Varicella: sintomi, terapia e prevenzione

varicella Varicella: sintomi, terapia e prevenzione

Ad ogni cambio di stagione puntuale la solita voce: “c’è in giro la varicella!”. Noi “abbiamo dato” subito. Alla fine del primo anno di nido Supernano infetto da varicella ha contagiato anche Papà Chef che febbricitante e catatonico si aggirava moribondo per casa. Chiaramente la forma di varicella presa da adulti è molto più aggressiva di quella dei bambini, oltre al fatto che i bimbi hanno una ripresa molto più rapida dei grandi. Per tale motivo il problema per un po’ non mi ha più riguardato.

Quest’anno no. Quest’anno c’è microba. È pur vero che non frequenta comunità in senso stretto (asili, ludoteche, ecc.), ma mentre attende il fratello all’asilo è circondata da bimbi molto “affettuosi”…e potenzialmente contagiosi.

Pur sapendo che la varicella è tutto sommato una malattia blanda, ero e sono intenzionata a vaccinarla. Tacciatemi di madre degenere, ma voglio evitare la scocciatura di questa spada di Damocle, soprattutto in quei periodi in cui è facile organizzare qualche week end o qualche viaggio. Ma la mia super amica pediatra ha detto no. Secondo lei già tanti sono i vaccini obbligatori o semi obbligatori e la varicella tutto sommato è una malattia banale. “Se proprio vuoi (detto con quel tono di chi sa che farò di testa mia) aspetta l’anno di età!”. Ok. Incrocio le dita e rimando a dopo l’estate.


Ma cos’è esattamente la varicella? E cosa si può fare per curarla?

La varicella è una malattia esantematica  causata dal virus varicella-zoster, molto contagiosa, che lascia una immunità permanente (ovvero in genere non ci si riammala una seconda volta). Il virus però non viene mai completamente debellato; va a localizzarsi nei gangli nervosi del midollo, dove può rimanere senza dare problemi anche per tutta la vita. In determinate situazioni però può risvegliarsi, manifestando il quadro dell’Herpes Zoster (fuoco di Sant’Antonio).

La varicella è una malattia molto frequente nell’infanzia, ma è rara sotto i 6 mesi di vita, perché, in genere, il bambino è protetto dagli anticorpi trasmessi dalla mamma durante gli ultimi mesi di gravidanza.

Incubazione e contagio

Il periodo di incubazione di solito è di 14-21 giorni. La trasmissione della malattia avviene da persona a persona, tramite il contatto diretto delle lesioni (vescicole) o le goccioline di saliva. Si è contagiosi da 1-2 giorni prima fino a circa 5 giorni dopo la comparsa delle prime vescichette. La trasmissione indiretta (da terze persone immuni) non può avvenire. Chi non ha contratto la varicella può essere contagiato da qualcuno con l’herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio, ma non può prendere l’herpes zoster stesso. Questo perché l’herpes zoster può svilupparsi solo da una riattivazione del virus in qualcuno che ha già avuto la varicella.

Sintomi della varicella

La malattia esordisce nella grande maggioranza dei casi senza sintomi che ne preannunciano il manifestarsi; possono  tuttavia esserci malessere, stanchezza, febbre, dolori addominali, mal di gola, mal di testa uno o 2 giorni prima che l’eruzione cutanea appaia.  Questa inizia con  piccole  protuberanze rosse che sembrano brufoletti o morsicature di insetto (macule color rosso pallido), che rapidamente si trasformano in papule e dopo 1-2 giorni in vescicole. Non compaiono tutte insieme, ma a gettate successive per più giorni, e si trasformano in croste in 2-8 giorni, per cui è normale trovare in contemporanea sulla pelle pomfi, vescicole e croste. Le prime croste cadono dopo 5-10 giorni, lasciando una cicatrice che tende a scomparire col tempo. Possono comparire vescicole isolate anche sul palato, sulla lingua, sui genitali.

Terapia

Poiché la varicella è dovuta ad  un virus, non vengono prescritti antibiotici. Inoltre nella maggior parte dei casi non viene prescritta proprio nessuna terapia se non sintomatica:

  • paracetamolo (tachipirina) per abbassare la febbre
  •  antistaminici per il prurito

È consigliabile inoltre:

  • far indossare al bambino biancheria di cotone
  •  tenere le unghie delle mani pulite e corte per evitare le sovrainfezioni batteriche dovute al grattamento
  •  fare quotidianamente il bagnetto in acqua tiepida utilizzando un sapone delicato e asciugando il bambino con un asciugamano di spugna morbida, evitando di frizionare o sfregare le lesioni

È stato riscontrato che un farmaco antivirale, l’aciclovir, per via orale riduce lievemente la durata e la gravità della varicella quando somministrato a persone sane entro 24 h dalla comparsa dell’eruzione. Tuttavia, data la natura comunemente benigna della malattia e i possibili effetti collaterali del farmaco, non è raccomandato sistematicamente nei bambini sani con varicella non complicata. L’aciclovir per via orale deve però essere considerato nei bambini  a rischio complicanze, compresi i bambini con sottostanti problemi dermatologici.

