alcune ricerche  presentate in un report di Alzheimer Europe pubblicato dall’Institute for Scientific Information on Coffee (Isic), un’ organizzazione no profit dedicata allo studio dei legami tra caffè e salute.
Per quanto riguarda la protezione verso la malattia di alzheimer  i benefici arriverebbero da caffeina e polifenoli.
La prima è utile a prevenire la formazione delle placche amiloidi, ovvero le placche senili che rappresentano una delle caratteristiche microscopiche principali della
malattia di Alzheimer, insieme alla degenerazione neurofibrillare ed all’Angiopatia amiloide, i polifenoli invece  insieme alla caffeina, aiutano a ridurre l’infiammazione e il deterioramento neuronale. Una sintesi di tali risultati era stata illustrata anche in un simposio satellite durante il Congresso 2014 di Alzheimer Europe ovvero che un consumo regolare di caffè nel corso della vita è associato a un ridotto rischio di sviluppare Alzheimer  che la protezione  ottimale si ha con un consumo compreso fra 3 e 5 tazzine al giorno. Continua a leggere: Il caffè protegge dal rischio di Alzheimer e diabete…

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La miglior terapia contro il raffreddore? Nessuna terapia

raffreddore La miglior terapia contro il raffreddore? Nessuna terapia

Continuiamo con la serie “ti passa come ti è venuto” che è un po’ il mio motto ma che spesso è veramente l’unica cosa. Ovvero attendere. Non tutte le malattie infatti necessitano di terapia, soprattutto quelle virali e fra queste in particolar modo il raffreddore, croce di questo primo periodo invernale. Il raffreddore è un’infezione virale, dunque non può essere trattata con gli antibiotici; passa spontaneamente nel giro di 1-2 settimane. Nel caso di bimbi con meno di 2 anni d’età, la somministrazione di farmaci da banco potrebbe addirittura avere gravi effetti collaterali, mentre per quelli più grandi alcuni farmaci da banco possono aiutare a migliorare la sintomatologia, ma non accelerano  il decorso della malattia. Continua a leggere: La miglior terapia contro il raffreddore? Nessuna terapia…

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La gelosia del fratello minore

fratelli La gelosia del fratello minore

C’è un argomento caldo, anzi caldissimo che avevo trattato diverse volte in passato (vedi qui e qui)  ma che ora torna prepotentemente, un evergreen insomma.
Di che si tratta? Della gelosia fra fratelli. Ne hanno scritto in questi giorni altre mamme blogger (mammapiky; maria in viva la mamma, forse anche altri ma ho sempre pochissimo tempo per seguirli tutti costantemente) e anche  io avevo in serbo il post da tempo. Perché ne scrivo oggi? Non per fare la “copiona”, ma  nella speranza che qualche lettore “illuminato” abbia qualche consiglio.
Quando pensiamo alla gelosia fra fratelli, pensiamo sempre a quella che il fratello maggiore manifesta verso il minore.
E il motivo è chiaro.
Un bimbo che fino a quel momento è stato da solo ha ricevuto tutte le attenzioni dei genitori, non ha dovuto dividere con nessuno il loro tempo, il loro affetto, non ha dovuto dividere con nessuno spazi e giochi. Tendenzialmente il piccolo figlio unico diventa il reuccio di casa stra-amato, stra- coccolato.
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25 novembre: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

bambole 25 novembre: Giornata internazionale per leliminazione della violenza sulle donne

Qualche tempo fa passando con i miei bambini in via De Amicis, a Milano, abbiamo avuto modo di osservare il “muro di Bambole” (un muro nato da un’idea di Jo Squillo a cui hanno aderito, in segno di lotta al femminicidio, moltissimi protagonisti della moda; ospita ormai quasi 2 mila bambole su una superficie di circa centocinquanta metri ed è diventato simbolo di democrazia, rispetto verso la donna e libertà).
Ovvie e scontate le domande:”mamma, perché hanno messo lì tutte quelle bambole?”.
È stata l’occasione per spiegare loro di quella piaga sociale chiamata femminicidio.
Argomento assolutamente non facile perché nelle loro testoline di 8 e 4 anni non è contemplato che un marito possa uccidere una moglie, un uomo la fidanzata, un padre la figlia e non è neppure stato facile parlare in termini semplici senza creare inutili paure.
Ma devono sapere. Fin da piccoli.
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Pediatri corrotti per prescrivere latte in polvere

milk Pediatri corrotti per prescrivere latte in polvere

La notizia di cronaca di oggi è una di quelle che mi affranta molto come medico e come mamma: pediatri corrotti per prescrivere latte in polvere: 18 arresti.

I carabinieri dei NAS di Livorno hanno arrestato 18 persone (messe tutte agli arresti domiciliari) per corruzione nei confronti di 12 pediatri.Secondo le indagini i medici inducevano le mamme a utilizzare latte artificiale di note ditte al posto di quello materno  in cambio di viaggi costosi e regali di lusso.  I carabinieri hanno dimostrato l’esistenza di un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per i regali ai medici: smartphone, computer, condizionatori, televisori.

