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Cura delle malattie dei bambini: no all’eccessiva medicalizzazione

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Sono contraria ai farmaci. O meglio sono contraria ai farmaci inutili o assunti inutilmente. La maggior parte delle patologie dei bimbi ha origine virale e pertanto necessita di terapia solo sintomatica inoltre spesso le difese immunitarie sono in grado di rispondere in modo egregio alle più comuni patologie. Eppure medicalizziamo sempre. I nostri bambini devono guarire il più in fretta possibile. E il più in fretta possibile devono poter tornare all’asilo o a scuola. Altro che rimedi della nonna: lana-latte-nanna. Non sempre ai nostri giorni c’è una nonna a disposizione per stare a casa col bambino malato e quindi attuare questo detto. È per questo che le amiche mamme non gradiscono il mio consiglio: ”passa come è venuto”, che è un po’ il mio motto.

Ma stavolta mi vengono in aiuto illustri pediatri americani. Ho letto recentemente 3 articoli interessanti. Uno sull’uso o meglio sull’abuso di paracetamolo (es: tachipirina) nei bimbi con febbre un altro sugli antibiotici ed infine il terzo sui mucolitici.

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Convulsioni febbrili semplici: come comportarsi

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Le convulsioni febbrili semplici sono contrazioni momentanee involontarie dei muscoli, seguite da rilassamento degli stessi, che si possono verificare quando la temperatura corporea aumenta rapidamente, in bambini senza infezioni del sistema nervoso e senza precedenti danni cerebrali.

Le convulsioni sono quindi una reazione del sistema nervoso all’aumento della temperatura corporea. Interessano il 3% dei bambini sani, tra i 6 mesi e i 5 anni di vita, con massima incidenza in bambini di età inferiore ai due anni, per poi diminuire progressivamente all’aumentare dell’età. In oltre la metà dei casi, l’episodio convulsivo rimane isolato. Le recidive sono più frequenti se l’insorgenza della prima convulsione è precoce, soprattutto se si verifica durante il primo anno di vita.

La convulsione febbrile si manifesta di solito nel primo giorno di febbre ed ha una durata che varia da 3 a 15-20 minuti. Non se ne conosce esattamente il meccanismo scatenante; è stata dimostrata una predisposizione famigliare e per questo è frequente riscontrare altri casi nei membri della stessa famiglia.

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La febbre nei bambini: come si misura e come si cura

La febbre nei bambini e nei neonati: come si misura e come si cura

Cos’è la febbre? E’ un innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei suoi valori normali, 37.5°C se misurata per via ascellare o 38°C se misurata per via rettale. La febbre nei bambini spaventa sempre i genitori che sperano quindi che sparisca il più in fretta possibile. In realtà, anche se può sembrare un paradosso, la febbre è il primo sistema di difesa del corpo contro virus e batteri.

La temperatura corporea può variare da persona a persona e, soprattutto nei bambini, può aumentare in seguito a sforzi, assunzione di pasti o bevande calde, ambiente eccessivamente riscaldato, ipersudorazione, sete. Questo perché l’aumento della temperatura corporea, come detto prima, è un meccanismo fisiologico (quindi buono) che possiede l’organismo umano, di difesa, ma anche di compenso. Ma quando la febbre dura da più di 24 ore, allora evidentemente non è solo un fatto momentaneo. La febbre non è una malattia, è un sintomo; le sue cause vanno identificate ed affrontate nella maniera più appropriata.

Cause principali della febbre nei bambini sono le infezioni virali e batteriche. Praticamente ogni infezione è quindi potenzialmente in grado di provocare febbre:

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Varicella: sintomi, terapia e prevenzione

varicella nei bambini: sintomi, terapia e prevenzione

Ad ogni cambio di stagione puntuale la solita voce: “c’è in giro la varicella!”. Noi “abbiamo dato” subito. Alla fine del primo anno di nido Supernano infetto da varicella ha contagiato anche Papà Chef che febbricitante e catatonico si aggirava moribondo per casa. Chiaramente la forma di varicella presa da adulti è molto più aggressiva di quella dei bambini, oltre al fatto che i bimbi hanno una ripresa molto più rapida dei grandi. Per tale motivo il problema per un po’ non mi ha più riguardato.

Quest’anno no. Quest’anno c’è microba. È pur vero che non frequenta comunità in senso stretto (asili, ludoteche, ecc.), ma mentre attende il fratello all’asilo è circondata da bimbi molto “affettuosi”…e potenzialmente contagiosi.

Pur sapendo che la varicella è tutto sommato una malattia blanda, ero e sono intenzionata a vaccinarla. Tacciatemi di madre degenere, ma voglio evitare la scocciatura di questa spada di Damocle, soprattutto in quei periodi in cui è facile organizzare qualche week end o qualche viaggio. Ma la mia super amica pediatra ha detto no. Secondo lei già tanti sono i vaccini obbligatori o semi obbligatori e la varicella tutto sommato è una malattia banale. “Se proprio vuoi (detto con quel tono di chi sa che farò di testa mia) aspetta l’anno di età!”. Ok. Incrocio le dita e rimando a dopo l’estate.

Ma cos’è esattamente la varicella? E cosa si può fare per curarla?

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L’influenza: sintomi, terapia e prevenzione

Influenza e virus influenza A

Ecco puntuale l’annuale appuntamento con l’influenza. Gli epidemiologi parlano del 60% dei bambini ammalati. In pratica 1 su 6. Devo confessare che questi dati mi lasciano sempre un po’ perplessa, ma se li rivelano gli esperti…

L’influenza è una comune malattia infettiva acuta virale, trasmessa appunto da un virus detto virus influenzale di tipo A. Ogni anno si presenta con la stessa sintomatologia, ogni anno resta invariata la prevenzione e la cura. Ma allora perché fa così tanta paura? Perché i pronto soccorso (e non solo quelli pediatrici) sono intasati da pazienti in codice bianco con 37.5° C di temperatura? Tenterò di dare qualche spiegazione sulli’influenza ma soprattutto qualche indicazione sul come e quando “preoccuparsi”.

Come detto l’influenza è causata da un virus influenzale. Ne esistono 3 tipi, ma quello responsabile è il virus di tipo A. Tale virus ha la caratteristica di mutare di anno in anno, per tale motivo è praticamente sempre nuovo e l’aver contratto l’infezione, non dà protezione per l’anno successivo. Per lo stesso motivo non è possibile avere un vaccino unico che dia protezione per più anni. Il virus influenzale di tipo A non è da confondere con altri tipi di virus, i cosiddetti virus parainfluenzali, che danno sintomatologia simile ma ovviamente non sono la stessa cosa.

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