Il rigonfiamento dei linfonodi del collo nei bambini

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I linfonodi sono piccoli organi della misura di pochi millimetri diffusi in tutto l’organismo; rappresentano “stazioni” delle vie linfatiche. Nelle vie linfatiche scorre la linfa, un liquido costituito da varie componenti, fra cui i globuli bianchi e le cellule del sistema immunitario. Nei linfonodi sono presenti cellule del sistema immunitario “stanziali” ed in transito, ma che concorrono tutte a fronteggiare i pericoli provenienti dagli attacchi al nostro organismo da parte di agenti esterni (es. batteri, virus, altri agenti infettivi o tossici) o di cellule trasformate come quelle tumorali. Nel linfonodo si realizza la prima strategia difensiva dell’organismo perchè le cellule del sistema immunitario (principalmente i linfociti) vengono “istruite” a riconoscere l’agente nocivo individuato ed una volta immesse in circolo sono in grado di riconoscerlo e combatterlo in tutto l’organismo. Durante queste “minacce”, il numero delle cellule del sistema immunitario presenti all’interno del linfonodo aumenta anche in maniera cospicua, determinandone l’aumento delle dimensioni del linfonodo stesso.Un ingrossamento marcato è  invece segno di un’infezione più grave e di uno stato di  difficoltà del sistema difensivo.
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Se il bebè non arriva attenti alla chlamydia…

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Clamidia (Chlamydia) è il nome di un  battere che comprende quattro specie: la Chlamydia trachomatis responsabile di una infezione sessualmente trasmessa,  la Chlamydia puerorum, Chlamydia psittaci e Chlamydia pneumoniae.
La Chlamydia trachomatis si differenzia in 18 varianti sierologiche: i sierotipi A, B, Ba e C sono associati con il tracoma (grave malattia degli occhi che può portare a cecità), i sierotipi D-K  associati con le infezioni del tratto genitale, i sierotipi L1-L3 associati con il linfogranuloma venereo (LGV).
Si ritiene che quella dovuta alla Chlamydia sia l’infezione batterica a trasmissione sessuale più comune nella popolazione giovanile fra i 15 e i 25 anni, ed è considerata una “malattia silente” perché  è alta la percentuale dei soggetti asintomatici (fino al 70% delle donne e il 50% degli uomini): solo il 10% delle infezioni viene diagnosticato. L’asintomaticità dell’infezione fa sì che la diagnosi avvenga tardivamente.
Le eventuali manifestazioni cliniche compaiono dopo una-tre settimane dall’infezione.

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Come prevenire la meningite: i vaccini

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Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X. 
Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. Secondo l’ISS, nel 2015 si sono verificati in Italia quasi 200 casi di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C.
Le fasce più a rischio di contrarre l’infezione sono i bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini al di sotto dell’anno di età.
I vaccini contro la meningite batterica sono sostanzialmente tre:
– vaccino contro l’emofilo, che rientra tra i vaccini raccomandati dal Ministero della Salute e viene somministrato ormai dal 1995. È solitamente effettuato, gratuitamente, insieme alla vaccinazione antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami.
vaccino contro lo pneumococco: protegge contro le malattie provocate dallo Streptococcus pneumoniae, che può causare otite, sinusite e nei casi più gravi polmonite, meningite e sepsi. Sebbene esistano più di 90 tipi di pneumococco, definiti sierotipi, solo alcuni sono responsabili di malattia grave. Esistono 2 tipi di vaccino anti-pneumococcico:
– un vaccino coniugato diretto contro 13 sierotipi dello pneumococco (PCV13), indicato a partire dalla 6° settimana di vita
– un vaccino polisaccaridico diretto contro 23 sierotipi dello pneumococco (PPV23), indicato per i soggetti a partire dai 2 anni di età. Le dosi dipendono dall’età del soggetto da vaccinare e dal tipo di vaccino utilizzato.
Il ciclo di base dell’infanzia prevede 3 dosi separate con PCV13: al 3°, 5° e 11° mese di vita. 
Nell’adulto è sufficiente una sola dose sia che si utilizzi PCV13 che PPV23.
vaccino anti-meningococco: ne esistono tre tipi:

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Meningite: sintomi e cura

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ll tempo di incubazione della meningite può variare a seconda della causa dell’infezione (virus o batterio):
– nella forma virale: varia da tre a sei giorni
– nella forma batterica: varia dai 3 ai 10 giorni
La malattia è contagiosa soltanto durante la fase acuta, ossia la fase in cui sono presenti sintomi.
I sintomi classici della meningite sono diversi e dipendono sia dall’età del malato sia dalla causa dell’infezione. I primi sintomi possono presentarsi all’improvviso oppure più lentamente dopo alcuni giorni in cui si è affetti da altre più banali forme infettive: raffreddore, diarrea, vomito etc.  
Nelle prime 8 ore dal contagio si possono presentare sintomi così detti precoci: dolori alle gambe, mani e piedi freddi,colorito anormale. I sintomi tradizionalmente conosciuti tendono invece a svilupparsi in una fase avanzata della patologia (da 13 a 22 ore dal contagio). I più caratteristici sono febbre, mal di testa (il sintomo caratteristico della malattia e il più comune all’esordio, colpisce infatti il 90% degli adulti) irritazione delle membrane meningee che il paziente avverte come una forma di rigidezza dei muscoli nucali con conseguente rigidità del collo e del dorso.

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La meningite: cos’è? Da cosa è causata?

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La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello ed il midollo spinale, di solito causata da batteri o virus. La fascia di età in assoluto più colpita è quella al di sotto di 5 anni di età, ma anche quella degli adolescenti ed i giovani fino ai 25 anni di età.
Esistono tipi diversi di batteri in grado di provocare la forma batterica:
– nei neonati le cause più comuni sono gli steptococchi del gruppo B, l’Escherichia coli e la Listeria monocytogenes
– nei bambini più grandi e negli adulti le cause più frequenti sono lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e la Neisseria meningitidis (meningococco).
Anche l’Haemophilus influenza di tipo b (Hib) è in grado di provocare la malattia, ma poiché praticamente quasi tutta la popolazione ha sviluppato difese immunitarie contro di esso questi casi sono più rari che in passato.
Anche la meningite virale può essere provocata da molti virus diversi: ad esempio enterovirus (i coxsackievirus, i poliovirus, il virus dell’epatite A, ecc) e l’herpesvirus.  

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