Complicanze dovute alla varicella

La malattia decorre generalmente senza complicazioni. La più comune complicanza è l’infezione cutanea (impetigine), dovuta al  grattamento: le vescicole diventano più grosse, sono circondate da un alone rosso, contengono pus, e le croste quando cadono  lasciano delle cicatrici spesso permanenti. La varicella può essere complicata da polmonite negli adulti, nei neonati e nei pazienti immunocompromessi, ma raramente  nei bambini.  

Per onor di cronaca diciamo che esiste l’encefalite post-varicella in un caso ogni 1000 circa: tende a verificarsi verso la fine della malattia o 1-2 settimane dopo la guarigione. Una delle complicanze neurologiche più comuni è l’atassia cerebellare acuta postinfettiva. Sono stati descritti inoltre anche casi paralisi dei nervi cranici e manifestazioni cliniche simili alla sclerosi multipla. L’encefalite può essere fatale, ma la prognosi per una completa guarigione delle complicanze del sistema nervoso è generalmente buona.

Riammissione a scuola

In genere è possibile dopo una settimana, quando tutte le vescicole si sono trasformate in croste. L’accesso in piscina è invece consigliato quando è caduta anche l’ultima crosta.

Prevenzione

In Italia non esiste una strategia vaccinale per tutta la popolazione. Il vaccino contro il virus della varicella-zoster (VZV) è costituito dal virus vivo attenuato e per questo motivo la vaccinazione non è indicata prima dei dodici mesi di vita. In genere nella fascia di età 12 mesi-13 anni, si raccomanda una sola dose di vaccino anche se nel  2006, il Centers for Disease Control and Prevention(CDC), ha raccomandato un richiamo dai 4 ai 6 anni di età per avere un’ulteriore protezione. Gli adolescenti sani dopo il 13° anno e gli adulti devono, invece, essere vaccinati con due dosi a distanza di 4-8 settimane. Questi dosaggi sono sufficienti a conferire un’immunità duratura.

Esistono delle controindicazioni alla vaccinazione antivaricella: il vaccino, infatti, non deve essere somministrato a bimbi  immunocompromessi oppure a bambini che sono in trattamento con cortisone  ad alte dosi (occorre aspettare almeno un mese dalla sospensione della terapia prima di effettuare la vaccinazione). Il  vaccino contro la varicella non deve essere somministrato dopo trattamento con qualsiasi forma di immunoglobuline od altri emoderivati. Inoltre, si raccomanda di non assumere aspirina (già di per sé controindicata sotto i 12 anni) per sei settimane dopo la vaccinazione in quanto non è del tutto chiara l’associazione con la sindrome di Reye.

Chiaramente non possono essere vaccinati individui che hanno avuto reazioni allergiche gravi verso i componenti del vaccino, come gelatina e neomicina. Infine, il vaccino non deve essere somministrato ad una donna in gravidanza, dato che non sono noti gli effetti sul feto. Viceversa, la presenza di una donna gravida in famiglia  non controindica la vaccinazione di un bambino della famiglia stessa.

Gli effetti collaterali della vaccinazione sono minimi. In circa il 20% dei casi si possono avere reazioni lievi (rossore, gonfiore e dolore) nella sede di iniezione; nel 3-5% dei bambini si sviluppa un esantema localizzato e, in un ulteriore 3-5%, un esantema generalizzato 15-20 giorni dopo l’inoculo del vaccino.

Il vaccino ha un’efficacia dell’ 80%-90% nel prevenire l’infezione, e del 85%-95% nel prevenire le forme gravi di varicella.

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About Mamma Medico

Ciao a tutti, sono Mamma Medico, ovvero un medico mamma. In che percentuale sia l’una o l’altra non è dato sapere: amo entrambe le cose e tento di farle bene entrambe. Ai posteri l’ardua sentenza...

Comments

  1. credo ke farò anke io il vaccino alla mia bimba di 10 mesi

  2. mari says:

    mio figlio è con la varicella… grazie a dio è tranquillo felicissimo di non andar all’asilo….(io un po meno)..fino ad ora senza febbre, anche il prurito non è tanto grazie all’antistaminico… pensavo peggio !!

  3. Mamma Medico says:

    bè, nei più piccoli non è detto che dia tanti problemi e anche le eventuali cicatrici nel tempo si appianano…………….

