9 anni. E’ iniziata la preadolescenza?

paperino

Da neonato era un cicciobello.
Crescendo un bambino vivace ma dolcissimo.
Il bambino che si scandalizzava se la sorellina di un anno inveiva dicendo “butta mamma”, il bambino che diceva “facciamoci le coccole di nascosto altrimenti microba si arrabbia”, il bambino che diceva “sono la tua roccia”, e anche la tua banca.
Quello che si lamentava un po’, ma solo un po’ perché non riuscivamo mai a stare  da soli.
Quello che mi accusava di avere la “lacrima in tasca” ma che contemporaneamente sorrideva in maniera affettuosa delle mie emozioni.
Quello che non tollerava le femmine nel suo mondo “maschio” ma solo la sua mamma che “è una femmina diversa”.
Quello che sapeva quanto fossi orgogliosa di lui. Per i suoi successi a scuola. Per i suoi successi nello sport. Quando gli altri mi facevano i complimenti per come fosse educato.
Perché era il bambino che tutte le mamme vorrebbero avere. Era il bambino che io volevo essere e non ci sono mai riuscita. Timido al punto giusto ma anche espansivo e socievole, sensibile, tranquillo e casinista.
Era.

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I terribili 4 anni

ceci

Li chiamano i “terrible two”, ma nessuno parla dei “terribile four”, forse non è contemplato, forse compiuti i 3 anni i bambini diventano immediatamente angioletti, forse i problemi successivi sono quelli dell’adolescenza. Ma noi per quelli siamo fortemente in anticipo. Microba ha compiuto ad aprile 4 anni e mi sta facendo letteralmente impazzire.
Ha una dialettica, un modo di fare, un’autonomia da lasciare sbalorditi; si è integrata alla grande in quello che chiama “il club”, il gruppo di bambine che frequenta al lago: la più piccola ha 6 anni, la più grande 12; snobba le sue coetanee anche se in realtà queste piccole quattrenni fanno appunto le quattrenni stando con i genitori. Microba va. “io mi avvio”, dice.
Io ho sempre spinto entrambi i miei figli verso l’autonomia. La casa al lago è in luogo dove i pericoli sono ridotti, si può girare in bicicletta e i bambini da frequentare sono i figli di quei bambini con cui giocavo io oltre 30 anni fa.
Ma il punto non è l’autonomia. Continua a leggere: I terribili 4 anni…

Riflessioni

adolescenti

C’è un fatto di cronaca della scorsa settimana che continua a turbarmi e farmi riflettere: il suicidio di una ragazzina diciassettenne. Ma non è tanto l’episodio in sé che pur sconvolge, quanto il motivo che ha portato a tale gesto, ovvero le incomprensioni con i genitori. Sembrerebbe che la ragazzina modello, brava a scuola, sempre obbediente e servizievole, sia scoppiata. Sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) che i genitori le impedissero di fare le cose che facevano i coetanei, e da ultimo le avessero impedito un soggiorno studio in Cina. Tutto questo appreso da numerosi biglietti lasciati ovunque. I genitori sarebbero indagati. Mah…
Solo qualche giorno dopo sulla rubrica di posta di un settimanale femminile la lettera di un’altra diciassettenne che chiedeva consigli su come “far ragionare” i genitori: anch’ella brava a scuola, “assennata”, ma assolutamente incompresa, non gratificata e a suo dire“tenuta segregata” perché non le venivano concesse uscite serali e vacanze con le amiche. Concludeva dicendo “io faccio quello che mi dicono di fare, ma loro non sanno quello che voglio realmente io”.
Sono due facce dello stesso problema. Nel primo caso ha vinto la disperazione e forse la solitudine, nel secondo c’è il tentativo di chiedere aiuto ad un estraneo. Continua a leggere: Riflessioni…

L’igiene intima dei bambini

lavarsi

Se ne parla poco, ma l’igiene intima “baby” è estremamente importante fin dalla nascita  e il percorso per arrivare all’indipendenza oltre che essere lungo richiede accuratezza, piccole astuzie e prodotti su misura.
Il periodo del pannolino: per tutto il periodo in cui il bimbo indossa il pannolino la principale accortezza è quella di evitare la dermatite da pannolino.
È necessario pertanto lavare la zona con acqua tiepida e usare detergenti delicati non necessariamente antisettici solo se il bimbo si scarica; inoltre è importante cambiare spesso il pannolino per evitare irritazioni
Ecco alcuni consigli per cambiare il neonato in tranquillità:
–  porre il bambino su un asciugamano pulito su un piano posto ad altezza della vita, in modo da non doversi piegare e evitare quindi futuri mal di schiena
–  Tenere pronti pannolini, salviette e tutto il necessario per non lasciare mai, neppure per pochi istanti, il bambino da solo
– posare un pannolino pulito aperto al lato del neonato.
– Aprire il pannolino sporco. Tenete le gambe del neonato con una mano e con l’altra togliete il pannolino sporco. Se è sporco di feci la parte superiore del pannolino sporco può essere usata per pulire il grosso delle feci facendo un movimento dalla pancia al sederino del bambino. Non bisogna mai pulire da dietro in avanti perché si potrebbero causare infezioni delle vie urinarie, soprattutto nelle bambine.
–  Alzate le gambe del bambino, e tenendole alzate togliete il pannolino sporco e buttatelo.
–  Se il bimbo ha fatto solo la pipì può essere lavato solo con acqua corrente tiepida, in caso di cacca, si può usare un po’ di sapone di Marsiglia. I detergenti, anche quelli specifici per la prima infanzia, talora sono molto aggressivi per la pelle delicata dei neonati.
–  Le salviettine umidificate andrebbero utilizzate solo in situazioni particolari, per esempio quando si è in viaggio o fuori casa.
–  Una volta lavato e asciugato attentamente soprattutto fra le pieghe dell’inguine, si può mettere il pannolino pulito. Devono esserci almeno due dita di spazio tra il pannolino e la pancia del neonato. Continua a leggere: L’igiene intima dei bambini…

Il fratello di un disabile

fratello disabileAlla scuola materna di Supernano c’erano 3 fratellini gemellini, di cui due disabili. Quando se ne parlava tutti volgevano il pensiero ai genitori. Un giorno, l’ennesima volta in cui si parlava della “sfiga” di quella mamma io esplosi “e al fratellino sano nessuno pensa?”. Mi guardarono come se fossi una pazza. Spiegai della responsabilità di cui potrebbe essere caricato, di un eventuale senso di colpa per essere l’unico sano fra i suoi fratelli, di un’eventuale gelosia verso i fratellini bisognosi di cure. Insomma apparenti banalità a cui nessuno pensava.

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