Lo iodio non va in vacanza: parte la campagna estiva per un’alimentazione sana

iodio
In Italia sono circa sei milioni pari a oltre il 10% della popolazione totale, le persone che si ammalano di gozzo, una malattia legata alla carenza di iodio che determina un ingrossamento della tiroide. Tale carenza può inoltre provocare anche gravi deficit cognitivi e psicomotori soprattutto fra i giovanissimi ed il modo migliore per prevenire questi disturbi è una dieta che includa pesce di mare, crostacei e molluschi durante tutto l’anno, alimenti che invece vengono consumati di rado soprattutto nelle scuole.

Nell’ambito del Progetto italiano contro la carenza di iodio in pediatria è stata realizzata un’indagine su mille bambini delle scuole primarie e secondarie di I grado di 10 città italiane (Milano, Torino, Genova, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Potenza, Bari e Cagliari), chiedendo loro cosa sapessero dello iodio. I risultati hanno evidenziato che solo 1 su 5 sa che ce ne è molto nel pesce mentre molti sono convinti che sia presente nella carne e nelle verdure.
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Le ciliegie nella dieta dei bambini

ciliegie

Frutto estivo per eccellenza, le ciliegie contengono preziosi nutrienti tra cui vitamine C, A e del gruppo B, flavonoidi, potassio, poco sodio e poche calorie. Poiché il suo peso è 86% acqua, ha ottime proprietà reidratanti, diuretiche e depurative.
Prima dell’acquisto è importante tenere presenti alcune regole:

  • che i frutti siano sani, con il peduncolo ancora attaccato, con la buccia liscia e senza lesioni
  • prediligere i frutti di coltivazione biologica e la varietà locale

Le ciliegie vanno consumate il prima possibile, tenendole in frigo non più di 2-3 giorni; possono essere congelate ma in tal caso perdendo la loro consistenza possono poi essere usate solo per preparare conserve, dolci o sciroppi

Quando proporle al bebè?
Le ciliegie possono essere date fin dall’inizio dello svezzamento prima frullate e poi sminuzzate in maniera fine per evitare il soffocamento; ai bambini più grandicelli è sufficiente eliminare picciolo e nocciolo e tagliare in due il frutto per evitare che vada di traverso.
In ogni caso come per qualsiasi altro cibo l’introduzione deve essere graduale iniziando con piccoli assaggi.

 

Il latte fresco: una protezione per le comuni infezioni nei bambini

latte

Spesso mi capita di partecipare a discussioni su forum o blog in merito al latte vaccino, quando introdurlo nella dieta dei bambini e se intero o a lunga conservazione.
Io ho dato il latte di mucca ai miei bambini al compimento dell’anno. Latte rigorosamente intero. E una volta che mi sbagliai e lo presi parzialmente scremato si accorsero della differenza di sapore.
Chiaramente la mia decisione non è legata al gusto, bensi’ alle proprietà nutritive ed energetiche del latte intero che in quello scremato o parzialmente scremato vengono a mancare causa appunto il processo di scrematura che priva il latte in parte o totalmente della porzione grassa. Continua a leggere: Il latte fresco: una protezione per le comuni infezioni nei bambini…

Consigli alimentari per la spiaggia

gelato

Tempo fa lessi un articolo sui comportamenti alimentari da tenere in spiaggia. Lo salvai sul desktop e me ne dimenticai. Mi è tornato in mente in questi giorni osservando i comportamenti dei vari bagnanti e pensando a quello che negli anni ho visto in spiaggia: si va dalla borsa del mare semi vuota a gruppi di persone con numerose borse frigo che allestiscono una vera cucina all’aperto.
Nell’articolo in questione si parlava di bambini e un pediatra esperto di alimentazione della Società italiana di pediatria sosteneva che in spiaggia si dovesse far bere loro solo bevande fresche ma non ghiacciate, consumare pasti leggeri e merende a base di frutta e gelato. Continua a leggere: Consigli alimentari per la spiaggia…

L’alimentazione del bambino dopo l’anno:

cibo

Il tipo di alimentazione del bambino sotto l’anno d’età è noto a tutti: viene raccomandato l’allattamento al seno esclusivo fino ai 6 mesi e poi iniziato lo svezzamento. Di svezzamento si può dire tutto e il contrario di tutto, negli anni le indicazioni sono state le più svariate, ma almeno all’inizio tutti somministrano i vari brodi di verdura e frutta semplice come pere e mele. 
Ma quando il bambino è più grandicello cosa deve mangiare? Dopo il primo anno ci si trova nell’anarchia più completa.
In genere in questa fascia di età predomina  l’ambito familiare con le sue abitudini. In pratica al bambino si dà quello che mangiano i  genitori  e ciò che la famiglia è abituata a mangiare. Una giusta alimentazione è però indispensabile per non fare oggi errori che si ripercuoteranno sulla salute futura del piccolo.
Il diffondersi di cattive abitudini alimentari contribuisce infatti all’ aumento dei casi di sovrappeso e di obesità infantile.
Una sana alimentazione significa prima di tutto fare attenzione alla qualità degli alimenti e alla quantità di cibo assunto, che deve essere commisurata al fabbisogno per età e sesso.  Anche la combinazione e la preparazione dei cibi intesa come modalità di cottura,  hanno la loro importanza:
bisognapreferire la cottura al vapore e limitare le fritture

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