I Pidocchi nei bambini

Pidocchi e Pediculosi

E’ il tormentone di ogni anno, il solito avviso: si sono verificati casi di pediculosi. Bleah….

Un giorno all’uscita dalla scuola lo scorso anno Supernano ha raccontato: “sono venuti dei signori a controllare se avevamo degli animaletti in testa. Io non ne avevo”. Per fortuna, ho pensato io!

Ma cosa sono questi “benedetti” pidocchi?

I pidocchi sono piccoli insetti di colore grigio-biancastro. Vivono sui capelli e si nutrono di sangue pungendo il cuoio capelluto dove depositano un liquido che può provocare intenso prurito. Si riproducono attraverso le uova che si chiamano lendini. La femmina del pidocchio vive 3 settimane e depone circa 300 uova, soprattutto all’altezza della nuca, sopra e dietro le orecchie, che si schiuderanno dopo 6-9 giorni. Lontani dal cuoio capelluto i pidocchi sopravvivono al massimo 2-3 giorni. Se si guarda attentamente tra i capelli vicino al cuoio capelluto, all’altezza della nuca o dietro le orecchie si vedono le lendini, che sembrano puntini bianchi o marrone chiaro. Sono di forma allungata, traslucidi, poco più piccoli di una capocchia di spillo.

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La crosta lattea nei neonati

Crosta Lattea

Può capitare che la testina dei neonati appaia squamata e ricoperta da crosticine giallognole e unte. E’ la crosta lattea, ovvero la forma infantile della dermatite seborroica (da non confondere con la dermatite atopica) che si localizza principalmente sulla testa, ma che può estendersi anche alla zona delle sopracciglia, ascelle, dietro le orecchie e si presenta nel 3-4% dei neonati.

Nonostante il nome, legato ad antiche tradizioni popolari, è dimostrato che la crosta lattea non è causata dall’alimentazione del neonato, né dipende da carenze igieniche della mamma. In realtà le cause non sono ancora del tutto note: alcuni esperti pensano che sia causata dagli ormoni materni ancora in circolo che portano a una eccessiva stimolazione delle ghiandole sebacee, altri pensano a un fungo.

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L’Unione Europea vieta la produzione di biberon con Bisfenolo A (BPA)

BPA bisfenolo A

Bisfenolo A (BPA) questo sconosciuto…

Qualche giorno fa è stato l’onomastico di microba e Supernano ha ovviamente voluto farle un regalo. È dovuta intervenire Mamma Medico, altrimenti la scelta sarebbe stata orientata sulle Winx. Non si può certo dire che il mio ometto non sia attento al mondo femminile delle sue coetanee, ma considerando che microba è nella fase “castoro”, la scelta si è orientata sui pupazzetti in gomma.

E fra tanti, mi è caduto l’occhio su una busta con la macroscopica scritta “SENZA CONTENUTO DI BPA”. Ho acquistato il pacchetto conscia che quella sigla in qualche cassettino della memoria avesse un significato, ma una volta a casa e consegnato il regalo ad una felicissima microba, mi sono dimenticata di controllare.

Mi è tornato in mente nel leggere gli ultimi articoli “Ue, al bando i biberon di bisfenolo A”.

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Colore degli occhi nei neonati e fattori che lo caratterizzano

Colore degli occhi nei bambini

La microba ha gli occhi azzurri, addirittura in alcune particolari condizioni di luce, color acquamarina. A parte che mai e poi mai avrei pensato ad una cosa del genere, ognuno fa le sue considerazioni in proposito: Papà Chef ha “accusato” l’idraulico (per carità, i 2 che hanno bazzicato per casa nostra non sono certo tipi da ispirare momenti di passione sotto il lavandino!), io ritengo che la genetica nasconda un sacco di misteri: gli occhi chiari della piccola dovrebbero provenire da bisnonni e trisavoli. Sempre che questo bellissimo colore non cambi. Lo definisco il “toto-occhi”.

La leggenda più buffa sostiene che il colore si stabilizzi alla fine dell’allattamento. Il fondamento scientifico non è dato sapere.

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Congiuntivite e occhi rossi nei neonati e bambini: consigli per prevenire e curare

Congiuntivite e infezioni negli occhi dei bambini

La congiuntivite è uno dei motivi di allontanamento del bambino dalla comunità ed è anche una delle più frequenti “malattie” del bimbo che frequenta asili nido, scuole materne, ma anche piscine e mare perché la congiuntivite non ha stagionalità. Ma cos’è questa famigerata congiuntivite? È una infiammazione della congiuntiva, la membrana che riveste l’interno della palpebra e la parte bianca dell’occhio (la sclera). In inverno può essere causata da microbi esterni (per esempio dovuti al toccarsi gli occhi con le mani sporche) o da virus che contemporaneamente stanno infiammando le prime vie aeree. In primavera, può trattarsi di una allergia a pollini. In estate, di una reazione alla luce solare intensa. Gli occhi rossi sono quasi sempre sintomo di una qualche forma di congiuntivite. La malattia è molto comune, fastidiosa ma raramente pericolosa. Generalmente si manifesta con arrossamento della congiuntiva, gonfiore delle palpebre, sensazione di sabbia nell’occhio, prurito, lacrimazione intensa e intolleranza alla luce. Può avere diverse origini.

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