Traumi ai denti da latte

Traumi ai denti da latte

Che i miei bambini siano dei terremoti già è noto, che io non mi scomponga se cadono, pure. Ma ora confesso il mio più grande timore: che cadendo si rompano un dentino. Il trauma della bocca, di cui ho già parlato, mi mette ansia, figuriamoci se riguarda un dente.

Ma cosa succede dopo un trauma ad un dente da latte?

Dopo un trauma, con o senza la rottura del dente, è comune che l’incisivo diventi scuro, è come se si trattasse di un livido perché all’interno dell’alveolo compare una piccola emorragia e il sangue raggiunge la polpa del dente. Il colore scura diventa evidente da 2-3 giorni a 2-3 settimane dopo il trauma, per tornare successivamente con il tempo normale se il colpo non è stato eccessivo. Altrimenti il dentino rimane scuro fino alla sua fisiologica caduta intorno ai 6 anni. Il dente permanente sottostante nella maggior parte dei casi non subisce alcun danno crescendo del suo colore naturale. Spesso nell’impatto il dente si lussa, muovendosi e dondolando se lo si tocca con un dito.

Continua a leggere: Traumi ai denti da latte…

Campi estivi: attenti ai piccoli traumi

Campi estivi e piccoli traumi

È finita la scuola ed è tempo di campus estivi, ma attenzione: sono in “agguato” piccoli traumi per un ragazzino su due.

Secondo gli ortopedici un ragazzino su due nei campus estivi dove si fa sport finisce per farsi male, procurandosi almeno una distorsione. Questo succede perché, nella maggior parte dei casi, i piccoli atleti non sono preparati. I campi estivi sono un sistema utile per impegnare i bambini in modo costruttivo, per evitare che finiscono per trascorrere le giornate davanti alla televisione o su Internet, ma per fare sport fin da piccoli è fondamentale preparazione e riscaldamento. Buttandosi “a freddo” senza queste particolari accortezze, i pericoli di stiramenti, distorsioni della caviglia e altri piccoli problemi rischiano di moltiplicarsi. E sebbene gli incidenti più gravi sono per fortuna rari, spesso anche i piccoli traumi si potrebbero prevenire iniziando per esempio con attività che non stressino il fisico, come il nuoto o la corsa in scioltezza dedicando sempre qualche minuto al riscaldamento muscolare. Fra le attività più a rischio di piccoli traumi ci sono le partite a calcio o le sfide a pallavolo e a basket, attività molto amate dai ragazzini.

Cosa valutare quando si sceglie un centro estivo ad indirizzo sportivo?

Continua a leggere: Campi estivi: attenti ai piccoli traumi…

La puntura di riccio di mare

La puntura di riccio di mare

Il riccio di mare è un organismo molto comune nei nostri mari. Fa parte della fauna di scogliera, dove vive nei bassi fondali, fra le coste, fino a 80 metri di profondità, quasi mai sulla sabbia. E’ completamente rivestito da una serie di piastre calcaree, che formano una corazza rigida, su cui sono inseriti gli aculei. E sono proprio questi aculei a costituire un pericolo per i bagnanti.

Cosa fare quindi nel caso di una puntura di riccio di mare?

Continua a leggere: La puntura di riccio di mare…

Sangue dal naso

Sangue dal naso o epistassi

Supernano ogni tanto perde sangue dal naso. Senza traumi o raffreddore. Il termine scientifico è epistassi, chiaramente a lui del nome tecnico interessa gran poco, quando succede inizia ad urlare invocando aiuto per far smettere l’evento al più presto. A me viene da ridere (che madre snaturata che sono, ma talvolta è più utile sdrammatizzare che farsi prendere dal panico) perché spesso è veramente molto teatrale e il tutto si riduce a due gocce di sangue.

Ma cos’è l’epistassi e come si tratta?

Continua a leggere: Sangue dal naso…

Le punture di medusa

punture di medusa

È finalmente iniziata l’estate e per chi può primo sole corrisponde a mare. Ma non dimentichiamoci che la spiaggia e i fondali marini ospitano animali e microrganismi che possono provocare diversi problemi, in genere lievi, ma in alcuni casi bisogna ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. Le lesioni più comuni per la pelle sono provocate dalle meduse.

Le meduse “pungono” grazie a particolari cellule, che, se toccate, estroflettono dei filamenti urticanti che penetrano immediatamente nella pelle. La sostanza urticante in realtà è una miscela di tre proteine a capacità paralizzante, urticante e neurotossica. Subito dopo il contatto si avverte una sensazione di dolore bruciante e poi di prurito. La medusa che più frequentemente possiamo incontrare lungo le coste del Mediterraneo è la Pelagia nucticola, di dieci centimetri di diametro, trasparente o violacea, con lunghi filamenti, spesso presente in branchi. Queste sono, per fortuna, poco pericolose e provocano solo reazioni nel punto di contatto. Tuttavia, capitare in un branco di meduse ed essere colpito su larga superficie del corpo può essere pericoloso. Il reale pericolo deriva dal panico che segue appena percepito il dolore urente del contatto con le meduse.

Continua a leggere: Le punture di medusa…