Compiti delle vacanze: come affrontarli senza stress

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E abbiamo finito anche la III elementare. Io mi faccio prendere da sciocche malinconie, Supernano è uscito da scuola esultando. Nonostante sappia che levatacce e rigore non siano finiti perché gli toccano i centri estivi, si sente comunque in vacanza. Gli ho raccontato di quando io facevo delle “vere” vacanze per ben 3 mesi e mi osservava perplesso; la maggior parte dei nostri figli non ha minimamente idea di cosa voglia dire avere la mamma a casa per tutto il tempo e pertanto la prima  spontanea domanda è stata “ma che lavoro faceva tuo papà, cioè il nonno”. Difficile spiegare e far capire che nonostante un lavoro normale un solo stipendio bastava per 4. Altri tempi. E mi sento un po’ matusa nello scriverlo…
Tornando a supernano il suo entusiasmo si è smorzato nel comunicarmi che gli hanno dato troppi compiti.  E qui ho riso io. Supernano non sa neppure cosa voglia dire avere troppi compiti. L’estate scorsa ha avuto talmente poco che da madre rompiscatole ho integrato io con un po’ di ripasso e qualche scheda scaricata da internet perché a settembre aveva completamente messo a riposo il cervello.
Quando quindi qualcuno mi chiede se i compiti siano utili o dannosi rispondo che sono validi nelle vacanze lunghe, dannosi o meglio barbosi, nei week end o peggio durante la settimana.

Io chiaramente parlo da mamma di un bambino della scuola primaria. Quando arriveremo alle medie forse sarà un altro discorso.
Secondo i pediatri della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (SIPPS) al termine della scuola bambini e ragazzi hanno diritto a riposarsi e vivere all’aria, ma staccare la spina troppo a lungo significa dimenticare quanto appreso durante l’anno, pertanto i compiti estivi possono diventare un vero incubo anche proprio a causa di queste dimenticanze.
La SIPPS, senza entrare nel merito della “bontà” dei compiti da qualche indicazione che aiuti genitori e figli ad affrontarli serenamente:
– staccare la spina i primi 20 giorni di vacanza
– suddividere i compiti in base ai giorni di vacanza rimanenti, cercando di dedicare almeno un’ora al giorno a ciascuna materia, e il resto al divertimento
– studiare matematica e grammatica sotto forma di giochi a quiz tipo parole crociate
– i compiti devono essere fatti da bambini e ragazzi non dai genitori che devono seguire i figli ma non sostituirsi a loro negli esercizi
– organizzare gruppi di studio con amici o vicini incontrandosi un’ora al giorno per fare insieme i compiti
– fare scegliere al ragazzo il momento in cui preferisce dedicarsi allo studio in un luogo tranquillo e lontano da qualsiasi tipo di distrazione
– se sono state assegnate ricerche libere, meglio scegliere come soggetti animali, piante o luoghi incontrati durante le vacanze corredando la ricerca con foto o reperti.

Comments

  1. says

    vere” vacanze per ben 3 mesi ….quello che i nostri figli neanche immaginano!!! Mamma a casa sempre e mare per tre mesi. I miei figli già se fanno una settimana serena con tutti e due i genitori presenti è una grande vittoria….che tristezza…come sono cambiate le cose in 20 anni!!!!!

  2. Mamma Medico says

    già, anche se ogni tanto mi trovo a fare qualche gaffe scoprendo che ancora oggi ci sono mamme a casa (volontariamente) che portano via i bimbi 2 mesi….

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