
Prendo spunto da una triste notizia di cronaca, purtroppo l’ennesima: “ragazza di 19 anni muore a Crotone dopo taglio cesareo” per il post di oggi. I dati che emergono sono fondamentalmente 3: che la ragazza era in perfetta salute, che mancavano 3 settimane alla data presunta del parto e che la Calabria vede il record di tagli cesarei. Infatti ben il 65% delle gravide vengono sottoposte a parto cesareo, mentre l’organizzazione mondiale della sanità sostiene che la media dovrebbe arrivare al 13,7%”. È chiaro che la domanda sorge spontanea: perché? Se fossi maliziosa, ma forse un po’ lo sono, crederei che sia tutto un business. Il parto cesareo è un intervento chirurgico e come tale viene rimborsato e la degenze è ben più lunga dei 2 massimo 3 giorni di un parto naturale. Inoltre spesso non è necessario, anzi è inutile. Il dibattito è infinito e spesso si parla della possibilità della donna di scegliere. Ma scegliere cosa e basandosi su cosa? Soprattutto al primo figlio non si sa a cosa si va incontro. E anche se si è strettamente del ramo posso dire con certezza che l’esperienza personale è tutta un’altra cosa. E qui dovrebbero intervenire ostetriche e ginecologi. La paura del parto è fisiologica ma perché non si ha altrettanto paura di un intervento chirurgico quale il taglio cesareo è? Nessun chirurgo permette di scegliere se intervenire, tanto per fare un esempio, in laparotomia o in modo tradizionale, perché un ginecologo dovrebbe permettere la scelta del tipo di parto?
Ma quando c’è la reale indicazione al parto cesareo?
Si distinguono in indicazioni materne e fetali:
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le indicazioni materne includono tutte quelle condizioni che impediscono alla mamma di partorire in maniera spontanea, come il bacino piccolo, aneurismi cerebrali o ipertensione endocranica, epilessia, squilibri metabolici
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le indicazioni fetali sono la macrosomia, il ritardo di crescita intrauterino, malformazioni (come l’ernia addominale o del sistema nervoso centrale) la sindrome emolitica neonatale, il polidramnios, l’ologoidramnios, la placenta previa, le patologie del funicolo, etc.
Altre indicazioni sono:
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cesareo al termine della precedente gravidanza in quanto sembrerebbe che la cicatrice del pregresso cesareo sia un punto di debolezza della parete uterina ed effettivamente l’incidenza della rottura d’utero durante il parto spontaneo è più frequente in chi ha avuto un pregresso TC che nella popolazione generale
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distocia o difficoltà nella progressione del travaglio di parto: in genere se dopo 8-10 ore di travaglio la dilatazione del collo non supera i 3cm, oppure non ci sono contrazioni uterine valide molti ginecologi ricorrono al taglio cesareo
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presentazione podalica del feto
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stato di sofferenza fetale: registrato mediante cardiotocografia assume spesso carattere d’urgenza
Complicanze
Possono essere legate all‘anestesia o all’intervento vero e proprio. L’anestesia generale è seguita frequentemente da cefalea, nausea e vomito al risveglio mentre quella spinale si può complicare con cefalea, sensazione di calore nel punto dell’iniezione, parestesie. Le complicanze legate all’intervento sono:
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alterazione transitoria della funzione vescicale
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formazione di aderenze con il rischio, seppur raro, di andare incontro ad occlusione intestinale
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emorragie tardive che possono verificarsi anche molti giorni dopo l’intervento e richiedere un altro intervento o trasfusioni di sangue
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infezioni addominali, vescicali o vaginali con comparsa di febbre che si risolvono per lo più con terapia antibiotica e/o medicazioni locali
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infezioni delle suture o deiscenza (ovvero l’apertura) della sutura o della cicatrice a causa di alterazioni della cicatrizzazione. Ciò comporta guarigione rallentata o formazione di ascessi e fistole.
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formazione di trombi a carico dei vasi di organi pelvici ed extrapelvici che possono causare embolia polmonare e in alcuni casi portare anche al decesso.




















L’ epilessia non è affatto un’indicazione al TC…il parto spontaneo non è causa di cris epilettiche!
il parto spontaneo non è certo causa di crisi epilettiche, ma una donna che ha avuto tali problemi e crisi durante la gravidanza è a rischio anche durante il travaglio e questo causerebbe asfissia fetale oltre a compromettere la collaborazione della mamma. ovviamente va valutato caso per caso…..