Bambini in macchina: come evitare errori

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“Proteggi tuo figlio. Legalo”. Chissà quante, volte seppur distrattamente, abbiamo letto questa scritta sui pannelli luminosi in autostrada. E chissà quante altre volte abbiamo acconsentito al capriccio di nostro figlio non proprio felice dell’imbragatura, di rimanere slegato. Soprattutto in città. Perché tanto è un tratto corto, tanto non ho mai avuto incidenti e così via.  Nulla di più sbagliato. Siamo accorti a cibo sano e biologico, all’attività sportiva, alla pomatina per ogni minimo puntino e poi spesso non ci preoccupiamo di quello che veramente potrebbe salvare e proteggere i nostri figli: il seggiolino dell’auto. Perché negli ultimi anni è aumentato il numero di bimbi deceduti nella fascia d’età 0-4 anni per incidente stradale e ben il 60% è risultato essere senza il seggiolino. 
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Clima caldo e disidratazione del neonato

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Il neonato  è maggiormente a rischio disidratazione sia per via della sua anatomia ovvero della pelle più sottile rispetto a bambini più grandi e adulti e di una maggiore superficie della testa (da cui si disperde maggiormente sudore) rispetto al resto del corpo sia perché non è in grado di esprimere la sete se non con un senso di irrequietezza generale.
Ci si preoccupa della disidratazione quando il piccolo è affetto da vomito o gastroenterite, ma non dobbiamo dimenticarci che i bambini possono disidratarsi anche per il caldo. E  le temperature equatoriali di questi giorni potrebbero essere responsabili di ciò.
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Lo iodio non va in vacanza: parte la campagna estiva per un’alimentazione sana

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In Italia sono circa sei milioni pari a oltre il 10% della popolazione totale, le persone che si ammalano di gozzo, una malattia legata alla carenza di iodio che determina un ingrossamento della tiroide. Tale carenza può inoltre provocare anche gravi deficit cognitivi e psicomotori soprattutto fra i giovanissimi ed il modo migliore per prevenire questi disturbi è una dieta che includa pesce di mare, crostacei e molluschi durante tutto l’anno, alimenti che invece vengono consumati di rado soprattutto nelle scuole.

Nell’ambito del Progetto italiano contro la carenza di iodio in pediatria è stata realizzata un’indagine su mille bambini delle scuole primarie e secondarie di I grado di 10 città italiane (Milano, Torino, Genova, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Potenza, Bari e Cagliari), chiedendo loro cosa sapessero dello iodio. I risultati hanno evidenziato che solo 1 su 5 sa che ce ne è molto nel pesce mentre molti sono convinti che sia presente nella carne e nelle verdure.
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L’osteoporosi si previene fin da bambini

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Quando pensiamo all’osteoporosi la consideriamo una patologia dell’età avanzata, qualcosa che riguarda le nostre mamme, la consideriamo lontana da noi,una cosa che non ci tocca,  figuriamoci se la colleghiamo ai nostri figli. In realtà l’osteoporosi è si un problema associato quasi esclusivamente all’invecchiamento, ma la prevenzione inizia già in giovane età.
Ce lo ricordano e spiegano i pediatri dell’American Academy of Pediatrics con delle regole da seguire sin dalla più tenera età.
Innanzitutto alimentazione e attività fisica sono le armi principali a disposizione dei genitori per proteggere la salute delle ossa dei loro figli. Infatti un individuo che non raggiunge un picco ottimale di massa ossea durante l’infanzia e l’adolescenza, può infatti sviluppare osteoporosi senza che vi sia una accelerata perdita ossea in età adulta. Secondo i pediatri statunitensi i fabbisogni quotidiani di calcio non devono essere soddisfatti con l’assunzione di integratori e supplementi, ma aumentando il consumo di alimenti ricchi di questo elemento. Durante i primi 12 mesi di vita la fonte principale dovrebbe essere il latte materno – o, in caso di necessità, quello artificiale –dall’anno d’età il calcio può essere assunto attraverso il latte vaccino e i suoi derivati. Contemporanemante è importante prestare attenzione ai livelli di vitamina D, necessaria per l’assorbimento del calcio e la sua omeostasi nell’organismo (ovvero mantenere la concentrazione di calcio costante).
Anche l’attività fisica gioca un ruolo rilevante nella prevenzione dell’osteoporosi e gli esercizi migliori sarebbero quelli che permettono alle ossa di sopportare un po’ di peso, come la corsa, il ballo e le camminate.
In definitiva corrette abitudini alimentari e corretta attività sportiva permettono una buona salute delle ossa fin da piccoli. 

5 Maggio: giornata per l’igiene delle mani

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Che il lavaggio delle mani sia una delle pratiche più importanti sia in ambito sanitario che nel nostro quotidiano è noto da tempo: io ne ho già trattato qui. Torno oggi sull’argomento in quanto ricorre la Giornata mondiale dell’igiene delle mani.
Questo evento, lanciato per la prima volta nel 2009 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha lo scopo di migliorare in tutto il mondo l’igiene delle mani in modo da ridurre le infezioni e migliorare la sicurezza di pazienti e operatori sanitari nei luoghi di cura.
Le mani sono un ricettacolo di germi; circa il 20% sono microrganismi non patogeni, cioè che risiedono normalmente sulla cute senza creare danni. A questi, però, possono aggiungersi virus e batteri che circolano nell’aria o con cui veniamo in contatto toccando le più diverse superfici.
I germi infatti possono sopravvivere per ore sulle superfici: giocattoli, telefoni, maniglie, tavoli, tastiere del computer, asciugamani o altri oggetti e da qui essere trasmessi al naso, alla bocca o agli occhi, attraverso le nostre mani.
Questi germi possono essere responsabili di molte malattie, dalle più frequenti e banali, tipo influenza o raffreddore, ad altre più severe  (tifo,epatite A, colera, toxoplasmosi etc…).
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