La bronchite acuta

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Parlando con un’amica le chiesi secondo lei quali fossero le patologie che le mamme cercano di più sul web; mi rispose che tosse e malattie dell’apparato respiratorio sono quelle che in generale creano più apprensione. È il mio pane quotidiano e forse, proprio perché già satura sul lavoro ne ho scritto poco; prendendo però spunto dal suggerimento, (per cui ringrazio!) ho pensato di creare uno spazio sul sito proprio dedicato esclusivamente alle patologie respiratorie. Cercherò di essere costante e aggiornarlo settimanalmente ogni venerdì. Siete autorizzati a “tirarmi le orecchie” se bigio e a chiedere se avete argomenti particolari.

L’esordio è con la bronchite, una delle situazioni polmonari più note ma che destano confusione.definizione:
è l’infiammazione, acuta o cronica, della mucosa dell’albero bronchiale; nella forma acuta il processo flogistico è il risultato di un’estensione ai bronchi di infezioni delle prime vie respiratorie (tracheo-bronchite, laringo-tracheo-bronchite); per tale motivo è più frequente nei mesi invernali quando sono più numerose tutte le infezioni delle prime vie aeree.
Cause:
in genere è causata da virus: adenovirus, coronavirus, virus influenzali e parainfluenzali, virus respiratori sinciziali,rhinovirus, paramyxovirus, rubivirus, ma all’infezione virale spesso segue una sovrainfezione batterica; in tal caso i microrganismi più frequenti sono streptococco pneumoniae, hemophilus influenzae, meno frequentemente mycoplasma.
Incubazione:
non esiste un periodo di incubazione anche perché non tutte le forme che interessano le alte vie respiratorie evolvono in bronchite
contagio:
il contagio non riguarda tanto la bronchite in sé quanto la forma virale responsabile delle infezioni delle vie aeree.
sintomi
In genere la bronchite acuta è preceduta da sintomi delle vie aeree superiori:
– raffreddore
– faringite
– dolore in sede sternale se vi è un interessamento tracheale
– talora vi è febbricola con dolori muscolari e  malessere generale;
– la tosse  compare in un secondo momento, prima secca, poi produttiva con espettorato mucoso e successivamente mucopurulento (tipico è il viraggio del colore da chiaro a giallo-verde).  La tosse è esacerbata dalla posizione sdraiata, dal freddo e dal fumo inalato; nei bambini più piccoli porta anche ad accessi di vomito o conati
Durata della malattia:
7-8 gg
Diagnosi:
si basa sulla sintomatologia e sulla visita medica; solo nel dubbio di una polmonite virale che presenta sintomi simili, è dirimente un rx torace
Prognosi:
Le forme acute di bronchite in genere non destano particolari preoccupazioni; se adeguatamente trattate si risolvono nel giro di poco tempo senza lasciare particolari strascichi.
Complicanze:
in genere l’evoluzione è benigna, ma soprattutto nei soggetti più a rischio come neonati, anziani, coloro che soffrono di altre patologie respiratorie di tipo cronico e i fumatori si può avere un’evoluzione in polmonite o la trasformazione della forma acuta in cronica.
Terapia:
La bronchite acuta non è una malattia grave e per curarla è utile solo stare riposo, non prendere freddo e attendere, anche nel caso dei bambini, prestando però, attenzione all’andamento dei sintomi e alla febbre. Poiché nella maggior parte dei casi la bronchite è di origine virale non vi è indicazione al trattamento antibiotico, necessario invece nel dubbio di una sovrainfezione batterica (per esempio nel caso di espettorato scuro).  Nelle forme acute di bronchite lo scopo della terapia è quello di alleviare la sintomatologia e di rendere meno difficoltosa la respirazione. L ‘assunzione di farmaci antitosse tipo sedativi è consigliata solo nel caso che la tosse secca impedisca un normale riposo, ma con molta cautela nei bambini. Si usano anche mucolitici, ma non ci sono evidenze scientifiche che questi farmaci possano modificare il decorso o la durata della bronchite.

Nell’ambito della medicina alternativa sono utili prodotti a base Drosera rotundifolia le cui foglie contengono in particolare il droserone, una complessa sostanza esercita un’azione benefica come calmante per diverse tipologie di tosse, in particolare tosse stizzosa con broncospasmo, asma, pertosse, avendo proprietà antitussive, broncosedative, antisettiche, decongestionanti, antinfiammatorie.
riammissione a scuola e ad attività sportive:
al termine dell’episodio infiammatorio e comunque dopo la risoluzione del quadro febbrile, non vi sono controindicazioni alla ripresa delle normali attività

Alcune informazioni:
quando chiamare il pediatra:
– nel caso di  un bambino di età inferiore ai cinque mesi con raffreddore e tosse, anche se la bronchite si presenta senza febbre
– se la tosse è persistente, non lascia dormire di notte, o vi è un cambiamento del colore del catarro, segno di una complicazione della bronchite che sta andando incontro a una sovrainfezione batterica
– se la febbre è elevata o il respiro diventa sibilante
– se il bambino ha dolore forte al petto o affanno
– in seguito a morbillo o pertosse o rosolia
cosa fare:
– restare a riposo per alcuni giorni
– bere abbondantemente
– umidificare l’aria dell’ambiente
– fare inalazioni di vapore o aerosol con soluzione fisiologica per fluidificare le secrezioni bronchiali e poterle espellere più facilmente con la tosse
– se di notte si accentua la tosse, mettere dei cuscini sotto la testa del bambino per tenerlo sollevato ed aiutarlo a respirare meglio.
Cosa non fare:
– pretendere dal proprio medico la prescrizione di un antibiotico. Come detto la bronchite acuta è una malattia molto spesso dovuta a virus, nei confronti dei quali gli antibiotici non sono efficaci. Per lo stesso motivo mai somministrati antibiotici fai da te
– non assumere sedativi della tosse quando la produzione delle secrezioni bronchiali è abbondante perché la tosse “serve” per poterle espellere
– non utilizzare l’aspirina nei ragazzi e bambini sotto i 16 anni
– non utilizzare i mucolitici nei bambini sotto i 2 anni
– non svegliare il bambino se sta riposando neppure per misurare la temperatura e non coprirlo troppo per non farlo sudare

 

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