Bambini e smartphone: l’uso prima dei 2 anni

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Ultimamente ho partecipato a diverse conferenze sull’uso della tecnologia da parte dei nostri figli; se ne è parlato anche all’evento mammacheblog, ho comprato il libro “generazione tablet” e con papàchef abbiamo regalato a supernano il primo tablet per il compleanno. 9 anni. Abbiamo a lungo riflettuto sulla scelta non essendo convintissimi, ma a parte assecondare un grande desiderio, abbiamo cercato di insegnare a nostro figlio anche di farne un uso didattico. Non solo la app di youtube o clash of clans, ma anche wikipedia o google.
Nonostante abbia un blog da ormai 5 anni io mi sento una tardiva digitale: basti pensare che quando ho comprato il primo smartphone e mi hanno parlato di wapp, sono caduta dal pero, per convertirmi alla macchina fotografica digitale papàchef ha dovuto aspettare la nascita di supernano e comprare di nascosto il primo navigatore satellitare. Lui si che è un tecnologo.
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Sindrome di Munchausen: quando la mamma inventa  le malattie dei figli

 

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Ogni tanto vorrei scappare dal mio essere mamma, non tanto per i bambini in sé (bè in realtà talora anche a loro dico che voglio scioperare), quanto per le altre mamme. NON SOPPORTO PIU’ certi discorsi. Perché se non è la scuola con tanto di critiche agli insegnanti, l’argomento preferito sono le malattie. Se i bimbi sono sani, c’è il timore che si ammalino, se i bimbi sono malati “ecco si ammalano sempre” e le ansie sono inversamente proporzionali all’età dei piccoli. Per paradosso talora ho avuto il perfido pensiero che qualche mamma avesse un filo di godimento nell’affermare “ha la febbre, ovvio la nonna/il papà non gli ha messo il cappellino/la maglietta della salute/il giubbino…” .
Questo come ho detto è un mio perfido pensiero ma esiste veramente una sindrome detta “sindrome di Munchausen per procura” in cui un genitore induce sintomi reali o apparenti di una malattia in un bambino.
Si tratta chiaramente di una forma di abuso sui minori.

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“Una fiaba per ogni perché”: come un libro ti cambia la vita

 

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Non ho mai recensito un libro nonostante casa nostra ne sia piena, sia perchè non ho mai tempo di fare nulla  sia perché non mi ritengo all’altezza di stratosferici riassunti e foto delle altre mamme blogger.
Per lo stesso motivo non ho mai partecipato all’iniziativa “i venerdi’ del libro”. La mia costanza è sotto le scarpe. Eppure oggi parlo di un libro. Un libro che ci ha cambiato la vita. Bè, insomma, in parte.
Una fiaba per ogni perché” troneggiava sullo scaffale della biblioteca del piccolo paese dove andiamo in montagna, bello colorato, mi chiamava. Microba non lo aveva neppure notato, ma come spesso capita io sono attirata dai titoli, prendo i libri e nella maggior parte dei casi ho ragione della mia scelta. Questa volta straragione. Il libro contiene dieci storie illustrate pensate per spiegare ai bambini più piccoli (2-4 anni, ma secondo me va bene anche per i più grandicelli), eventi e situazioni per loro difficili: la separazione dei genitori, la nascita di un fratellino, l’inizio della scuola materna, etc.

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Per farsi capire dal bebe’ niente ”paroline”

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Qualche giorno fa mammavvocato scriveva che al suo bambino aveva fin da sempre parlato da adulto, senza quindi storpiare le parole e correggendolo se utilizzava termini impropri. Questo atteggiamento associato alla costante lettura aveva fatto si che il bimbo parlasse molto e correttamente ma spesso era stata criticata da chi invece sostiene che i bimbi non capiscano e bisogna trattarli con un repertorio linguistico appunto da piccoli.
Anche io non ho mai usato con i miei figli storpiature o classici termini come “bua, bau bau” etc e ho sempre corretto chi intorno a noi lo faceva.

La gelosia del fratello minore

fratelli

C’è un argomento caldo, anzi caldissimo che avevo trattato diverse volte in passato (vedi qui e qui)  ma che ora torna prepotentemente, un evergreen insomma.
Di che si tratta? Della gelosia fra fratelli. Ne hanno scritto in questi giorni altre mamme blogger (mammapiky; maria in viva la mamma, forse anche altri ma ho sempre pochissimo tempo per seguirli tutti costantemente) e anche  io avevo in serbo il post da tempo. Perché ne scrivo oggi? Non per fare la “copiona”, ma  nella speranza che qualche lettore “illuminato” abbia qualche consiglio.
Quando pensiamo alla gelosia fra fratelli, pensiamo sempre a quella che il fratello maggiore manifesta verso il minore.
E il motivo è chiaro.
Un bimbo che fino a quel momento è stato da solo ha ricevuto tutte le attenzioni dei genitori, non ha dovuto dividere con nessuno il loro tempo, il loro affetto, non ha dovuto dividere con nessuno spazi e giochi. Tendenzialmente il piccolo figlio unico diventa il reuccio di casa stra-amato, stra- coccolato.
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