Laringospasmo nei bambini: cos’è? come affrontarlo?

tosse

Il laringospasmo è un’improvvisa  difficoltà respiratoria con tosse abbaiante convulsa.  È una contrazione muscolare incontrollata ed involontaria (spasmo) delle corde vocali, di breve durata (da pochi minuti a qualche ora), che però blocca la possibilità di respirare inducendo panico e paura di soffocare.
La causa certa non è ancora del tutto nota, non essendo infatti necessariamente dovuta (come la laringite) ad una localizzazione in laringe di un virus, ma si tratta di una reazione irritativa in soggetti definiti “ipersensibili” in seguito a infezioni e/o allergie.
E’ più frequente nel bambino piccolo (dai 6 mesi ai 3 anni), ma talvolta si manifesta anche nel bambino più grande e nell’adolescente.
L’esordio è quasi sempre improvviso con tosse abbaiante, voce rauca e stridore inspiratorio e avviene solitamente nelle prime ore della notte causando il risveglio del bambino.  Il bambino è in una situazione di completo benessere quando va a dormire per poi svegliarsi improvvisamente con una tosse molto intensa e difficoltà a respirare e a parlare. Spesso migliora spontaneamente o in seguito alla somministrazione di farmaci ma può ripresentarsi anche per 2-3 sere consecutive.
Cosa fare in caso di episodio di laringospasmo?

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Aerosol: abuso di prescrizioni

aerosolQuando è nato supernano, da un amico farmacista mi feci regalare un apparecchio per l’aerosol.Pur augurandomi di non doverlo mai usare preferivo averlo in casa pensando alle affezioni respiratorie dell’infanzia. Ebbene la macchinetta è stata usata ben 2 volte in 9 anni: la prima dalla sottoscritta piegata da una sinusite, la seconda dalla supernonna nella cui casa è poi rimasta. Per fortuna entrambi i miei figli non hanno mai sofferto di affezioni bronchiali ed io, come ben sapete contraria a tutti i farmaci inutili, ho quasi sempre adottato la teoria “ti passa come ti è venuto”. 

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La tosse: cosa fare?  Cosa non fare?

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Un evergreen di cui purtroppo ogni anno dobbiamo parlare.
La tosse è  un meccanismo di difesa dell’organismo da sostanze irritanti come polvere e fumo, virus o batteri, che ostruiscono il normale passaggio dell’aria ostacolando la respirazione. Le cause della tosse sono numerose e molto diverse tra loro. Le più comuni sono le infiammazioni che coinvolgono le prime vie aeree (laringite, faringite). 
A scatenare il riflesso della tosse può essere anche l’ingresso nell’albero respiratorio di particelle estranee di varia dimensione (particolato atmosferico, batteri, frammenti di cibo o materiale inerte, ecc.), gas irritanti (smog, fumo, esalazioni chimiche, prodotti spray, ecc.) oppure liquidi (goccioline, vapore, aerosol, ecc.). Altre comuni cause della tosse sono l’accumulo di muco nelle vie aeree superiori (in particolare nei bronchi) indotto da infezioni respiratorie o dall’abitudine al fumo e l’azione irritante degli acidi gastrici che riescono a risalire l’esofago e ad arrivare fino all’ingresso della trachea a causa del reflusso gastroesofageo.  Continua a leggere: La tosse: cosa fare?  Cosa non fare?…

Le Grotte di Sale: sono davvero utili?

