Influenza al termine, ma attenzione ai ‘virus cugini’

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Febbraio è finito e stiamo uscendo anche dal tunnel dell’influenza. Ma allora come mai ci sono ancora molte persone, fra cui bambini, a letto con la febbre? Si tratta di virus parainfluenzali in genere adenovirus, coronavirus e rotavirus,  i cugini dell’influenza. Quelli che non sono coperti dal vaccino dell’influenza, per intenderci e che spesso danno anche manifestazioni gastroenteriche. Secondo il confronto con gli anni passati si presenteranno per le prossime 1-2 settimane anche a causa degli sbalzi termici tipici del periodo pre-primaverile.

Secondo il bollettino diffuso dai medici sentinella Influnet, quest’anno ci sono stati circa 4.793.000 casi di influenza dall’inizio della sorveglianza. I più colpiti sono stati i bambini sotto i 5 anni: l’incidenza è stata pari a 6,41 casi per mille assistiti. Quella che si conclude, è stata una stagione influenzale non elevatissima come numero di casi, con un inizio brusco e anticipato prima delle vacanze natalizie e casi raddoppiati in pochissime settimane. Ma come detto non bisogna abbassare la guardia.
I sintomi dell’influenza e dei virus cugini sono molto simili. Nel primo caso si ha febbre alta ed improvvisa, dolori articolari, problemi respiratori, malessere, tosse, mal di gola e nausea. I virus parainfluenzali, invece, sono caratterizzati da assenza di febbre o febbre molto lieve, raffreddore, congestione nasale, tosse, mal di gola e sintomi gastrointestinali, quali nausea, vomito e diarrea. Anche la durata è molto diversa: l’influenza classica guarisce in 5-7 giorni, mentre i virus parenti possono durare meno o avere un decorso più lungo ma leggero.

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