Sono arrabbiata come medico perché io metto sempre la passione nel mio lavoro, i pazienti al primo posto e mai ho prescritto o prescriverò qualcosa solo per avere in cambio un favore. Lo sanno bene gli informatori farmaceutici a cui è addirittura capitato di sentirsi dire che mai avrei scritto il loro farmaco perché inefficace. O al contrario è capitato che continuassi a scrivere alcuni prodotti anche se quell’informatore non passava più nella mia zona o aveva cambiato azienda. Il mio motto è “prima di tutto la salute del paziente”. E devo dire che in genere la mia franchezza è apprezzata. 

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Bimbi allergici: in inverno attenti agli acari della polvere

allergia Bimbi allergici: in inverno attenti agli acari della polvere

Parlando di allergie si pensa sempre al periodo primaverile. In realtà sono in agguato anche nei mesi invernali, periodo in cui aumentano gli acari della polvere.
I parassiti della polvere sono infatti la causa del 70 % dei fenomeni asmatici e delle riniti allergiche in età pediatrica, sono pertanto il nemico numero 1 dei bambini allergici. L’acaro della polvere è infatti un allergene perenne, cioè presente tutto l’anno, ma proprio nei mesi invernali a causa del clima caldo-umido trova l’habitat ideale per moltiplicarsi. Si tratta di  minuscoli insetti, invisibili ad occhio nudo, di dimensioni variabili da 0,2 a 0,4 millimetri con un ciclo vitale di poco più di un mese, durante il quale depongono le uova, rilasciano le loro feci ed infine muoiono. Di  per sé non sono pericolosi per l’uomo: lo sono le feci e il loro corpo morto che diffondendosi nell’aria scatenano la sintomatologia allergica.
Le sedi della casa in cui gli acari sono presenti in maggiore quantità sono il letto (materasso, cuscino, piumini, coperte) e tutto quanto in casa è imbottito (divani, poltrone, etc). Da queste sedi i corpi degli acari morti e le feci si diffondono nell’ambiente circostante, annidandosi preferenzialmente nei materiali che raccolgono più polvere (pavimenti, tappeti, tendaggi, peluche, libri).
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17 novembre: giornata mondiale della prematurità

neonati 17 novembre: giornata mondiale della prematurità

La nascita prematura è un problema che per fortuna non mi ha toccato. I miei bimbi stavano talmente bene nel pancione che ho invece avuto il problema di doverli “sloggiare”. La maggior parte delle amiche sono state nella mia stessa situazione.
Non è la stessa cosa per i 50.000 bambini che ogni anno in Italia nascono prematuri. Nel mondo 1 su 10.
Tra le cause principali dell’aumento della prematurità
troviamo le patologia della gravidanza (ipertensione, diabete, infezioni), gravidanze a rischio ed età della gestante (sotto i 20 o sopra i 38 anni); da non sottovalutare fra le cause di prematurità  l’assenza di prevenzione e la procreazione medicalmente assistita. Non vanno trascurati anche gli stili di vita non idonei (alcolismo, tabagismo, uso di droghe).
Una nascita prematura, coglie sempre impreparati i genitori e incide profondamente sulla vita personale, di coppia e familiare. Questi piccoli sono esposti al rischio di complicanze a breve e lungo termine, soprattutto infettive, neurologiche e respiratorie e quindi bisognosi, da subito, di cure altamente specializzate, coordinate da un team multidisciplinare.
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Tosse notturna: efficacia di nettare di agave e placebo

tosse Tosse notturna: efficacia di nettare di agave e placebo

Una delle situazioni più fastidiose per genitori e bambini è la tosse, soprattutto notturna, una delle cause principali che portano a una visita pediatrica. Secondo recenti studi la tosse notturna disturba il sonno dell’88% dei bambini e del 72% dei genitori  ed è pertanto impellente  il desiderio di trovare un rimedio efficace per un sintomo tanto fastidioso quanto comune. Il problema è che molti farmaci da banco non possono essere utilizzati in età pediatrica a causa dei possibili effetti collaterali e della mancanza di efficacia provata.
Ma anche rimedi non farmacologici come il miele, spesso usato nel latte per calmare la tosse-il sempre valido rimedio della nonna- non può essere utilizzato nei bambini di età inferiore all’anno per il  rischio di botulismo infantile (causa la possibile presenza di spore di Clostridium botulinum). Anche per questa ragione è stato avviato uno studio, poi pubblicato su JAMA Pediatrics, da parte dei ricercatori del Penn State College of Medicine di Hershey in Pennsylvania in cui è stato utilizzato il nettare di agave, che ha proprietà simili al miele ma non è associato a botulismo. Gli studiosi hanno suddiviso in 3 gruppi, 119 bambini, di età compresa tra 2 e 47 mesi.
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