I probiotici prevengono la diarrea nei bambini in età prescolare

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Le gastroenterite sono fra  le patologie più temute sia per la virulenza e contagiosità, sia per il fatto che non hanno stagione; ho scritto diversi post sull’argomento e più volte ho ammesso di cercare di stare alla larga da chi ne è affetto come se fosse “un appestato”: non passa anno infatti senza che io ne sia colpita in uno-due episodi.
Oggi non parlo di cause o terapia, bensì di prevenzione. Continua a leggere: I probiotici prevengono la diarrea nei bambini in età prescolare…

Le Grotte di Sale: sono davvero utili?

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È da tempo che periodicamente mi vengono chieste informazioni sulle grotte di sale; occupandomi di patologie delle vie respiratorie i primi sono stati ovviamente i miei pazienti adulti, ma ultimamente le domande arrivano anche dalle mamme stanche ogni inverno di avere a che fare con bronchiti, raffreddori e tutta la terapia del caso dei loro piccoli.
Le grotte di sale funzionano? Sono davvero così utili?
Ho sempre risposto stando sul vago, ma tendenzialmente più scettica che convinta perché non mi ero mai occupata seriamente del problema. Oggi mi sono imposta di studiare l’argomento e… non ho trovato alcun testo che mi aiutasse a parlarne in maniera scientifica.
Digitando la parola su google le prime pagine sono tutte dedicate alle varie strutture, pubblicità insomma, ma non mi sono data per vinta e ho proseguito la ricerca.
Il termine scientifico è Haloterapia (terapia con il sale), attività praticata in “grotte/cabine di sale” che ad oggi non sono ancora collocate in un preciso ambito sanitario, estetico o di altra natura; pertanto chiunque attualmente può aprire, senza alcuna autorizzazione, strutture dove si può praticare l’Haloterapia.
La “grotta/cabina di sale” è un locale dove le pareti, il soffitto e il pavimento sono completamente rivestiti di sale (di varia provenienza) e per la Haloterapia è utilizzato un nebulizzatore che può saturare l’ambiente di aerosol (con particelle di dimensione da 1 a 5 micron). La persona con i normali atti del respiro inala gli elementi contenuti nei sali la cui composizione è variabile per caratteristiche chimiche e provenienza.
Poiché la permanenza nelle cave o in grotte di sale naturali o al mare può produrre effetti benefici in alcuni individui affetti da disturbi respiratori, secondo le ditte che commercializzano queste “cabine”, la permanenza in questi locali per una seduta equivale a circa 3 giorni di soggiorno in località marina.
Il sodio inalato sarebbe  in grado di far funzionare meglio le piccole ciglia delle nostre vie respiratorie che, con i loro movimenti, frenano l’ingresso di germi e inquinanti atmosferici e trasportano il muco dal naso verso il cavo orale, detergendo l’intero albero respiratorio. Pertanto dopo il trattamento le persone sarebbero meno soggette ad ammalarsi di patologie virali e infettive e diventerebbero meno sensibili all’azione di allergeni, tossine e inquinanti.
Le sedute durano dai 30 ai 45 minuti per un totale di 10 sedute da svolgere due volte a settimana e da ripetere almeno due volte l’anno.
Ho usato il condizionale perché da un punto di vista scientifico non si trovano di fatto pubblicazioni sugli effetti delle “grotte/cabine di sale”.
Il fatto di inalare in un tempo molto ristretto (15-30 minuti) sostanze che “forse” naturalmente potemmo respirare in 72 ore non è esattamente la stessa cosa in quanto la loro concentrazione nel tempo potrebbe essere causa di qualche problema. Uno su tutti gli adulti con patologie misconosciute della tiroide.
Se è pur vero che alcuni effetti del sale sono da tempo conosciuti  (bagni al mare, bagni di acqua e sale in caso di infezioni cutanee o di piccoli traumi, ecc.), va detto che tali pratiche nulla hanno a che vedere con le “grotte/cabine di sale” nelle quali il microclima, artificialmente modificato, non è assolutamente paragonabile a quello marino per il tipo di microelementi presenti, per la loro concentrazione e per la durata della esposizione.
Detto questo non bisogno dimenticare che
–          l’haloterapia non sostituisce le cure tradizionali, piuttosto è un trattamento complementare che potrebbe alleviare i sintomi dei vari disturbi, soprattutto se cronici
–          non bisogna accedere alle “grotte/cabine di sale” senza avere prima consultato il proprio medico di fiducia sia per le indicazioni che, soprattutto, per eventuali controindicazioni. L’haloterapia è infatti sconsigliata a chi soffre di grave ipertensione, perché le microparticelle di cloruro di sodio potrebbero peggiorare la situazione, di ipertensione arteriosa, insufficienza coronarica cronica, tubercolosi polmonare attiva, insufficienza renale o nel caso si abbia un tumore.
–           prima di concordare un ciclo di sedute all’interno delle “grotte/cabine di sale”, è indispensabile informarsi sul tipo di sali usati e chiedere almeno la loro composizione e la provenienza e se questa non è nota e documentata, bisogna rifiutarsi di utilizzare la grotta/cabina

 

 

Probabile causa della morte in culla: il cervello “dimentica” di allertarsi

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Il problema della morte in culla è quanto di più angosciante possa esserci per un neogenitore. E fino ad oggi la causa era sconosciuta. Ora è emersa un probabile motivo. 

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Pediatrics a causare la morte in culla (Sids) nei neonati potrebbe essere un problema ad alcuni neurotrasmettitori che impediscono al bambino di svegliarsi in situazioni pericolose come quando ha troppo poco ossigeno. I ricercatori del Boston Children’s Hospital hanno analizzato campioni del cervello di 71 bambini morti per presunta Sids tra il 1995 e il 2008, indipendentemente dalla posizione in cui erano stati messi a dormire. In tutti i casi sono state trovate alterazioni nei livelli di alcuni neurotrasmettitori, ovvero sostanze controllano respirazione, ritmo cardiaco, pressione e temperatura e che nel caso di un’alterazione impediscono ai bambini di svegliarsi se respirano troppa anidride carbonica o il corpo diventa troppo caldo.

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Arriva il vaccino contro la Meningite di ceppo B

Rosolia-vaccinoQuesto è un articolo che ho scritto oltre 2 anni fa http://www.mammamedico.it/malattie-infettive/meningite-entro-dicembre-il-primo-vaccino/ Un articolo che aveva dato speranza a molti genitori e in risposta al quale mi erano state raccontate storie che ancora adesso mettono i brividi. Ma sono passati appunto 2 anni e fino a qualche giorno fa del vaccino contro la meningite di gruppo B non c’erano state altre notizie. Poi finalmente, appunto qualche giorno fa, mi arriva la mail dal seguente oggetto “Arriva vaccino contro meningite ceppo B; tutto made in Italy, approvato da Aifa”. Leggo ovviamente incuriosita e speranzosa, riporto la notizia sperando che sia la volta buona!

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Quando portare il bambino in Pronto Soccorso

pronto soccorsoE’ uno dei dubbi più frequenti di tutti i genitori. E aggiungerei, dei genitori di oggi. Non so a quanti genitori della mia generazione sarebbe mai venuto in mente di portarci al Pronto Soccorso per una piccola ferita o un trauma alla caviglia, tanto per fare un esempio. Oggi ci sono dei bimbi della scuola materna che hanno già più accessi dei loro nonni ottantenni…

Ma quando è sufficiente ricorrere al buon senso e alle proprie conoscenze e in quali casi è invece necessario preoccuparsi?

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