I bambini e lo sport

sport e bambini

Nonostante il tempo, siamo nel pieno dell’estate e per molti bimbi, delle vacanze. Supernano ha ancora qualche giorno di scuola estiva e nonostante le maestre dicano che sia stanco, a me sembra che abbia un surplus di energie. Forse le tiene in serbo per quando è a casa…Anche i suoi amichetti sono dei “moto perpetui” e fra mamme ci stiamo già chiedendo come canalizzare al meglio questa energia nei prossimi mesi.

Sport è la parolina magica. E si può approfittare delle vacanze per proporre diverse attività sportive e individuare quella più idonea.

I benefici dello sport sono noti e io ne avevo già parlato. Secondo le Nazioni Unite lo sport è un diritto fondamentale del bambino e presenta appunto molteplici benefici: il bambino che fa sport irrobustisce fisico e struttura ossea, quindi si ammala meno, non ha problemi di peso, dorme meglio e va bene a scuola. Impara anche la vita in gruppo nel rispetto di se stesso, dell’istruttore, dei compagni e degli spazi, seguendo regole di comportamento. Abituare fin da piccoli i bambini a praticare regolarmente uno sport significa farli crescere in modo sano.

Ma a che età è meglio cominciare?

Certo dipende dal tipo di attività sportiva. Il nuoto, inteso come corsi di acquamotricità, anche a 3 mesi, il calcio a 6 anni, tanto per fare un esempio. Ma in genere si inizia a pensare ad un qualsiasi tipo di corso intorno ai 4 anni, età in cui è bene che il bambino lo consideri solo svago e divertimento non certo un obbligo. Spesso decidere in modo affrettato o sull’onda di situazioni momentanee (comodità del luogo, amici, etc.) può comportare spiacevoli inconvenienti o addirittura senso di fallimento se ne consegue l’abbandono dell’attività. In linea di massima si potrebbe valutare in base al carattere del bambino:

  • se è introverso, è preferibile uno sport di squadra per favorire la socializzazione: calcio, per coordinarsi con gli altri e con lo spazio circostante, prestando attenzione che non ci sia un’ eccessiva competizione. Validi anche basket, pallavolo o rugby. In genere questi corsi sono proposti ai bimbi a partire dai 6 anni. Qualora il bimbo introverso rifiuti proprio il gruppo, si può optare per uno sport individuale che gli dia la possibilità di far emergere i suoi punti di forza: nuoto, arti marziali o per le bimbe danza oppure ginnastica artistica. In tali casi alcuni centri sportivi propongono corsi anche a 4-5 anni
  • anche il bambino irrequieto può concentrarsi su arti marziali: uno sport con regole ben precise utile per l’autodisciplina
  • un bimbo vivace o un po’ viziato può orientarsi su uno sport di squadra per imparare l’obiettivo comune e la collaborazione
  • la scelta dello sport di squadra può essere utile anche per il figlio unico che può avere esigenza di confrontarsi con il gruppo e creare una solida rete di amicizie

Adatto a tutti indipendentemente dal carattere è sicuramente il nuoto: irrobustisce le ossa, interessa tutti i muscoli, stimola la circolazione del sangue e migliora la coordinazione motoria e respiratoria.

In ogni caso, indipendentemente dal tipo di attività sportiva, la scelta va condivisa con il bambino, incondizionatamente, senza proiezioni delle proprie aspettative da parte dei genitori sui figli.

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