La dermatite atopica: una nuova terapia per una patologia multifattoriale

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È noto da sempre il detto “il genitore è il mestiere più difficile del modo” e nello scriverlo mi sento anche un po’ vecchia. Sento infatti ancora la voce dei miei:”vedrai, sarai genitore anche tu e comunque la farai sbaglierai”.
Ecco tutto questo mi è tornato in mente nel leggere il titolo di un articolo “con mamme chiocce tante dermatiti nei bimbi”.
E sul momento mi sono anche un po’ adirata: microba ha la dermatite atopica, faccio fatica a curarla, ma io mi sento tutt’altro che una mamma chioccia.
Poi ovviamente sono andata avanti nella lettura.
Secondo gli esperti le madri iperprotettive lavano i figli più volte al giorno anche con saponi aggressivi, per paura dei raffredori usano maglie di lana oppure trasformano la cameretta in un forno rovente o troppo umido. Queste piccole ossessioni  di molte mamme italiane nel tempo finiscono  per danneggiare la pelle sensibile dei piccoli causando un boom di dermatiti atopiche; io punterei il dito anche su additivi disinfettanti, il separare i vestitini dei piccoli da quelli degli adulti nel lavaggio in lavatrice, l’abitudine a “tenere i bimbi in una campana di vetro”, impedendo di toccare questo o quello. Indubbiamente queste non sono le uniche cause di una patologia multifattoriale.


Mia figlia usa estate e inverno la canottiera in cotone con spalline sottili, odia lavarsi, figuriamoci strofinarsi, copia il fratello e andrebbe in giro sempre mezza nuda. Tra l’uno e l’altra il verbo coprirsi non rientra nel loro vocabolario.
Quindi? Gli esperti puntano il dito anche sui geni (ma non mi risultano allergici in famiglia) batteri, inquinamento e temperature troppo rigide. Su questo posso fare poco: abitiamo a Milano e l’ambiente non è dei più salubri. Le temperature soprattutto quest’anno non sono state rigidissime ma io non ho notato miglioramenti sulla cute né al caldo al mare né in montagna.
Microba rientra nel 20% negli under 7 affetti da dermatite atopica; le cifre sono sensibilmente aumentate negli ultimi anni: 15% di affetti già nei primi mesi di vita, il 18% dai 7 ai 16 anni.
Su  volto collo pieghe delle gambe, ginocchia e gomiti compaiono chiazze a squame, prurito e macchie rosse ad oggi ben difficili da curare. La cura tradizionale è rappresentata da creme emollienti e idratanti ma  in presenza di manifestazioni più intense si deve usare il cortisone. E per esperienza non tutti i tipi di cortisonici sono efficaci.
In futuro speriamo prossimo, sarà disponibile un nuovo preparato in una doppia formulazione, lipocrema o fluido il cui principio attivo è estratto dal girasole. Il prodotto sarebbe super idratante e in grado di penetrare la cute in profondità con un’azione lenitiva sulle chiazze pruriginose sia in fase acuta che cronicizzata. Sarebbe sicuro anche per i piccoli, perché senza effetti collaterali. I piccoli malati attendono fiduciosi.

 

Comments

  1. says

    Buonasera non sono sicura perché non sono proprio di colore bianco ma presumo il mio bimbo abbia gli ossiuri
    Cosa posso fare? Se gli dessi comunque il vermox farei danni? Ringrazio e saluto

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