Laringospasmo nei bambini: cos’è? come affrontarlo?

tosse

Il laringospasmo è un’improvvisa  difficoltà respiratoria con tosse abbaiante convulsa.  È una contrazione muscolare incontrollata ed involontaria (spasmo) delle corde vocali, di breve durata (da pochi minuti a qualche ora), che però blocca la possibilità di respirare inducendo panico e paura di soffocare.
La causa certa non è ancora del tutto nota, non essendo infatti necessariamente dovuta (come la laringite) ad una localizzazione in laringe di un virus, ma si tratta di una reazione irritativa in soggetti definiti “ipersensibili” in seguito a infezioni e/o allergie.
E’ più frequente nel bambino piccolo (dai 6 mesi ai 3 anni), ma talvolta si manifesta anche nel bambino più grande e nell’adolescente.
L’esordio è quasi sempre improvviso con tosse abbaiante, voce rauca e stridore inspiratorio e avviene solitamente nelle prime ore della notte causando il risveglio del bambino.  Il bambino è in una situazione di completo benessere quando va a dormire per poi svegliarsi improvvisamente con una tosse molto intensa e difficoltà a respirare e a parlare. Spesso migliora spontaneamente o in seguito alla somministrazione di farmaci ma può ripresentarsi anche per 2-3 sere consecutive.
Cosa fare in caso di episodio di laringospasmo?

Innanzitutto è fondamentale rimanere calmi e tranquillizzare il bambino. Il laringospasmo è in genere una condizione che quasi sempre si riesce a risolvere a casa, senza necessità di andare in ospedale. Il panico inoltre accentua la difficoltà respiratoria quindi è molto importante tranquillizzare il bambino. Nei casi meno gravi può essere utile e sufficiente umidificare il più possibile l’ambiente, evitando tassativamente le essenze balsamiche che nel caso dei pazienti pediatrici possono peggiorare il quadro clinico; alcuni pediatri consigliano addirittura di chiudersi nel bagno aprendo tutti i rubinetti dell’acqua calda per saturare la stanza di vapore acqueo. Nelle forme più gravi si deve ricorrere all’aerosol con cortisone (a dosaggi più elevati della classica ½ fiala) oppure al cortisone assunto per via orale, ma sempre su consiglio del pediatra. Il bambino non va fatto sdraiare neppure dopo la terapia, perché la posizione eretta o leggermente rialzata consente maggior sollievo.
Quando andare in ospedale? Quando ci si deve preoccupare?
Il laringospasmo è una causa molto comune di accesso notturno in pronto soccorso. Soprattutto quando si verifica il primo episodio i genitori sono giustamente così allarmati da correre immediatamente in ospedale. Per fortuna in realtà la prognosi è quasi sempre ottima con risoluzione della sintomatologia in poche ore con la terapia elencata.
Ma se la difficoltà respiratoria dovesse essere severa o persistere nonostante la terapia, è indispensabile un controllo medico. Il consulto medico immediato è inoltre indispensabile quando ad essere colpiti sono neonati o piccolissimi.
Superato l’attacco acuto, può essere necessario continuare una terapia di fondo per qualche giorno (spesso con cortisone per bocca e/o aerosol), ma prima di qualsiasi terapia “fai da te” bisogna contattare il pediatra di fiducia per decidere il trattamento più adeguato.
Nei casi di laringospasmo inoltre è stato dimostrato che l’adrenalina somministrata per aerosol sia molto efficace, con un netto miglioramento della sintomatologia a distanza di circa 10-20 minuti dall’utilizzo. Sebbene sia un farmaco molto sicuro, è però più corretto utilizzarlo in ambiente ospedaliero e limitarne l’uso a casa solo quando fortemente indicato dal proprio pediatra di fiducia.

 

 

 

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