Un piercing su tre provoca un’infezione

piercing e tatuaggi

Il post d el Blog Viva la mamma”: Bambini? I primi super tamarri sono loro, di qualche giorno fa, oltre a farmi riflettere e temere per il futuro dei nostri figli, mi ha ricordato un altro argomento affine di cui avevo letto qualche tempo fa e che avevo in cantiere di trattare: piercing e tatuaggi.

Nel corso del 67° Congresso della SIP (Società Italiana di Pediatria) tenutosi a Milano a inizio giugno è emerso un dato sconfortante: un piercing su tre provoca un’ infezione ai nostri ragazzi ed uno su 100 finisce addirittura al pronto soccorso. Sono stati infatti presentati i risultati di uno studio condotto su oltre 9000 studenti italiani, nel corso del quale è stato evidenziato anche che un ragazzo su 4 ha un tatuaggio. La legge italiana stabilisce il divieto di effettuare piercing e tatuaggi ai minori di 14 anni senza il consenso dei genitori.

Ciò però non esclude la cattiva gestione domestica post-piercing o post-tatuaggio, da cui poi si sviluppano le infezioni. Ma la ricerca ha sottolineato anche un altro aspetto: il divieto, non ferma i ragazzi e spesso con l’aiuto di amici, o in autonomia si provocano il piercing, senza badare alle normali regole igieniche. Nella maggior parte dei casi le conseguenze sono solo comuni infezioni batteriche che per quanto dolorose e con conseguenti cicatrici, possono essere curate con gli antibiotici. Ma non si deve dimenticare che piercing e tatuaggi possono trasmettere anche epatite o aids.

E ancora più allarmante è il dato che è emerso sui tatuatori: il 50 % lavora in modo illegale.

La conoscenza dei rischi quindi ci deve spingere, se proprio non riusciamo a distogliere i nostri figli dal piercing o dal tatuaggio, ad accompagnarli scegliendo la sede migliore ed aiutandoli a disinfettare poi con regolarità la lesione. Perché si tratta proprio di una ferita.

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