Herpes Zoster o Fuoco di Sant’Antonio

Herpes Zoster Fuoco sant'AntonioQuesto post più che trattare un argomento di interesse comune nei bambini riguarda una patologia che colpisce principalmente…i nonni. Nell’ultimo mese e mezzo c’è stato un alto numero di bambini affetti da varicella e conseguentemente sono aumentati gli accessi di persone anziane in Pronto Soccorso con Herpes Zoster, il così detto Fuoco di Sant’Antonio. E pochi sapevano della correlazione fra le 2 patologie: il fuoco di Sant’Antonio è una riattivazione dello stesso virus che provoca la varicella. Spesso infatti sono i nonni ad occuparsi dei nipotini a casa malati oppure a frequentare asili e scuole dove il virus della varicella spopola. In pratica, chi contrae il virus la prima volta si ammala di varicella mantenendo nel tempo una risposta immunitaria che impedisce che la varicella venga ripetuta una seconda volta, ma, al tempo stesso, non riesce a debellare completamente il virus, che «va in letargo» nei gangli nervosi del midollo. Non è chiaro cosa determini la riattivazione del virus: malattie, traumi, stress, temporaneo calo delle difese immunitarie etc…ma quando questo accade, soprattutto nelle persone di una certa età, nell’area di pelle corrispondente a quel ganglio nervoso, si manifesta un’eruzione cutanea piuttosto fastidiosa.

Sintomi

Il primo segno dell’ Herpes Zoster è un formicolio, od un intorpidimento, in una ben circoscritta parte del corpo. Dopo alcuni giorni, in questa zona, che nel frattempo si è arrossata, compaiono grappoli di vescicole, che ricordano nell’aspetto quelle della Varicella e che si distribuiscono lungo il decorso del nervo o dei nervi in cui il virus era nascosto: più spesso sul torace, lungo le coste o in regione sottomammaria, ma talora può interessare i nervi dell’occhio, provocando disturbi visivi fino alla cecità, o quelli dell’udito. L’eruzione cutanea non determina prurito, come nella varicella, ma dolore o bruciore. Con il passare dei giorni, le vescicole si rompono e si formano delle croste. E’ in questa fase che il malato può infettare altre persone. Le lesioni continuano ad estendersi per diversi giorni, per poi regredire nel giro di 7-10 giorni.

Possono esserci inoltre:

  • malessere generale
  • febbre
  • brividi
  • mal di testa e di stomaco
  • dolore acuto lungo il nervo interessato, che può durare per parecchio tempo

Complicanze

Nevralgia posterpetica: nei casi in cui le vesciche non guariscono mai completamente si hanno  problemi di sensibilità, prurito, intorpidimento e dolore.

Diagnosi 

E’ ovviamente clinica (ovvero basata sull’esame obiettivo del paziente) ed è indispensabile che sia precoce, perché l’assunzione negli stadi precoci di farmaci antivirali può accorciare il decorso dell’infezione. Inoltre nel caso di manifestazione sul volto o vicino agli occhi il trattamento è fondamentale per poter evitare i possibili danni alla cornea.

Terapia

I farmaci antivirali assunti precocemente, accelerano la guarigione e aiutano a prevenire la nevralgia post-erpetica. Nei casi di dolore molto forte possono essere assunti antidolorifici.
Da ricordare che sono possibili, anche se solo nel 5% dei casi, successive ricadute, sempre sotto forma di Herpes Zoster.
Le vescicole dell’Herpes Zoster possono trasmettere il virus, causando eventualmente in chi si contagia la varicella.

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