L’influenza: sintomi, terapia e prevenzione

Influenza e virus influenza A

Ecco puntuale l’annuale appuntamento con l’influenza. Gli epidemiologi parlano del 60% dei bambini ammalati. In pratica 1 su 6. Devo confessare che questi dati mi lasciano sempre un po’ perplessa, ma se li rivelano gli esperti…

L’influenza è una comune malattia infettiva acuta virale, trasmessa appunto da un virus detto virus influenzale di tipo A. Ogni anno si presenta con la stessa sintomatologia, ogni anno resta invariata la prevenzione e la cura. Ma allora perché fa così tanta paura? Perché i pronto soccorso (e non solo quelli pediatrici) sono intasati da pazienti in codice bianco con 37.5° C di temperatura? Tenterò di dare qualche spiegazione sulli’influenza ma soprattutto qualche indicazione sul come e quando “preoccuparsi”.

Come detto l’influenza è causata da un virus influenzale. Ne esistono 3 tipi, ma quello responsabile è il virus di tipo A. Tale virus ha la caratteristica di mutare di anno in anno, per tale motivo è praticamente sempre nuovo e l’aver contratto l’infezione, non dà protezione per l’anno successivo. Per lo stesso motivo non è possibile avere un vaccino unico che dia protezione per più anni. Il virus influenzale di tipo A non è da confondere con altri tipi di virus, i cosiddetti virus parainfluenzali, che danno sintomatologia simile ma ovviamente non sono la stessa cosa.

Spesso mi sento dire “ho fatto il vaccino antinfluenzale ma mi sono preso ugualmente l’influenza!”. ALT, spesso non si tratta di influenza ma di altro. Anche se per onor di cronaca è giusto ricordare che il vaccino, come da letteratura scientifica, è efficace mediamente nell’ 80% dei casi, quindi il 20% dei soggetti che hanno assunto il vaccino è esposto al contagio dell’influenza.

Il virus influenzale si trasmette per contagio diretto, ovvero da una persona ad un’altra, attraverso le minuscole goccioline di saliva che si emettono tossendo o starnutendo. Il contagio non può avvenire per interposta persona o sostando in ambienti dove sono state persone affette. Per lo stesso motivo il freddo non può essere un veicolo.

Il periodo di incubazione dell’influenza è di 1-3 giorni per cui il malato è contagioso già nelle ore precedenti l’inizio dei sintomi mentre la durata è 4-5 giorni (fase acuta). In realtà i sintomi residui possono durare anche 1-2 settimane (la cosiddetta spossatezza).

La distinzione fra l’influenza vera e propria e le altre forme virali tipiche del periodo invernale è basata sulla seguente SINTOMATOLOGIA:

  • febbre improvvisa superiore a 38°C
  • sintomi generali sistemici come dolori muscolari, senso di stanchezza e di spossatezza, sudorazione brividi
  • sintomi respiratori come tosse o raffreddore
  • soprattutto nei bambini si possono manifestare anche nausea, vomito e/o diarrea.

TERAPIA:

l’influenza è una malattia virale per cui non esistono terapie che ne modifichino il decorso. In pratica non si può curare l’influenza ma solo i sintomi dell’influenza. Pertanto ecco alcuni consigli per i bambini:

  • fare stare a riposo il bambino
  • somministrare farmaci a base di paracetamolo (es. Tachipirina) per abbassare la febbre
  • non coprire troppo il bambino
  • farlo bere molto
  • fare spugnature o un bagnetto in acqua tiepida
  • lavaggi nasali

QUANDO CHIAMARE IL PEDIATRA?

  • se le secrezioni sono gialle verdastre da alcuni giorni
  • se è presente mal d’orecchio
  • se la tosse è associata ad affanno respiratorio
  • se la febbre persiste oltre 3-4 giorni; se la febbre, rimasta costante per qualche giorno, presenta un improvviso picco, o infine se la febbre si ripresenta dopo un intervallo di assenza
  • se in corso di influenza la tosse cambia radicalmente le sue caratteristiche
  • sempre se le condizioni del bambino appaiono peggiorate: se appare poco vigile o reattivo, non risponde ai farmaci o continua a vomitare
  • in ogni caso nel neonato

QUANDO È POSSIBILE ASPETTARE:

  • per una semplice rinite: sono sufficienti lavaggi nasali con soluzione fisiologica o soluzioni saline
  • per pochi colpi di tosse (vedi post sulla tosse) e questa non disturba il sonno
  • se la febbre regredisce dopo assunzione di paracetamolo

PREVENZIONE:

per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza si raccomanda:

  • il lavaggio frequente delle mani
  • una buona igiene respiratoria coprendo bocca e naso quando si starnutisce o tossisce e lavarsi subito le mani,
  • il riposo a casa nelle fasi iniziali della malattia
  • l’uso di mascherine da parte delle persone influenzate quando si trovano in ambienti “sociali”

Consiglio caldamente di non correre in pronto soccorso ai primi sintomi: non dimenticate che i pronto soccorso non sono dei posti salubri per i vostri bambini, spesso sono presenti microbi ben più gravi del virus influenzale e soprattutto di notte il passaggio dal caldo del loro lettino al freddo esterno (per quanto ben coperti) potrebbe essere pericoloso.

Da non sottovalutare inoltre l’aspetto emotivo, i bambini colgono subito la vostra ansia e tendono a crescere con il timore di ogni malattia.

QUALCHE INDICAZIONE:

  • si può allattare anche con l’influenza: il contagio non avviene attraverso il latte
  • il bambino può fare il bagnetto anche se è raffreddato: anzi, il bagnetto caldo è un beneficio per le secrezioni nasali, inoltre l’acqua può essere un rimedio per abbassare la febbre. L’importante è mantenere adeguata la temperatura della stanza e procedere rapidi all’asciugatura del bimbo
  • il cappellino non previene le otiti: le otiti sono dovute ad una risalita dei germi dal naso alle orecchie quindi il cappello non le previene!
  • Non è scientificamente dimostrato che un surplus di vitamine dopo un’influenza ristabilisca le forze o faccia venire più appetito

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