Il reflusso esofageo in gravidanza: cosa fare

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Il reflusso gastroesofageo è uno dei disturbi più frequenti in gravidanza, soprattutto nel III trimestre. Al di là delle dicerie popolari sulla maggior frequenza nel caso di bimbi che nasceranno con tanti capelli (il motivo di tale “vox populi” in tutta sincerità non mi è chiaro), è  dovuto a fattori endocrini che favoriscono il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore e alla aumentata pressione dell’utero sullo stomaco. Il sintomo principale è spesso la pirosi ovvero il bruciore retrosternale che sale fino alla faringe. Continua a leggere: Il reflusso esofageo in gravidanza: cosa fare…

Rigurgito o reflusso esofageo semplice

Rigurgito nel neonatoUna delle preoccupazioni che più assillano i neo genitori è il fenomeno del rigurgito nei neonati, erroneamente confuso con il reflusso gastroesofageo patologico.

Il rigurgito è un fenomeno meccanico che consiste nell’emissione di piccole quantità di latte dopo il pasto in un lattante in buona salute, con una crescita regolare. A volte può essere intenso e frequente, anche a tutti i pasti. È una situazione fisiologica, che interessa il 10-20% dei lattanti nei primi 6-10 mesi di vita.

Il rigurgito nei neonati, in genere si verifica subito dopo la poppata, a volte anche due o tre ore dopo, per immaturità del cardias, la valvola dell’esofago inferiore la cui funzione è proprio quella di impedire la risalita del cibo dallo stomaco all’esofago. Compare di solito dopo il “ruttino” perchè l’espulsione della bolla d’aria che si forma nello stomaco del bambino, può provocare la risalita verso l’alto del latte o altro alimento.

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Arriva il mal di pancia primaverile

Mal di panciaL’ influenza è ormai verso la fine, ma in questo periodo è boom di virus intestinali. Anche noi  a turno siamo stati colpiti per fortuna solo in maniera lieve. Ormai sono rassegnata: la pancia è il nostro punto debole! Ma  siamo in buona compagnia: circa 100.000 italiani nelle ultime settimane sono vittime dei virus intestinali, che con gli sbalzi termici di questa atipica primavera trovano l’habitat ideale per moltiplicarsi e diffondersi. Si tratta principalmente di enterovirus e noroviris che possono manifestarsi sia con  sintomi intestinali sia con  un po’ di febbre. I più colpiti sono ovviamente i bambini, ma anche adulti e anziani non sono risparmiati a causa dell’alta contagiosità. Purtroppo non è possibile effettuare una buona prevenzione a parte  curare con particolare attenzione l’igiene, soprattutto delle mani,  e cercare di evitare gli sbalzi termici.

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Virus gastroenterico e vomito: cause, sintomi e trattamento

vomito

Ormai in zona Cesarini per l’influenza, complice anche la temperatura più mite, mi illudevo di averla scampata. Invece è arrivato lui, il terribile virus gastroenterico. Mi chiedo come mai sono immune a qualsiasi microbo dei miei pazienti ma non a quelli dei bambini. Da quando è nato Supernano non passa anno che mi prenda qualcosa da lui o dai suoi amichetti. Accetto risposte con più o meno fondamento scientifico.

Il vomito nei bambini, spaventa sempre le mamme e quando alla classica domanda: “cosa devo dargli?” rispondo: “nulla”, noto la perplessità sui loro volti. Qui tratterò più nel dettaglio la forma infettiva causa principale di vomito ad ogni età.

Come la febbre e la tosse, il vomito non è una malattia a se, ma è un sintomo di malessere o di malattia di cui è importante capire le cause anche in base a numerosi fattori:

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Mal di pancia – 2: e se la colpa fosse del Fruttosio?

Mal di pancia dovuto al fruttosio

Il bambino è tormentato da frequenti mal di pancia senza motivi apparenti? Durante un recente studio, presentato durante il congresso dell’American College of Gastroenterology, è stato spiegato che questo disturbo potrebbe dipendere da un cattivo assorbimento intestinale del fruttosio.

Il fruttosio (o levulosio) è un monosaccaride, che ha la stessa formula molecolare del glucosio (C6H12O6) ma diversa struttura chimica. Anche le sue proprietà nutrizionali sono differenti. È lo zucchero principale della frutta e del miele, ed è presente anche in molte verdure.
Il fruttosio viene assorbito dall’apparato digerente più lentamente rispetto al saccarosio, una volta assorbito, non entra in circolo nel sangue come il glucosio, ma viene portato al fegato che lo trasforma in glucosio. Qui può seguire due vie: o viene trasformato in glicogeno epatico, oppure in trigliceridi che poi vengono immessi nel sangue. Per questo motivo ha un indice glicemico così basso: non viene utilizzato, se non in minima parte, per innalzare la glicemia (il tasso di glucosio nel sangue).

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