Il batterio della pertosse si sta evolvendo per ‘sfuggire’ al vaccino

TOSSE

Tempo fa mi capitò di visitare una bimba di 3 anni. Ho già detto più volte che non essendo pediatra nell’ambito della mia professione di pneumologa non amo visitare i bambini; faccio, o mi tocca fare, delle eccezioni  nel caso di amici o conoscenti. In quel caso si trattava della figlia di una dipendente dell’ospedale che aveva la tosse da alcuni mesi. Non si trattava di tosse cronica né di forme virali ma di esito di pertosse.
Rimasi un po’ perplessa perché la bambina era stata vaccinata eppure la ricerca degli anticorpi nel sangue confermava proprio la patologia.
In realtà non è raro che bimbi vaccinati contraggano la malattia, in particolare sembra che il batterio che causa la pertosse si stia evolvendo per ‘sfuggire’ ai vaccini.
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Bambini che zoppicano: la sinovite reattiva dell’anca

gamba

L’argomento di oggi è uno di quelli di cui, ammetto l’ignoranza, non sapevo assolutamente nulla, uno di quelli che non ricordo neppure aver studiato sui libri di pediatria. Ma ne parlo poiché conoscerlo potrebbe essere molto utile in quanto possibile causa di forte spavento al suo verificarsi: la sinovite reattiva dell’anca detta anche “raffreddore dell’anca”. Come mi è venuto in mente? Perché il mio nipotino ne è affetto in questi giorni e sembra che possano esserci in giro forme virali che scatenino tali sintomi.
Accade spesso che un bambino, soprattutto dopo un attacco febbrile, un raffreddore, ma anche senza apparente motivo, si svegli la mattina con un dolore acuto ad una gamba, soprattutto all’interno della coscia verso il ginocchio. Il piccolo non appoggia l’arto a terra, o se lo fa, cammina zoppicando. E ‘evidente che questa situazione allarmi molto i genitori. In realtà nella maggior parte dei casi si tratta di una semplice sinovite reattiva dell’anca, cioè di un’infiammazione di probabile origine 
virale, che causa un versamento nell’articolazione dell’anca : è la prima causa di zoppia nella prima infanzia (12 mesi-4 anni) anche se non sono infrequenti sconfinamenti verso età maggiori.
La sede è in genere monolaterale, raramente bilaterale. I maschi sono colpiti più frequentemente delle femmine. La causa è comunque sconosciuta. Non sempre l’agente patogeno è 
individuato anche nei casi in cui é stato eseguita un’artrocentesi e quindi analizzato il liquido articolare; l’ipotesi più accreditata è però che si verifichi a distanza di 10-15 giorni da un episodio febbrile o di infezione delle alte vie aeree.
Attraverso il sangue una colonia batterica o virale può arrivare a localizzarsi a livello dell’articolazione coxo-femorale (dell’anca) e dar luogo ad una infiammazione con versamento articolare, dolore e mancato uso dell’arto.
La comparsa della sintomatologia e’ rapida, cosi’ come un raffreddore da qui il nome “raffreddore dell’anca” che spiega inoltre come l’affezione sia assolutamente benigna, senza che ci siano poi esiti invalidanti.
La diagnosi di sinovite transitoria è una diagnosi di esclusione in considerazione dell’eta’, della modalita’ di comparsa e della sintomatologia e della positività della manovra di “Thomas” una semplice manovra per identificare la presenza di una infiammazione dell’ anca che deve essere eseguita dal pediatra. Continua a leggere: Bambini che zoppicano: la sinovite reattiva dell’anca…

Morbillo: ancora tanti i morti nel mondo

morbillo

Non perché io sia fissata sulla vaccinazione contro il morbillo (ne ho già parlato altre volte), ma la notizia è parallela a quanto sta accadendo nel mio ospedale.
Come periodicamente accade è arrivata la lettera del medico del lavoro con le indicazioni sugli esami da eseguire prima della visita e fra questi c’è la ricerca degli anticorpi di morbillo, varicella, rosolia e parotite.
Non nego di aver pensato ad uno spreco di soldi: in un periodo in cui i tagli nell’ambito sanitario sono all’ordine del giorno, effettuare degli esami di microbiologia i cui costi ricadono si sulla struttura ma in realtà sulla regione Lombardia e quindi sull’intero sistema, mi pare  assurdo. Tanto più che moltissimi adulti hanno già contratto la malattia da bambini. Continua a leggere: Morbillo: ancora tanti i morti nel mondo…

Lo Pneumococco: cos’è, come si previene

vaccino

Lo Streptococcus pneumoniae, comunemente detto pneumococco è un batterio di cui esistono diversi tipi (più di 90), ma solo una parte di essi è in grado di provocare malattie importanti.
Questo microbo può trovarsi nella gola o nel naso senza dare alcun sintomo, ma in caso di indebolimento delle difese immunitarie può essere causa di malattie anche non gravi, come otiti, sinusiti, bronchiti, ma in alcuni casi, fortunatamente non frequenti, può interessare polmoni, sangue o raggiungere le meningi ed essere responsabile di meningiti, polmoniti o infezioni diffuse a tutto l’organismo (sepsi).
In particolare lo pneumococco è responsabile di circa un terzo di tutte le otiti medie acute e molte delle sinusiti del bambino. Dopo l’otite, la polmonite è l’infezione più frequente. In realtà la polmonite pneumococcica si sviluppa più spesso nell’adulto che nel bambino.
In generale i  più esposti alle infezioni da pneumococco sono i bambini nei primi 2 anni di vita o gli adulti con più di 65 anni ma anche i soggetti di qualsiasi età affetti da patologie croniche come
– cardiopatie
– malattie polmonari croniche
– malattie croniche del fegato come la cirrosi epatica
– diabete mellito
– immunodeficienze congenite o acquisite
– malattie del sangue come leucemie o linfomi
– neoplasie
– pazienti sottoposti a trapianto d’organo
– insufficienza renale cronica Continua a leggere: Lo Pneumococco: cos’è, come si previene…

la laringite nei bambini

laringite

Una delle poche volte in cui ho ringraziato veramente il cielo di essere un medico è stato quando supernano aveva 3 anni ed ha avuto la laringite. Tossiva in modo così insistente da fischiare e non respirare. Se non avessi avuto modo di auscultarlo ammetto che sarei corsa spaventata al pronto soccorso. Con il fonendoscopio discriminai fra un broncospasmo e un laringospasmo. Per fortuna il fischio non era dovuto ad uno spasmo dei bronchi bensì ad un problema della alte vie respiratorie. Non che la cosa fosse meno grave o preoccupante ma riuscii a tranquillizzarlo e poi a trattarlo. Un episodio simile successe a mio nipote a 8 mesi: gli toccò un giorno di ricovero in ospedale e un bello spavento per mamma e papà. Ma cos’è questa laringite che negli adulti al massimo “ammutolisce” per qualche giorno, nei bambini fa così paura e può diventare una vera e propria urgenza pediatrica?
definizione:
la laringite è una patologia  che colpisce il 2-3% dei bambini soprattutto nei mesi invernali,causata da un’infiammazione da virus parainfluenzali ed influenzali  del laringe. Da non dimenticare che l’origine può essere anche batterica (haemophilus influenzae) o allergica. Interessa generalmente i bambini fra 1 e 6 anni, con un picco di massima incidenza  nel secondo anno.
incubazione
2-3 giorni
contagio:
essendo nella maggior parte dei casi un’infezione virale, è contagiosa. Il contagio avviene tramite goccioline di saliva infetta emessa con starnuti o colpi di tosse.  Continua a leggere: la laringite nei bambini…