Con umidità e muffa aumentano i rischi di sviluppare  patologie respiratorie

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Tempo fa venne in visita una coppia di coniugi per una sospetta asma bronchiale. Mi raccontarono che in seguito ad alcuni danni nel loro appartamento e alla muffa che ne derivò iniziarono ad accusare sintomi respiratori. Ovviamente attribuirono tutto alla situazione di casa e, oltre a cercare una cura, chiedevano che un medico pneumologo dimostrasse il nesso fra i sintomi e la muffa. È scontato che vivere in ambienti non salubri causi patologie all’apparato respiratorio, ma oggi è evidenziato anche da uno studio dell’Università di Uppsala pubblicato su Clinical and Experimental Allergy. I ricercatori hanno evidenziato un incremento del rischio di soffrire di sinusite cronica e bronchite, nonché allergie, asma e altri disturbi respiratori, per chi vive in appartamenti malsani, osservando più di 26mila adulti di quattro città svedesi.  

Questi  hanno risposto a domande su sintomi respiratori, abitudine al fumo, livello di istruzione e stato delle abitazioni,  ovvero eventuali danni visibili causati dall’acqua, umidità o muffe negli ultimi 12 mesi. l’11,3% del campione, avrebbe riportato segni di umidità nell’abitazione. Per l’8,3% dei partecipanti allo studio ci sarebbe stato un solo segno, per il 2,3% due, e per lo 0,7% tre segni di umidità. Un ambiente meno salubre era più comune tra le donne, i disoccupati o gli studenti e i fumatori, mentre era meno comune nelle case dei pensionati.
Rispetto ai non fumatori che non avevano segni di umidità in casa, chi viveva in condizioni di umidità aveva il 90% di probabilità in più di soffrire di respiro corto durante la notte, il 77% di probabilità in più di soffrire di rinosinusite cronica e il 67% di probabilità in più di soffrire di bronchite cronica. Inoltre, avrebbero avuto un aumento del tasso di tosse notturna, asma e allergie. Più l’umidità era presente e maggiore era la probabilità di soffrire di patologie delle alte o delle basse vie respiratorie. E per la rinosinusite cronica, il grado di aumento del rischio era paragonabile a quello di un fumatore che vive in una casa non umida
La vera novità di questo studio secondo gli studiosi, è rappresentata dall’associazione tra infiammazione cronica e umidità.
L’invito è pertanto quello di non ignorare mai eventuali chiazze, macchie e infiltrazioni che si formano sulle mura del proprio appartamento

 

 

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