Infezioni respiratorie e prescrizione di antibiotici evitabili

antibiotici

Con la stagione invernale ormai alle porta stanno per bussare inevitabilmente anche virus e microbi vari. E inevitabilmente i nostri bambini ingurgiteranno farmaci su farmaci, soprattutto antibiotici, spesso assolutamente inutili. Se n’è parlato e se ne parla tanto, anche io ho scritto numerosi post, le mamme si definiscono tutte contrarie, ma come mai al momento buono, loro, i “fantastici” antibiotici compaiono nelle nostre case?   Un gruppo di ricercatori statunitensi di Seattle ha pubblicato un lavoro sulla rivista Pediatrics, in cui viene segnalato che sono quasi 11,4 milioni le prescrizioni di agenti antimicrobici nei bambini che potrebbero essere evitate; secondo questi studiosi gli antibiotici sono spesso prescritti per infezioni acute del tratto respiratorio, anche se molte di queste sono virali.
I ricercatori hanno quindi condotto uno studio per determinare i tassi di prevalenza batterica nelle infezioni respiratorie e confrontarli con i tassi di prescrizione nazionale di antibiotici.


Sono state osservate cinque patologie: otite media acuta, sinusite, bronchite, infezione delle alte vie respiratorie e faringite. Da un lato sono stati studiati i lavori pediatrici in lingua inglese sulla prevalenza di infezioni respiratorie acute batteriche nel periodo 2000 – 2011, da un altro lato è stato considerato un campione di visite ambulatoriali di soggetti con meno di 18 anni fra il 2000 e il 2010. Incrociando i dati si è visto che il tasso di prescrizione antimicrobica atteso per infezioni acute del tratto respiratorio complessive era del 27,4% mentre gli agenti antimicrobici sono stati prescritti durante il 56,9% delle visite per infezioni acute del tratto respiratorio. Le prescrizioni effettuate sarebbero state quindi il doppio rispetto a quelle attese. Secondo gli autori questo studio presenta le più recenti stime disponibili dall’introduzione del vaccino pneumococcico coniugato sulla prevalenza di batteri nelle 5 comuni infezioni acute del tratto respiratorio.
È importante pertanto sensibilizzare tutti, medici, pediatri e genitori per ridurre l’attuale prescrizione antibiotica inutile per queste comuni infezioni infantili.
Dal mio punto di vista, di mamma e medico, posso capire che non è bello vedere tossire il proprio figlio per più di due giorni, lamentarsi per un mal di orecchio o di gola, ma non è la somministrazione di un antibiotico a risolvere il problema o comunque non sempre ne serve uno da prendere per bocca.

 

Comments

  1. says

    Dopo soli 3 anni di esperienza da mamma ho capito che pian pian si conosce sempre meglio quali sono le debolezze e le reazioni del bambino.
    Io personalmente seguo le indicazioni del pediatra che mi segue (o dell’otorino nel caso dell’otite) ed inorridisco quando sento le mamme che somministrano ai propri figli medicinali “perché tanto ormai so!!!”
    Comunque cerco sempre di prevenire alcune malattie ricorrenti con delle semplici accortezze:
    – se ha la tosse accendo l’umidificatore nella sua stanza mentre dorme
    – per l’otite ho imparato a fare il lavaggio nasale (grazie all’otorino che mi segue) ed è già un anno che non prende più un antibiotico a causa dell’otite!

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