La crosta lattea nei neonati

Crosta Lattea

Può capitare che la testina dei neonati appaia squamata e ricoperta da crosticine giallognole e unte. E’ la crosta lattea, ovvero la forma infantile della dermatite seborroica (da non confondere con la dermatite atopica) che si localizza principalmente sulla testa, ma che può estendersi anche alla zona delle sopracciglia, ascelle, dietro le orecchie e si presenta nel 3-4% dei neonati.

Nonostante il nome, legato ad antiche tradizioni popolari, è dimostrato che la crosta lattea non è causata dall’alimentazione del neonato, né dipende da carenze igieniche della mamma. In realtà le cause non sono ancora del tutto note: alcuni esperti pensano che sia causata dagli ormoni materni ancora in circolo che portano a una eccessiva stimolazione delle ghiandole sebacee, altri pensano a un fungo.

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L’Unione Europea vieta la produzione di biberon con Bisfenolo A (BPA)

BPA bisfenolo A

Bisfenolo A (BPA) questo sconosciuto…

Qualche giorno fa è stato l’onomastico di microba e Supernano ha ovviamente voluto farle un regalo. È dovuta intervenire Mamma Medico, altrimenti la scelta sarebbe stata orientata sulle Winx. Non si può certo dire che il mio ometto non sia attento al mondo femminile delle sue coetanee, ma considerando che microba è nella fase “castoro”, la scelta si è orientata sui pupazzetti in gomma.

E fra tanti, mi è caduto l’occhio su una busta con la macroscopica scritta “SENZA CONTENUTO DI BPA”. Ho acquistato il pacchetto conscia che quella sigla in qualche cassettino della memoria avesse un significato, ma una volta a casa e consegnato il regalo ad una felicissima microba, mi sono dimenticata di controllare.

Mi è tornato in mente nel leggere gli ultimi articoli “Ue, al bando i biberon di bisfenolo A”.

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Colore degli occhi nei neonati e fattori che lo caratterizzano

Colore degli occhi nei bambini

La microba ha gli occhi azzurri, addirittura in alcune particolari condizioni di luce, color acquamarina. A parte che mai e poi mai avrei pensato ad una cosa del genere, ognuno fa le sue considerazioni in proposito: Papà Chef ha “accusato” l’idraulico (per carità, i 2 che hanno bazzicato per casa nostra non sono certo tipi da ispirare momenti di passione sotto il lavandino!), io ritengo che la genetica nasconda un sacco di misteri: gli occhi chiari della piccola dovrebbero provenire da bisnonni e trisavoli. Sempre che questo bellissimo colore non cambi. Lo definisco il “toto-occhi”.

La leggenda più buffa sostiene che il colore si stabilizzi alla fine dell’allattamento. Il fondamento scientifico non è dato sapere.

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Congiuntivite e occhi rossi nei neonati e bambini: consigli per prevenire e curare

Congiuntivite e infezioni negli occhi dei bambini

La congiuntivite è uno dei motivi di allontanamento del bambino dalla comunità ed è anche una delle più frequenti “malattie” del bimbo che frequenta asili nido, scuole materne, ma anche piscine e mare perché la congiuntivite non ha stagionalità. Ma cos’è questa famigerata congiuntivite? È una infiammazione della congiuntiva, la membrana che riveste l’interno della palpebra e la parte bianca dell’occhio (la sclera). In inverno può essere causata da microbi esterni (per esempio dovuti al toccarsi gli occhi con le mani sporche) o da virus che contemporaneamente stanno infiammando le prime vie aeree. In primavera, può trattarsi di una allergia a pollini. In estate, di una reazione alla luce solare intensa. Gli occhi rossi sono quasi sempre sintomo di una qualche forma di congiuntivite. La malattia è molto comune, fastidiosa ma raramente pericolosa. Generalmente si manifesta con arrossamento della congiuntiva, gonfiore delle palpebre, sensazione di sabbia nell’occhio, prurito, lacrimazione intensa e intolleranza alla luce. Può avere diverse origini.

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Corsi di acquamotricità neonatale: benefici e benessere psicofisico per i nostri bambini

Neonato in piscina

I miei 2 bambini sono stati messi nell’acqua della piscina da piccolissimi, appena dopo aver fatto la prima vaccinazione, ed hanno apprezzato. Supernano ha sempre voluto fare il bagno anche con acqua molto fredda, microba per ora ha sperimentato solo l’acqua quasi “brodo” della piscina nei giorni torridi di luglio e il caldo mare pugliese ad agosto dove era la più piccola a sgambettare. Il grande ha frequentato i corsi di acquamotricità durante il primo inverno quando aveva circa 6 mesi, mentre il secondo anno abbiamo lasciato perdere causa inizio nido. Ma un corso intensivo di un mese a giugno di quest’anno, all’età quindi di 4 anni, ha dato esiti molto positivi: ha imparato a nuotare senza braccioli per brevi tratti sia con che senza testa sotto l’acqua e ha preso confidenza con l’acqua. Non è stato ancora deciso se e dove frequenterà il corso anche microba, il supernano ci “ruba” tutto il tempo, ma visto l’iniziale entusiasmo mi spiacerebbe privarla.

Ora la domanda cardine: ma perché iscrivere a un corso di nuoto un lattante?

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