Diabete gestazionale ed esposizione al sole: esite una relazione?

Diabete gestazionale ed esposizione al sole

Ho appena letto una notizia che mi ha fatto alquanto sorridere: “Legame fra poco sole e diabete gestazionale.
A parte il fatto che non tutte le gravidanze avvengono nei mesi estivi, la mia seppur piccola casistica di “pance” non concorda con i dati dello studio.

Quando ho saputo di aspettare Supernano, come vi ho già detto era estate e dovevo partire per le vacanze. Destinazione mare. La domanda immediata che mi posi fu: sole o no? Mi documentai e come al solito i pareri erano discordanti; l’indicazione più catastrofica era “assolutamente no” perché l’esposizione al calore del sole nei primi mesi può essere causa di aborto (???). Chiaramente in ogni cosa esiste la giusta via di mezzo. E nel mio caso è arrivato in aiuto il mal tempo: su 15 giorni forse il sole c’è stato 5. Mai stata più felice della pioggia (e si, ve l’ho già detto che ogni tanto mi salta una rotella…). Quando andai al famoso controllo e la ginecologa mi fece i complimenti anche per l’abbronzatura le raccontai dei miei timori, lessi sul suo volto una sottile presa in giro. Ovviamente memore dell’esperienza precedente, con microba, appresa la notizia al mare, continuai imperterrita i bagni di sole.

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Test di gravidanza e Beta HCG

Test di gravidanza e Beta HCG

Quando la futura mamma ha il dubbio di una gravidanza, la cosa più ovvia e più frequente è l’uso dei così detti “test di gravidanza”. I test immediati, quelli cioè che si acquistano in farmacia o al supermercato, sono basati sull’individuazione della gonadotropina corionica (HCG) nelle urine. Questo è un ormone prodotto dal trofoblasto, un tessuto che si trasformerà successivamente nella placenta, intorno al 21-22° giorno del ciclo (tali numeri corrispondo solo ad un ciclo regolare con ovulazione al 14° giorno).
Sono costituiti da uno stick di plastica con all’interno una striscia reattiva alla gonadotropina corionica. Per rilevare la presenza della gonadotropina è sufficiente esporre lo stick al flusso di urina e dopo pochi minuti, si è in grado di leggere la quantità di ormone e quindi determinare se l’esito è positivo o no. I test standard danno una risposta con le linee rosa: 2 linee test positivo (si è incinte), 1 linea test negativo (ritenta!). I test di ultima generazione “parlano”: incinta si, incinta no e addirittura danno indicazioni sul numero di giorni in cui si è gravide. Alcuni sono addirittura in grado di rilevare la presenza dell’HCG a partire da 8 giorni dopo l’ovulazione, solitamente vengono venduti in confezioni da due in modo da poter confermare l’esito dopo qualche giorno.

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La prevenzione preconcezionale

prevenzione preconcezionale

Ai nostri giorni è raro che la gravidanza non sia programmata, la maggior parte delle donne non può permettersi di lasciare al caso un evento tanto importante e molto spesso unico. Spesso si procrastina sempre più per la mancanza di un lavoro sicuro, per finire la casa, per la paura del futuro o semplicemente perché non si è pronte. Quindi quando finalmente “la caccia alla cicogna” viene aperta, nessuna arriva impreparata. Non è raro che amiche, anche già con un bimbo, mi chiedano i basilari comportamenti preconcezionali. Io in genere li classifico in 3 step.

3 step per la Prevenzione Preconcezionale:

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Acido folico in gravidanza

acido folico in gravidanza

L’acido folico è una vitamina del gruppo B, la B9, non sintetizzata dall’organismo. Per coprire il fabbisogno giornaliero di circa 2 mg, bisogna assumerlo con gli alimenti. Sono particolarmente ricche di acido folico le verdure a foglia verde (es. insalata, spinaci, broccoli, ecc.), i legumi, il fegato, alcuni tipi di frutta, il lievito, il latte e i cereali. E’ consigliabile consumare frutta e verdure fresche in quanto la cottura dei cibi distrugge circa il 90% di acido folico perchè è termo e fotosensibile. Addirittura le verdure fresche conservate a temperatura ambiente possono perdere in tre giorni fino al 70% del contenuto di acido folico. Durante la gravidanza il nascituro lo attinge dall’organismo materno per il suo sviluppo, per cui il fabbisogno della mamma sale a 4 mg al giorno e la dieta, per quanto sana e bilanciata, non è in grado di garantire un apporto adeguato e costante.

Nella donna in attesa l’acido folico svolge un ruolo fondamentale:

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Diabete mellito gestazionale: diagnosi e trattamento

diabete gestazionale

Il diabete gestazionale è una condizione di intolleranza ai carboidrati che insorge o viene riconosciuta nel corso di una gravidanza.

Fattori di rischio:

  • presenza di diabete in un parente di I grado
  • storia di intolleranza glucidica (compreso diabete gestazionale in una precedente gravidanza)
  • obesità materna
  • neonato di una precedente gravidanza con macrosomia

Screening:

prevede fra la 24° e la 28° settimana di gestazione un test di tolleranza glucidica da effettuarsi un’ora dopo l’assunzione di 50 gr di glucosio per bocca. Le donne ad alto rischio per un diabete gestazionale vanno sottoposte al test in occasione della prima visita ostetrica. Il valore di cutoff (valore soglia) è 130-140 mg/dl. Misurazioni della glicemia condotte in maniera casuale o a digiuno non sono invece consigliate a scopo di screening in quanto poco attendibili.

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