Sole si, ma con prudenza

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Nel pieno dell’estate quando la maggior parte dei bimbi è esposto al sole di mare e monti conviene rispolverare qualche indicazione per mamme e papà. È ormai noto infatti che l’80% delle radiazioni solari viene assorbito nei primi 20 anni di età. E allora siamo prudenti; indipendentemente dalla carnagione dei nostri piccoli: le ore trascorse a giocare sotto il sole durante l’infanzia, potrebbero essere pagate care una volta cresciuti in quanto le scottature prese da piccoli rappresentano il principale fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma da adulti.
A mettere in guardia su questo fenomeno è il Master Course “Management del paziente con melanoma dalla ricerca alla terapia”, organizzato presso all’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (Idi) di Roma dall’Intergruppo Melanoma Italiano (Imi).  Continua a leggere: Sole si, ma con prudenza…

Il mollusco contagioso

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Il mollusco contagioso è una malattia virale della cute e delle mucose abbastanza comune, che ricorda  le verruche con cui talvolta si può confondere. L’agente causale del mollusco contagioso è un virus DNA, il più grande virus conosciuto che infetti gli esseri umani, appartenente al gruppo dei poxvirus. Ha un periodo di incubazione che può variare da 2 settimane a 6 mesi e si trasmette con facilità per contatto diretto (cute con cute) da una persona che presenta tali lesioni sulla pelle ad altra persona oppure  per  via  indiretta  attraverso  superfici  contaminate  (sauna,  piscina,  panche  delle palestre,  lettini  dei  solarium  o  dei  centri  estetici)  o  oggetti  (biancheria  intima,  asciugamani). Nei  bambini  può  colpire  qualsiasi  parte  del  corpo ma soprattutto viso, tronco e arti (in particolare ascelle), mentre  negli  adulti  si  manifesta  principalmente nella zona genitale,  pubica  e  glutea ed essere trasmesso sessualmente. Talvolta si presenta nelle mucose delle labbra, della lingua, della bocca, della congiuntiva
Il caldo e l’umidità favoriscono la sviluppo del virus.
Le lesioni del mollusco possono manifestarsi in qualunque età ma è più frequente tra i 3 e 16 anni.
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ll sole in gravidanza? Meglio non esagerare

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Quando ho scoperto di aspettare supernano ero alla vigilia della partenza per le vacanze e la prima domanda che mi sono posta era se potessi prendere il sole. Alla prima gravidanza si hanno mille ansie e allora mi venne in aiuto un’estate supernuvolosa; con microba le cose andarono diversamente: scoprii il suo arrivo già abbronzata dal sole della Puglia. E continuai ad abbronzarmi.
In entrambi i casi i “fagiolini” erano ben nascosti. Ma spesso sulle spiagge tante future mamme espongono con nonchalance e orgoglio il loro pancione. Ed è ovvio chiedersi se ci siano problemi ad esporsi a tutto quel sole.

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Zanzare & co

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Di punture di zanzara ho già parlato ma forse è bene “rinfrescare” un po’ le idee.  Penso infatti a tutti quei genitori che continuano a portare i bimbi in pronto soccorso perché punti dal fastidioso insetto. È pur vero che alcuni vengono letteralmente “divorati”e che la reazione alla puntura è individuale, ma nella maggior parte dei casi si tratta di una reazione solo ed esclusivamente fastidiosa, nulla di pericoloso.
A pungere sono soltanto le femmine, dal tramonto in poi, mentre le  zanzare tigre, quelle piccole nere con le strisce bianche sul dorso pungono tutto il giorno in modo molto aggressivo. La puntura di zanzara può essere particolarmente irritante perché provoca il rilascio di istamina e soprattutto nel caso di bambini molto reattivi può comparire un grosso ponfo rosso e molto pruriginoso; non si tratta di una reazione allergica ma è dovuta all’ipersensibilità della pelle che è ancora delicata.
Diverso il caso di una sovrainfezione batterica su una puntura dovuta alla lesione da grattamento; questa può portare all’impetigine, una delle più comuni infezioni cutanee dei bambini.
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La dermatite atopica: una nuova terapia per una patologia multifattoriale

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È noto da sempre il detto “il genitore è il mestiere più difficile del modo” e nello scriverlo mi sento anche un po’ vecchia. Sento infatti ancora la voce dei miei:”vedrai, sarai genitore anche tu e comunque la farai sbaglierai”.
Ecco tutto questo mi è tornato in mente nel leggere il titolo di un articolo “con mamme chiocce tante dermatiti nei bimbi”.
E sul momento mi sono anche un po’ adirata: microba ha la dermatite atopica, faccio fatica a curarla, ma io mi sento tutt’altro che una mamma chioccia.
Poi ovviamente sono andata avanti nella lettura.
Secondo gli esperti le madri iperprotettive lavano i figli più volte al giorno anche con saponi aggressivi, per paura dei raffredori usano maglie di lana oppure trasformano la cameretta in un forno rovente o troppo umido. Queste piccole ossessioni  di molte mamme italiane nel tempo finiscono  per danneggiare la pelle sensibile dei piccoli causando un boom di dermatiti atopiche; io punterei il dito anche su additivi disinfettanti, il separare i vestitini dei piccoli da quelli degli adulti nel lavaggio in lavatrice, l’abitudine a “tenere i bimbi in una campana di vetro”, impedendo di toccare questo o quello. Indubbiamente queste non sono le uniche cause di una patologia multifattoriale.

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