sale

È da tempo che periodicamente mi vengono chieste informazioni sulle grotte di sale; occupandomi di patologie delle vie respiratorie i primi sono stati ovviamente i miei pazienti adulti, ma ultimamente le domande arrivano anche dalle mamme stanche ogni inverno di avere a che fare con bronchiti, raffreddori e tutta la terapia del caso dei loro piccoli.
Le grotte di sale funzionano? Sono davvero così utili?
Ho sempre risposto stando sul vago, ma tendenzialmente più scettica che convinta perché non mi ero mai occupata seriamente del problema. Oggi mi sono imposta di studiare l’argomento e… non ho trovato alcun testo che mi aiutasse a parlarne in maniera scientifica.
Digitando la parola su google le prime pagine sono tutte dedicate alle varie strutture, pubblicità insomma, ma non mi sono data per vinta e ho proseguito la ricerca.
Il termine scientifico è Haloterapia (terapia con il sale), attività praticata in “grotte/cabine di sale” che ad oggi non sono ancora collocate in un preciso ambito sanitario, estetico o di altra natura; pertanto chiunque attualmente può aprire, senza alcuna autorizzazione, strutture dove si può praticare l’Haloterapia.
La “grotta/cabina di sale” è un locale dove le pareti, il soffitto e il pavimento sono completamente rivestiti di sale (di varia provenienza) e per la Haloterapia è utilizzato un nebulizzatore che può saturare l’ambiente di aerosol (con particelle di dimensione da 1 a 5 micron). La persona con i normali atti del respiro inala gli elementi contenuti nei sali la cui composizione è variabile per caratteristiche chimiche e provenienza.
Poiché la permanenza nelle cave o in grotte di sale naturali o al mare può produrre effetti benefici in alcuni individui affetti da disturbi respiratori, secondo le ditte che commercializzano queste “cabine”, la permanenza in questi locali per una seduta equivale a circa 3 giorni di soggiorno in località marina.
Il sodio inalato sarebbe  in grado di far funzionare meglio le piccole ciglia delle nostre vie respiratorie che, con i loro movimenti, frenano l’ingresso di germi e inquinanti atmosferici e trasportano il muco dal naso verso il cavo orale, detergendo l’intero albero respiratorio. Pertanto dopo il trattamento le persone sarebbero meno soggette ad ammalarsi di patologie virali e infettive e diventerebbero meno sensibili all’azione di allergeni, tossine e inquinanti.
Le sedute durano dai 30 ai 45 minuti per un totale di 10 sedute da svolgere due volte a settimana e da ripetere almeno due volte l’anno.
Ho usato il condizionale perché da un punto di vista scientifico non si trovano di fatto pubblicazioni sugli effetti delle “grotte/cabine di sale”.
Il fatto di inalare in un tempo molto ristretto (15-30 minuti) sostanze che “forse” naturalmente potemmo respirare in 72 ore non è esattamente la stessa cosa in quanto la loro concentrazione nel tempo potrebbe essere causa di qualche problema. Uno su tutti gli adulti con patologie misconosciute della tiroide.
Se è pur vero che alcuni effetti del sale sono da tempo conosciuti  (bagni al mare, bagni di acqua e sale in caso di infezioni cutanee o di piccoli traumi, ecc.), va detto che tali pratiche nulla hanno a che vedere con le “grotte/cabine di sale” nelle quali il microclima, artificialmente modificato, non è assolutamente paragonabile a quello marino per il tipo di microelementi presenti, per la loro concentrazione e per la durata della esposizione.
Detto questo non bisogno dimenticare che
–          l’haloterapia non sostituisce le cure tradizionali, piuttosto è un trattamento complementare che potrebbe alleviare i sintomi dei vari disturbi, soprattutto se cronici
–          non bisogna accedere alle “grotte/cabine di sale” senza avere prima consultato il proprio medico di fiducia sia per le indicazioni che, soprattutto, per eventuali controindicazioni. L’haloterapia è infatti sconsigliata a chi soffre di grave ipertensione, perché le microparticelle di cloruro di sodio potrebbero peggiorare la situazione, di ipertensione arteriosa, insufficienza coronarica cronica, tubercolosi polmonare attiva, insufficienza renale o nel caso si abbia un tumore.
–           prima di concordare un ciclo di sedute all’interno delle “grotte/cabine di sale”, è indispensabile informarsi sul tipo di sali usati e chiedere almeno la loro composizione e la provenienza e se questa non è nota e documentata, bisogna rifiutarsi di utilizzare la grotta/cabina

 

 

La bronchiolite nei bambini

ossigeno

La bronchiolite è un’infezione virale acuta del sistema respiratorio che interessa le piccole vie aeree dei bambini di età inferiore a due anni soprattutto in inverno e inizio primavera. Il 75% delle bronchiolite è causata dal virus respiratorio sinciziale (RSV), ma numerosi altri virus come Virus parainfluenzali, Adenovirus, Mycoplasma, Rinovirus ,Virus influenzali e Enterovirus possono essere responsabili della malattia. Molto probabilmente il processo deriva da un’estensione dell’infiammazione dalle vie aeree superiori ai distretti periferici dell’albero bronchiale e arriva a coinvolgere anche la mucosa bronchiale. Può derivare pertanto da una banale infezione delle alte vie respiratorie.
incubazione:
3-5 giorni
contagio:
La trasmissione avviene primariamente per contatto diretto con secrezioni infette.
La fase di contagio dura tipicamente da 6 a 10 giorni. Continua a leggere: La bronchiolite nei bambini…