  4. ciccio 71 says:

    salve,èla prima volta che scrivo,ma io sig.ra MAMMAPREMUROSA non farei neanche gli altri vaccini,glielo dico perche io sono allergico e i miei figli non ho idea di sperimentarlo.

  5. mammamedico says:

    ciccio, intanto ci sono dei vaccini obbligatori per legge, senza i quali non si può accedere alla scuola. Inoltre proprio ai bambini allergici (non ai vaccini chiaramente) con tendenza ad avere patologie respiratorie, viene addirittura consigliato il vaccino antiinfluenzale. e infine non dimenticare che alcune patologie anche gravi possono essere prevenute con i vaccini. e se tutti vaccinassero i loro bambini si debellerebbero….

  6. ciccio 71 says:

    mamma medico,come lei ben saprà l europa è polio free dal 92,l epetite B si prende solo con emoderivati e rapporti sessuali quindi a 2 mesi queste casualità non le vedo.io sono allergico ai vaccini,quindi se è medico saprà quali sono i sintomi avanzati dell avvelenamento da mercurio.non è vero che i bambini non vaccinati non sono ammessi a scuola.mi rendo conto che questo non è il forum giusto per l argomento,comunque sembrava che un gemello avesse un inizio di varicella,con solo 2 macchie rosse che si sono trasformate in crosticine,puòaverla fatta in forma leggera?

  7. Mamma Medico says:

    ciccio 71, in europa è stata sconfitta la poliomelite proprio grazie alla vaccinazione di massa. è vero che a 2 mesi non si prende l’epatite b con rapporti a rischio e emoderivati, ma il piano vaccinale prevede più vaccini in uno unico (l’esavalente). per quanto riguarda l’iscrizione a scuola, bè a Milano fin dall’iscrizione al nido è richiesto il certificato vaccinale. chiaramente diverso è il caso di chi per motivi di salute o di allergie accertate non si può sottoporre ai vaccini. per quanto riguarda il caso del gemello, non credo che la varicella si possa manifestare con solo 2 macchiette.

  8. marie says:

    quisiera saber tengo dos niños uno de 1año 7 meses y una nena de 7 meses y los dos lactan el mayor tiene recien la varicela al darle de lactar me contagiaria o cual seria las consecuencias, bueno yo ya he tenido la varicela desde niña. y podria contagiar a mi nena de 7 meses. le agradeceria que me conteste. gracias. Marie

  9. francesca says:

    Il mio Gabri, 4 anni, ha la varicella…da stamattina sono uscite poche bollicine alcune già con la crosta…ora aspettiamo i giorno successivi, con un pò di paura su quello che ci attende…

  10. sonia says:

    il mio bimbo di 3 anni ha preso la varicela…..antistaminico si o no?potrebbe bastare il classico borotalco mentolaro?

  11. mammamedico says:

    la varicella è tutto sommato una malattia banale. se è presente molto prurito nessuna controindicazione all’uso di antistaminici. vietato invece il talco mentolato!

  12. ciccio 71 says:

    come mai il talco mentolato è vietato?

  13. Mamma Medico says:

    bè, vietato forse è un pò “forte” (anche perchè i pediatri degli anni ’70 ne hanno prescritto in quantità industriali e non mi risulta che sia mai successo nulla). diciamo che viene sconsigliato l’uso delle polveri nei bambini per il rischio di inalazioni e per evitare che con il sudore si creino grumi peggiorando il prurito e quindi il rischio di impetigine con il grattamento.

  14. rosy says:

    Salve mio figlio di 4anni ha la varicella da giovedi’ 2 Maggio vorrei sapere quando e’ possibile portarlo fuori grazie.

  15. mammamedico says:

    @rosy: puoi portarlo fuori quando non è più contagioso, ovvero quando tutte le vescicole si sono trasformate in croste. stesso discorso vale per la ripresa della scuola materna. a occhio direi a circa 7-10 giorni dalla prima vescicola.

  16. sara says:

    Buonasera, mio figlio 6 anni ha avuto la varicella con le prime bollicine circa una settimana fa. lo sfogo è stato lieve,niente febbre,poche bolle soprattutto sul tronco. ho un altro bimbo di due anni e sia la pediatra che Alcune amiche mi hanno messo in guardia sul fatto che il piccolo al 90% farà la varicella in forma più violenta. la dottoressa mi ha prescritto un antivirale da somministrare entro 24 ore dalla prima pustoletta . volevo un suo parere grazie.

  17. Mamma Medico says:

    perchè dovrebbe farla in forma più violenta? comunque io ho dato l’antivirale sia a figlio che a marito (contagiato dal figlio) ed effettivamente il decorso è stato più leggero

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