La fine della scuola elementare

 

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8 giugno. E le elementari  finite.
5 anni fa ho consegnato agli insegnati un bambino, mi hanno restituito un ragazzino.  
Un ragazzino attento, sensibile, acuto e arguto. Un ragazzino che per fortuna è ancora un po’ bambino, che mi abbraccia e mi bacia forse più di prima, un ragazzino con cui rido, che mi fa ridere, un ragazzino che prendo in giro e che mi prende in giro, un ragazzino  di cui sono orgogliosa ma che spesso strozzerei, un ragazzino per cui vorrei fermare il tempo, tenere così,  ma che io stessa spingo verso il suo futuro, come un aquilone in alto verso il cielo.
Con tutto l’amore e la malinconia che solo una mamma può provare.

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7 anni

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7 anni di entusiasmo

7 anni di abbracci e di baci

7 anni di amore puro, ma anche di scatti d’ira

7 anni di autonomia. Perché “lo fa supernano, lo faccio anche io”

7 anni di piste da sci, di tuffi in piscina, corse in bicicletta,  di arrampicate in montagna che dovresti essere soprannominata Heidi dato che microba ormai non ti si addice più.

7 anni e la I elementare quasi finita con quaderni perfetti e bellissimi voti, ma anche tanti “ma quanto chiacchiera”…

7 anni di parole, parole, parole, fino allo sfinimento

7 anni di canzoni non certo dello zecchino d’oro e “tanto mamma le parolacce le conosco”

7 anni di femminilità, orecchini, abbinamenti di colori e “mamma stai così bene con i tacchi, perché non li metti mai?”

7 anni di vita da femmina, di amiche, segreti, confidenze, litigi e lagne che non tollero

7 anni di giochi con i maschiacci e da maschiaccio. Ora ti sopportano, domani ti cercheranno

7 anni e ormai sei una bambina grande. Lo continui a ripetere e io non so se crederci o no.  

Poi ti tengo stretta fra le mie braccia, cerco nella memoria il ricordo della vera microba quella “bebè pannolina” che con supernano amiamo ricordare, ti guardo e vedendo una splendida principessa che si avvia a diventare ragazzina, penso che forse hai ragione. Sei una bimba che sta diventando grande

Auguri mia bambina grande per i tuoi splendidi 7 anni!

 

Le leggende di Andor

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Supernano è uno sportivo, in casa nostra non mancano palle di tutti i tipi e misure e quando partiamo in particolare quella da basket lo accompagna sempre. Quando arrivano le ricorrenze è difficile dare consigli sui regali dato il suo interesse molto settoriale. A parte lo sport si butta sulla tecnologia che però subisce i limiti materni.
I problemi si presentano quando si trova con ragazzini meno sportivi di lui. Dopo un po’ è tutto un “non so cosa fare, mi annoio…”, che  sottintende il voler usare tablet e smartphone e conseguenti mie arrabbiature: non concepisco che nonostante abbiano giochi di ogni tipo nulla sembra interessarli.
Tanto è stato dunque il mio stupore quando in un pomeriggio primaverile dopo essersi distrutti sui campetti supernano e combriccola si sono ritrovati davanti ad un gioco in scatola.
Si trattava delle “Leggende di Andor”. Continua a leggere: Le leggende di Andor…

I primi movimenti del bambino

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Cosa fare quando il bimbo inizia a gattonare? Lasciarlo fare. Sempre. Che in casa si abbia marmo parquet o piastrelle. Con un’unica accortezza: mettere la casa in sicurezza. E non intendo rivestire il pavimento per proteggerlo dalle capocciate, quelle sono ovvie e nessun bimbo si è mai spaccato la testa per queste mini cadute. Se penso a supernano che si è tirato addosso l’albero di Natale durante i primissimi spostamenti ora mi viene da ridere…
Quando il piccolo inizia il gattonamento la prima cosa da fare è mettersi alla sua altezza, solo così possono subito balzare all’occhio i principali pericoli.
Ma ancor prima, quando iniziano i primi movimenti in autonomia le cose da tenere subito sotto controllo sono divano, fasciatolo e letto: i bambini non vanno lasciati soli neppure per un momento. E se proprio ci si deve allontanare senza poterli prendere in braccio meglio metterli direttamente per terra.

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Bambini e PC

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Papachef a Natale mi ha regalato un nuovo pc. A suo dire (anche se forse non ha tutti i torti) il mio è ormai obsoleto e potrebbe lasciarmi a piedi da un momento all’altro. Sarebbe in effetti una tragedia. “ poi sul tuo potrebbe imparare a “smanettare” supernano” – disse allora.  Mai parole furono prese così tanto alla lettera e non passa giorno che il ligio ragazzino non me le ricordi, insistendo perché io faccia il trasbordo da un computer all’altro.
Che noi siamo una famiglia tecnologica è noto (io un po’ meno ma mi adeguo per non rimanere indietro…); non ho mai demonizzato tablet e smartphone tant’è che, seppure per questioni pratiche, ne ho messo in mano uno a supernano già in IV elementare. Ovviamente dandogli delle regole. Alcune dettate dal buon senso, altre apprese documentandomi. Perché noi genitori dobbiamo imparare a gestire tutta questa informatizzazione e abbiamo assolutamente bisogno di colmare le numerose lacune.
Un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi infatti si avvicinano con passione all’informatica e passano sempre più tempo davanti al monitor di un computer.

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