Indagini radiologiche e allattamento al seno

radiologiaSpesso le mamme  che devono sottoporsi a esami di diagnostica per immagini durante l’allattamento, si pongono il dubbio se questi possano essere dannosi per il bambino.
E’ bene ricordare che i raggi ionizzanti utilizzati in radiologia, così come gli ultrasuoni in ecografia o i campi magnetici della risonanza magnetica nucleare, non danneggiano il latte materno e quindi sono sicuri per il piccolo.
Diverso potrebbe essere il caso dell’esame da effettuarsi con il mezzo di contrasto che può filtrare nel latte materno; per questo motivo, in passato, si consigliava di gettare il latte materno prodotto subito dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. Ma una recente indagine, condotta da medici delle Aziende Sanitarie di Trieste, ha dimostrato che non c’è alcuna incompatibilità tra allattamento ed esecuzione di esami con mezzi di contrasto.

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Mamma che latte! Parte la campagna di promozione dell’allattamento al seno

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Mi sono sempre fatta promotrice  dell’allattamento al seno, ne ho scritto in diversi post e non mi sono mai tirata indietro nel raccontare la mia esperienza, di quanto all’inizio, con il primo figlio sia stata dura, di quanto spesso mi sia trovata sola, di quanto sarebbe stato molto più facile cedere al biberon.  Ma  ho sempre creduto nel valore aggiunto del latte materno, non tanto per le varie dicerie sulla maggiore intelligenza dei bimbi allattati al seno rispetto ai bimbi allattati artificialmente o sulla protezione dall’autismo (per citare alcuni esempi di articoli usciti in questi anni)  ma in quanto è il solo alimento che si adatta perfettamente (per digeribilità, apporto nutritivo, garanzie igieniche) alla fisiologia del neonato  durante tutta la crescita perché il suo contenuto varia durante il giorno e nei primi mesi. Contiene inoltre anticorpi e altri fattori protettivi che aiutano il bambino a combattere le infezioni.

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Allattamento al seno: la mia esperienza

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Questo post partecipa all’iniziativa  #Ioallatto alla luce del sole 2014 – Come partecipare
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Sono una fan dell’allattamento al seno, ne ho sempre parlato nei miei post, l’ho consigliato alle neo-mamme e talora incoraggiate. Ma…. C’è un ma: non ho mai nascosto le difficoltà, non ho mai sciorinato tipo corona di rosario le gioie, solo le gioie. Ho cercato di dire quello che spesso viene omesso e che diventa poi causa di tanta disperazione o di abbandoni. Perché se lo conosci…non lo eviti.

Supernano nacque un giovedì notte. Era un bel bambino di 3330 kg. Un bel bambino molto affamato. Domenica mattina, alla dimissione senza dirmi nulla in particolare, anzi senza dirmi proprio nulla, mi prescrissero il latte artificiale. E così cominciò il mio calvario. Avevo in mano un pezzo di carta con un prodotto ma non sapevo né perché dovessi darlo a mio figlio né tanto meno il modo e la quantità. E l’essere medico non era certo di aiuto. Sono pneumologa ma soprattutto allora ero solo una mamma confusa. La  mia superamicapediatra (SAP), prontamente contattata, stava facendo la tesi di dottorato proprio sull’ allattamento materno mi disse “ma no, lo scrivono a tutti (????), aspetta la montata lattea e tutto si risolve”. E così fu. Ma supernano dopo i primi giorni di quasi calma continuava a piangere. Le ipotesi si sprecavano: otite? Infezione delle vie urinarie? Coliche? Chiamai ancora una volta SAP  che mi consigliò la cosa più banale: la doppia pesata. Supernano piangeva per la fame. “o lo attacchi al seno ogni volta che piange o gli dai un po’ di latte artificiale”.

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Allattamento e rischio carie

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Che la medicina spesso sia tutto e il contrario di tutto è una bella verità, così come è noto che in medicina 2+2 non fa 4. E questo è tanto più vero quando si tratta di bambini. Ai miei tempi (oddio come mi sento vecchia a dire così) le donne in gravidanza non avevano tante paturnie su cibo, vaccini, malattie; i bambini venivano svezzati a 3-4 mesi, l’allattamento a richiesta era un’eresia. Tutto questo comporta innumerevoli scontri con madri e suocere che “come i figli li ho cresciuti io, nessuno….”. A parte le battute, anche solo nell’arco di qualche anno molte indicazioni sono date in maniera diversa.
Ricordo ancora con una certa ansia la frase pronunciata al corso pre-parto quando aspettavo supernano “in Africa allattano fino a 5 anni, figuriamoci se non potete riuscirci voi. ed è bene andare avanti fino ai due anni e oltre”. Continua a leggere: Allattamento e rischio carie…

Maternità: allattare e lavorare è possibile

allattamento materno e lavoroQualche giorno fa  leggendo il blog di Mamma Piky , mi è tornato in mente che da tempo avevo in cantiere un post che non avevo mai finito, dal titolo “Maternità: allattare  e lavorare è possibile”.

Ecco è il momento buono per concluderlo…

Una delle domande peggiori che una neo mamma si può sentire rivolgere è “quando torni al lavoro?” e secondariamente “e come farai con il bambino?”. Non che non ci si pensi, ma appunto perché, soprattutto al primo figlio, è una situazione che genera ansia non c’è bisogno di sentirselo ricordare costantemente da amici e conoscenti.

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