Quando portare il bambino in Pronto Soccorso

pronto soccorsoE’ uno dei dubbi più frequenti di tutti i genitori. E aggiungerei, dei genitori di oggi. Non so a quanti genitori della mia generazione sarebbe mai venuto in mente di portarci al Pronto Soccorso per una piccola ferita o un trauma alla caviglia, tanto per fare un esempio. Oggi ci sono dei bimbi della scuola materna che hanno già più accessi dei loro nonni ottantenni…

Ma quando è sufficiente ricorrere al buon senso e alle proprie conoscenze e in quali casi è invece necessario preoccuparsi?

– In caso di febbre? Valutare sempre le condizioni generali del bambino e gli eventuali segni e sintomi associati. Discriminante è l’età del bambino: un bambino con età inferiore a tre mesi deve essere sempre visitato dal pediatra curante e, se questi non reperibile, condotto in Pronto Soccorso, anche in assenza di altri sintomi. Nei bambini più grandi è necessaria una visita medica urgente solo se la febbre è elevata, persistente e risponde poco alla terapia antipiretica oltre ad essere associata a sintomi quali vomito e cefalea intensa che non migliorano in seguito alla somministrazione di antifebbrili e/o blandi antidolorifici. Se in presenza di febbre il bambino presenta crisi convulsive va sempre condotto in Pronto Soccorso soprattutto se ha meno di un anno d’età.

– In caso di vomito? Il bambino ha bisogno di cure se presenta vomito ripetuto (più di 5 episodi in poche ore) e non riesce ad assumere liquidi. È inoltre necessario far visitare il bambino se oltre al vomito presenta altri sintomi che possono condurre alla disidratazione come febbre e diarrea (più di 5 scariche in poche ore). 
Segni di allarme di disidratazione, soprattutto in un bambino d’età inferiore ad 1 anno, sono la secchezza della cute e della mucosa orale, occhi cerchiati, mancanza di lacrime, ridotta emissione di urine nelle ore successive alla comparsa della sintomatologia. In tal caso è d’obbligo l’accesso al pronto soccorso. Anche bambini con vomito francamente ematico o con contenuto verde scuro o di colore «caffeano» devono essere valutati in Pronto Soccorso urgentemente.

– In caso di diarrea? Bisogna far visitare il bambino dal pediatra curante se presenta diarrea da oltre 24 ore con più di 5-6 scariche al giorno e non assume liquidi oppure presenta segni di disidratazione. Diarrea francamente ematica o la sola emissione di sangue tipo «gelatina di ribes» deve essere valutata con la massima urgenza.

– In caso di dolori addominali? I bambini accusano spesso «mal di pancia»che in molti casi è strategico per non recarsi a scuola o al corso di ginnastica. Il sintomo invece deve destare preoccupazione se il piccolo non evacua da oltre 24 ore e presenta vomito e febbricola e se il dolore viene localizzato nelle regioni inferiori destra dell’addome (regione appendicolare). Inoltre, i bambini vanno visitati in urgenza se presentano dolore addominale nelle ore successive ad un trauma della regione interessata.

– In caso di trauma cranico? C’è trauma e trauma e tendenzialmente le mamme convivono con le cadute dei piccoli da quando imparano a camminare. Deve essere visitato con urgenza un bambino che ha perso conoscenza al momento della caduta (trauma cranico commotivo), o presenta vomito, qualche ora dopo il trauma, con tendenza all’addormentamento, con pianto inconsolabile, strabismo, difficoltà alla deambulazione, cefalea. Il vomito, immediatamente dopo il trauma, non deve destare preoccupazione così come un pianto prolungato.

– In caso di tosse? Considerando che la tosse è costante nei primi anni di vita dei bambini, mi pare superfluo intasare i pronto soccorso per questa problematica . Se però il bambino presenta difficoltà a respirare, appare sofferente, «respira con la pancia», ha dei rientramenti a livello delle coste o al giugulo, è pallido, presenta delle apnee, improvvisamente compare tosse abbaiante (come il verso di una foca), è presente febbre elevata o salivazione abbondante il bambino/a deve essere visitato con la massima urgenza.

–          In caso di ustioni? Le ustioni devono essere valutate e medicate in Pronto Soccorso per stabilirne la gravità,l’ estensione, la sede e la profondità.

–          In caso di inalazione di corpo estraneo? I bambini, soprattutto nella fascia di età compresa fra 6 mesi e 2 anni, possono, in maniera accidentale, inalare corpi estranei di qualsiasi natura. 
Non tutte le sostanze chimiche sono tossiche.

Sono sostanze a BASSA TOSSICITÀ:

  • detersivi per piatti a mano (liquidi e in polvere);
  • detersivi per panni a mano e a macchina;
  • tavolette e spirali per zanzare;
  • spray e polvere insetticide a base di piretro e aletrina;
  • amido per stiratura,
  • inchiostri per stilografiche e biro;
  • colori a tempera e acquarelli;
  • fiammiferi;
  • shampoo, bagni schiuma, saponette, schiuma da barba, creme, mascara.

Sono sostanze MOLTO PERICOLOSE:

  • Insetticidi a base di esteri fosforici (per scarafaggi e formiche)
  • Sgorgatoi di intubazioni
  • Antiruggine
  • Smacchiatori di tutti i tipi,
  • Puliture per superfici
  • Brillantante per lavastoviglie.

Se un bambino ha ingerito una sostanza è sempre consigliare contattare un centro antiveleni.

– In caso di punture di insetti? Una puntura di zanzara non ha mai ucciso nessuno e ricordatevi che soprattutto nel caso di punture alle gambine nei bambini molto piccoli e frequente un gonfiore tale addirittura da impedire di allacciare le scarpine. Talora inoltre al gonfiore si associa un colore bluastro della cute. Ghiaccio e pomata antistaminica sono sufficienti. Vanno invece condotti in Pronto Soccorso i bambini che a seguito della punture presentano: cute pallida, sudorazione, sensazioni di vertigini, tosse, respiro irregolare, perdita di coscienza, orticaria diffusa, edema palpebrale.

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