Diabete mellito gestazionale: diagnosi e trattamento

diabete gestazionale

Il diabete gestazionale è una condizione di intolleranza ai carboidrati che insorge o viene riconosciuta nel corso di una gravidanza.

Fattori di rischio:

  • presenza di diabete in un parente di I grado
  • storia di intolleranza glucidica (compreso diabete gestazionale in una precedente gravidanza)
  • obesità materna
  • neonato di una precedente gravidanza con macrosomia

Screening:

prevede fra la 24° e la 28° settimana di gestazione un test di tolleranza glucidica da effettuarsi un’ora dopo l’assunzione di 50 gr di glucosio per bocca. Le donne ad alto rischio per un diabete gestazionale vanno sottoposte al test in occasione della prima visita ostetrica. Il valore di cutoff (valore soglia) è 130-140 mg/dl. Misurazioni della glicemia condotte in maniera casuale o a digiuno non sono invece consigliate a scopo di screening in quanto poco attendibili.

Nelle donne risultate positive al test di screening, per porre la diagnosi di diabete gestazionale viene utilizzato un test di tolleranza glucidica a 3 ore dalla somministrazione orale di 100 gr di glucosio. La diagnosi è posta quando 2 o più misurazioni della glicemia superano i seguenti valori:

  • glicemia a digiuno 95 mg/dl
  • glicemia ad 1 ora 180 mg/dl
  • glicemia a 2 ore 155 mg/dl
  • glicemia a 3 ore 140 mg/dl

Strategie terapeutiche:

la terapia di prima scelta prevede di intervenire sulla dieta, la cosidetta “terapia medico-nutrizionale”, stimando le calorie introdotte sotto forma di carboidrati e fornendo indicazioni specifiche per quanto riguarda pasti e spuntini. La terapia nutrizionale va adattata in base alle preferenze espresse dalla paziente, all’entità dell’incremento ponderale e al monitoraggio delle glicemia. Può essere di aiuto anche un programma di esercizio fisico di intensità moderata.

La terapia farmacologia è indicata nei casi in cui non si ottiene un adeguato controllo della glicemia con la terapia medico-nutrizionale, non si ha un adeguato incremento ponderale a causa della restrizione calorica o nei casi in cui la gestante abbia costantemente fame. La terapia farmacologia è indicata anche nei casi di iperglicemia a digiuno in cui gli interventi nutrizionali non sono efficaci. Il farmaco di prima scelta è l’insulina.

Sorveglianza fetale:

  • monitoraggio del benessere fetale prestando attenzione tramite ecografia ad un’eventuale macrosomia
  • screening per la ricerca di anomalie congenite: viene consigliato alla futura mamma con una preesistente (rispetto alla gravidanza) iperglicemia o una diagnosi di diabete gestazionale nel primo trimestre di gravidanza. Queste pazienti sono esposte ad un rischio più elevato di malformazioni fetali da iperglicemia nel corso dell’organogenesi.
  • Non stress test (registrazione del battito cardiaco fetale e confronto con i movimenti fetali) da eseguire 2 volte alla settimana e valutazione del liquido amniotico a partire dall’inizio del III trimestre di gravidanza in donne con diabete gestazionale in trattamento con insulina o con scarso controllo glicemico.

Trattamento durante il parto:

le pazienti con diabete gestazionale controllato dalla dieta non necessitano di un monitoraggio della glicemia durante il travaglio. Tale monitoraggio è invece previsto ogni ora in chi assume farmaci.

Il parto:

non ci sono indicazioni certe su tipo e tempo del parto. L’induzione precoce del parto riduce il rischio di macrosomia ma non diminuisce il rischio di lesioni del plesso brachiale, ipoglicemia, fratture della clavicola del neonato.

Trattamento della madre dopo il parto:

la maggior parte delle donne con diabete gestazionale non necessita di trattamento dopo il parto, ma un approccio prudente consiglia un controllo dei valori della glicemia prima della dimissione ospedaliera.

Circa il 50% di chi ha avuto il diabete gestazionale sviluppa un diabete di tipo II entro 10 anni. Tali donne sono inoltre più esposte ad un rischio più elevato di diabete gestazionale nelle gravidanze successive. Le raccomandazioni per favorire sia il calo ponderale dopo il parto sia ridurre l’incidenza di diabete tipo II comprendono l’allattamento al seno, 150 minuti alla settimana di esercizio fisico modesto, attenzione alla dieta.

Comments

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