La vulvovaginite da candida

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Parlando con amiche perennemente afflitte da questo problema intimo, mi sono resa conto di non averne mai parlato sul blog. Recupero subito soprattutto in un periodo in cui caldo, umidità, sudore, vestiti attillati e bagni in mare/lago/piscina favoriscono il disturbo. Basti pensare che la maggior parte delle visite ginecologiche nelle località marine in estate sono proprio dovute alla vulvovaginite da candida.
Ma esattamente di cosa si tratta? La vulvovaginite micotica è una delle infezioni genitali più frequenti in età fertile,la cui responsabilità è nella maggior parte dei casi dovuta alla Candida albicans, una specie microbica che trova nell’ambiente vaginale le condizioni ideali per la sua proliferazione.
Cause e fattori di rischio:

  • la temperatura: gli ambienti caldo-umidi ne favoriscono la proliferazione
  • salvaslip e assorbenti interni indossati a lungo. L’ideale sarebbe un cambio ogni 2-3 ore
  • indumenti troppo stretti soprattutto se sintetici. Meglio le fibre naturali come il cotone
  • indossare lo stesso costume da bagno a lungo soprattutto se bagnato
  • le fonti di contagio sono i bordi delle piscine, la sabbia
  • la dieta ricca di carboidrati semplici e complessi (anche gelati, ghiaccioli, granite, ricchi in zuccheri) è un fattore favorente
  • la stitichezza
  • l’uso prolungato di antibiotici
  • l’uso di contraccettivi ormonali

Esistono inoltre alcune condizioni considerate predisponenti, quali il diabete non compensato, alterazioni ormonali come quelle che si verificano in gravidanza, allattamento o in menopausa o chi è affetto dalla sindrome dell’ovaio micro/policistico, o gli stati di immunodepressione in cui l’infezione tende a manifestarsi più frequentemente e più pesantemente.
Questi fattori, influenzando in modo diverso l’ambiente vaginale, sembrano in grado di favorire i meccanismi attraverso cui la Candida vira dal commensalismo (la candida è  un microrganismo che normalmente vive, innocuo, a livello del canale digerente, in vagina, in equilibrio con la flora fisiologica), alla patogenicità.
I sintomi principali sono:

  • perdite vaginali, la così detta leucorrea: si tratta di una perdita vaginale non ematica abbondante; bianca, densa, con aspetto “a ricotta” o “latte cagliato”; senza odore
  • prurito intenso o bruciore vaginale e/o vulvare
  • dolore durante i rapporti sessuali
  • bruciore urinario che è frequente durante la minzione a causa delle escoriazioni da grattamento.

I sintomi in genere si accentuano una settimana prima dell’inizio della mestruazione e tendono poi ad esaurirsi con l’arrivo del flusso mestruale.
Le recidive:
la metà delle donne ha un nuovo episodio dopo il primo e spesso proprio in estate. In questi casi è necessario
1: applicare localmente farmaci a base di clotrimazolo, alla sera prima di coricarsi
2: ripristinare l’equilibrio della microflora vaginale con lattobacilli in capsule vaginali. In particolar modo il lactobacillus plantarum aderisce alle cellule epiteliali vaginali  formando un biofilm protettivo  che fa da scudo contro i germi nemici. In vitro inoltre è stato dimostrato che inibisce lo sviluppo della candida albicans  e di altri microrganismi patogeni
3: aumentare l’attenzione verso l’igiene intima
4: usare il preservativo a maggior ragione durante i rapporti occasionali

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