La prevenzione preconcezionale

prevenzione preconcezionale

Ai nostri giorni è raro che la gravidanza non sia programmata, la maggior parte delle donne non può permettersi di lasciare al caso un evento tanto importante e molto spesso unico. Spesso si procrastina sempre più per la mancanza di un lavoro sicuro, per finire la casa, per la paura del futuro o semplicemente perché non si è pronte. Quindi quando finalmente “la caccia alla cicogna” viene aperta, nessuna arriva impreparata. Non è raro che amiche, anche già con un bimbo, mi chiedano i basilari comportamenti preconcezionali. Io in genere li classifico in 3 step.

3 step per la Prevenzione Preconcezionale:

1) Programmare una visita di controllo dal proprio ginecologo di fiducia: quando si decide di avere un bambino, il primo passo è recarsi dal proprio ginecologo per una visita durante la quale il medico valuta la salute generale, la storia medica della futura mamma e prescrive esami ematochimici per prevenire possibili complicazioni durante l’attesa. È opportuno che al colloquio siano presenti entrambi i futuri genitori in quanto il medico analizza la storia clinica della coppia e individua se, nelle rispettive famiglie, vi sono precedenti di malattie a trasmissione genetica. Vengono anche valutati il decorso e l’esito di eventuali gravidanze precedenti. Infine, se la futura mamma soffre di malattie croniche che necessitano l’assunzione di particolari farmaci, si decide, di solito in collaborazione con lo specialista curante, se è necessario modificare o interrompere le terapie in atto o, se è più opportuno rimandare di qualche tempo la gravidanza per stabilizzare la patologia di base. È questa inoltre la sede in cui viene misurata la pressione arteriosa, viene eseguito il pap-test ed eventualmente un tampone vaginale, vengono date indicazioni sull’adeguato stile di vita.

2) Sottoporsi ad esami ematochimici
, in particolare:

  • test infettivologici del gruppo TORCH: T come toxotest per la ricerca degli anticorpi anti toxoplasma, O come Others, termine inglese che in italiano significa “altre” e rag­gruppa la sifilide o l’epatite, l’Aids; R come Rubeo Test per la Rosolia ; C come Cytomegalovirus; H come Herpes simplex di tipo 1 se l’infezione è labiale o di tipo 2 se è sessualmente trasmessa).
  • emogruppo
  • fattore Rh
  • emocromo

3) Adottare uno stile di vita adeguato:

  • evitare di fumare
  • evitare di bere alcolici
  • mantenere un peso adeguato: per chi inizia la gravidanza normopeso (Indice di Massa Corporea fra 18,5 e 24.5) l’aumento di peso non deve superare i 12-14 kg
  • assumere regolarmente almeno 0,4 mg di ACIDO FOLICO (di cui abbiamo già parlato) al giorno 3 mesi prima dell’inizio della gravidanza e almeno nel primo trimestre della stessa per ridurre il rischio di patologie neurologiche
  • evitare di sottoporsi a radiografie: sono un rischio potenziale non quantificabile con precisione, per questo vanno evitate fin dalla fase del ciclo in cui potrebbe avvenire il concepimento.
  • Attenzione ai farmaci. A parte rarissime eccezioni, qualsiasi farmaco capace di produrre effetti sull’organismo materno raggiunge anche il feto per il quale potrebbe essere tossico. Il periodo più critico va dalla 5° alla 14° settimana.
  • Se il toxo test è negativo vanno evitati gli insaccati, la carne cruda e la frutta e verdura non lavata.

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