Rosolia: perchè vaccinarsi è importante

vaccinazione rosoliaLa rosolia è un’infezione praticamente innocua durante l’infanzia (e ne ho già parlato), e molti pensano che sia passata di moda, in realtà ancora oggi in Italia si registrano numerosi casi non solo nei piccoli. La colpa, ancora una volta, è di una scarsa copertura vaccinale. Ma se il decorso è benigno e anzi, talora passa inosservata, perché vaccinarsi? Perché la rosolia è molto pericolosa in gravidanza ed evitarla durante i 9 mesi è fondamentale! Se la mamma contrae la malattia in gravidanza ha il 90% di possibilità di trasmetterla al feto. In tal caso si aumenta il rischio di aborto, di morte intrauterina e di malattie molto importanti soprattutto a carico del sistema nervoso centrale, ma anche cardiache oppure cecità o sordità. Il pericolo maggiore è ammalarsi nelle prime settimane: entro le 11 settimane la probabilità di contagiare il feto è quasi certa e la probabilità di conseguenze severe è del 50%. Più passa il tempo più i pericoli di danno diminuiscono e il pericolo di trasmissione circa dopo la 20° settimana di gestazione è del 20-25% con un rischio di sviluppare una malattia fetale quasi nullo.

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Effettuare esami radiologici prima dei 15 anni triplica il rischio di tumori

esami-radiologici-tumoriFra gli episodi successi durante il mio lavoro in pronto soccorso, uno fra i tanti che ricordo con più amarezza riguarda una accesa discussione con i genitori di un bambino di 1 anno e mezzo. Il bambino era caduto «di sedere» dallo scivolo. O meglio sul pannolino. I genitori erano corsi subito in ospedale spinti anche da un parente medico e pretendevano che facessi fare una radiografia del bacino al piccolo. Che stava benone, camminava e non accusava nessun disturbo. Ho cercato di spiegare che il rischio di un esame inutile superava i benefici, ma questi forti dell’indicazione del loro parente urlavano inveendo per la mia mancata prescrizione fino ad andarsene sbattendo la porta dicendo che si sarebbero rivolti in un altro ospedale. Questo è chiaramente un estremismo, ma quotidianamente mi trovo a visitare bambini o ragazzini portati dai genitori in seguito a traumi di minima entità. E tutti vogliono la radiografia. Nessuno capisce o vuole capire che le radiazioni fanno male e che soprattutto fare una lastra non toglie il dolore.

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La sordità nei bambini: l’importanza dello Screening neonatale

sordità neonati e bambiniL’altro giorno in fila davanti a me alla cassa del supermercato c’era una mamma con un bellissimo bambino di circa 8 mesi. Il bambino come tutti i piccoli della sua età “frignettava” ed emetteva i classici versetti; ero tutta concentrata a pensare a quanto fosse strano essere senza prole al seguito quando mi accorsi che il piccolino indossava l’apparecchio acustico. Allora mi tornò alla mente quanto fu detto tempo fa dalla SIOeChCF, Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale. Non è una notizia “freschissima”, ma ne parlo comunque in quanto è sempre d’attualità.

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Lavarsi le mani riduce del 40% il rischio di infezioni

 Lavarsi le maniMicroba è al 2° anno di nido, è una bella esperienza e soprattutto uno stimolo di crescita diverso rispetto allo stare a casa. Chiaramente, come in tutte le cose ci sono i pro e i contro anche se molti pediatri addirittura sconsigliano la frequenza per il rischio più elevato di contrarre malattie. Io, a parte l’essere fatalista, ritengo che il numero di infezioni è molto soggettivo: ci sono bimbi che frequentano il nido fin da piccolissimi e si ammalano poco, altri che pur non frequentando comunità, sono sempre ammalati. Ma i genitori possono fare qualcosa per tentare di prevenire le infezioni? Si, lavare spesso e bene le mani dei nostri bambini!

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Antibiotici, picco delle prescrizioni nella prima infanzia

antibiotico e prescrizioneCommenti fuori dalla scuola: “Io a mio figlio do solo farmaci omeopatici, neppure la tachipirina”, altra mamma “anche io sto il più lontano possibile dagli antibiotici. Quando il pediatra li prescrive aspetto sempre qualche giorno, a volte i miei bambini guariscono da soli”. E così via tutte le mamme sullo steso tono. Io non sono intervenuta nella discussione. Poche volte quando faccio la mamma parlo anche da medico e poi sono dell’idea che “quando ci vuole ci vuole”. Ma  allora se comunque questo è apparentemente il pensiero comune, perché secondo  la Società Italiana di Pediatria in un anno, 58 bambini su 100 assumono  almeno un farmaco nella maggior parte dei casi antibiotici,  soprattutto nel primo anno di vita?

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